martedì 11 dicembre 2007

Ma quanti siete!

Un post veloce, solo per commentare che oggi sono state raggiunte le 2.000 visite per questo blog.



Dopotutto quando si fa un blog è per potere condividere quello che pensiamo e vivamo con altre persone, e il fatto che ci siano state queste visite fa pensare che, almeno per un attimo, io abbia potuto condividere ciò che sento con altre persone.



E' per questo che ringrazio ancora chi mi legge, chi lascia un suo commento, chi passa e se ne va, e in modo particolare chi ritorna.

lunedì 10 dicembre 2007

Un risveglio

La notte era finita, e la luce della mattina stava entrando nella camera.  Fuori della finestra si sentivano i rumori della città che si stava svegliando, era molto presto, appena passate le 6.30.  Qualcosa mi ha svegliato, e ho ancora sonno...



La guardo, il suo viso é rilassato. Quasi sembra sorridere. Ieri abbiamo fatto tardi, abbiamo fatto l'amore a lungo, e ci siamo addormentati tardi, abbracciati, parlandoci dolcemente.



Era da molto che aspettavo questo momento. Era da molto che volevo guardarla dormire, e ora ci sono riuscito.  Ed é come la immaginavo: tenera e dolcissima. Faceva caldo, e durante la notte si era tolta il pigiama, e dorme con su solo la biancheria. Dopo averla osservata a lungo lentamente tiro indietro il lenzuolo... come é bella !



Ha su un completino che mi piace moltissimo, e che le sta bene da morire. Lei é distesa, quasi in posizione supina, leggermente coricata su un fianco, verso di me. Più la guardo, più mi piace, e sento che il sonno mi sta passando.



foto27 La guardo con una attenzione che non avevo mai prestato. Il viso, così dolce e rilassato. Il collo, con la pelle così morbida che mi piace tanto baciare. Il seno, così ben decorato dal reggiseno, sotto al quale intravedo le rotonde sporgenze dei capezzoli, con cui adoro giocare con la lingua.



Le braccia, le mani, con le quali mi dà carezze che mi tolgono il fiato, che possono essere delicate e anche forti. Le mani sono distese a fianco della pancia, così morbida, con il suo ombelico... mmmmmm... il suo ombelico... come mi piace perdermi a baciarle l'ombelico….



Il pube, così delicato e morbido, delicatamente coperto e disegnato dalle mutandine, che coprono ed evidenziano allo stesso momento, e le sue gambe, tra le quali passerei ore ed ore ad accarezzare, a baciare, a giocare, ad amare...



É uno splendore, e l'amo da impazzire.  L'amo tanto che non so resistere, che voglio avvicinarmi a lei, ma non voglio svegliarla. Il lenzuolo non é più sopra di lei, e mi avvicino al suo viso. Vorrei baciarlo, ma poi rischio di svegliarla. Così anche per il collo, per le braccia... forse mi ha sentito... si é mossa, ha spostato la mano sulla pancia, sotto al seno.



Forse sulla mano lo sente meno... e mi avvicino, le bacio la mano. Piano. Leggero. Mi avvicino e le tocco la mano con le labbra. E sento il suo profumo. Un profumo che continuo a sentire addosso a me dopo che abbiamo fatto l'amore. Dolce e delicato, appena percettibile. E che mi distrae... Lo seguo, e sento che viene dal suo corpo, e spostando il mio viso sono sopra al suo seno. Morbido e delicato, ma incredibilmente sensuale.



É più forte di me, allungo le labbra sul suo seno... Sento sotto il tessuto il suo capezzolo. Lo bacio con la punta della labbra. Mi faccio vicino a lei per essere più comodo. Sento che reagisce, sento che vive, lo sento sempre più presente sotto al tessuto.  Vorrei togliere quella barriera, ma la sveglierei, e continuo a baciarlo, e ora lo sfioro con la mia lingua.  Che effetto strano la lingua contro al pizzo del reggiseno, quando sento che sotto c'è lei...

Sento che il suo capezzolo mi vuole, l'ho tra le mie labbra. Ho lei tra le mie labbra. Ma non voglio svegliarla. La mia mano le sfiora la pancia e poi scivola sul pube. Le sue gambe sono leggermente divaricate, e dal pube un dito scende tra le gambe, sempre sfiorando con moltissima delicatezza.



La bacio e l'accarezzo, ma forse ho esagerato, e lei deve avere sentito qualcosa. Sento che mugola, e allora mi sposto un poco più in su, e la guardo in viso. Si, forse qualcosa ha sentito, mi accorgo che ha aperto di più le gambe.  Ora faccio scivolare tre dita tra le sue gambe, sul tessuto delle mutandine.



Mi sposto con il mio viso sopra al suo, ha cambiato espressione, sorride, e la voglio baciare...  le mie labbra contro alle sue. Sento la su lingua che mi cerca. Sento che si sta svegliando. Le mie dita la stanno accarezzando più intensamente, sentono il suo corpo sotto la biancheria, il suo corpo che reagisce, il suo sesso che si sveglia.  E lo sentono attraverso il tessuto, che lentamente si bagna.



La sua mano, che prima era sulla sua pancia, ora é su di me, mi sta accarezzando, e sento che mi cerca. E che mi trova. Prima sopra la biancheria, poi scivola sotto, sento che si infila negli slip, sento che mi prende, e solo ora mi accorgo di essere eccitato e bagnato. E sento la sua mano che mi afferra e lentamente scivola giù… e poi torna su… e continua ad accarezzarmi. Scivola agevolata da quanto io sono eccitato e bagnato.  E mi accorgo che la voglio...



La mia mano risale verso l'ombelico, e raggiunto scende di nuovo, ma questa volta sotto le mutandine. E passando sotto il tessuto, le dita raggiungono il pube, e scivolando ancora sentono le grandi labbra, che non aspettavano altro per schiudersi, e avvolgerle in un abbraccio caldo e umido, molto umido.  E arrivo a sfiorarle il clitoride.  E gli effetti delle mie carezze li sentivo mentre la baciavo.



Qualche carezza, e poi scendono ancora, fino all'ingresso del suo sesso. La accarezzo, ma a lei non basta, dato che sento la sua mano sulla mia, che la prende e la pretende.  E sento le sue dita sulle mie, che le spinge dentro di se...



Una sensazione incredibile, lei che mi vuole con una mano, con l'altra mi accarezza, sento le sue gambe che si muovono e si aprono.  Sento le mie dita che scivolano piano dentro di lei, e sento le sue reazioni alle mie carezze date dentro di lei. Lei mi ha preso la mano, l'ha afferrata, e la sta spingendo dentro di se.  Bellissima sensazione.  Mi prende con l'altra mano e mi sussurra un "ora voglio te" inequivocabile, dato che al "te" mi strinse il sesso.



Con la stessa mano con la quale mi spingeva, ora mi tira fuori.  E con l'altra mano tira fuori il mio sesso, e lo coccola ancora di più.  Le dico che se mi vuole bastava che mi prendesse, e così fece.  La sua mano mi tirava verso di se.  Faccio per spogliarla, ma lei sussurra "no, ci vuole troppo tempo..." e con l'altra mano scosta la sua biancheria dal suo sesso. Mi sposto tra le sue gambe, e lei mi guida dentro di se. Le scivolo dentro, dolcemente, con lentezza. Sento che si schiude davanti a me, una sensazione di incredibile tenerezza ma al tempo stesso sconvolgente per l'intensità. Continuo a muovermi, piano, e senza mai tornare indietro, fino a che sono completamente suo.



foto25Sento le sue mani sui miei fianchi, dovrei dire anzi le sue unghie.  Mi prende con forza, le sue gambe si sono accavallate alle mie, le sue mani scivolano verso le mie gambe, mi afferra e mi tira verso di se con forza….  e sento il suo respiro trasformarsi in un brivido. Mi rilascia e mi tira ancora a sé, ancora più forte...  il brivido ora l'abbiamo in due... sconvolgente, profondo, intenso come non mai. La sentivo in un modo incredibile, mi baciava con passione, mi teneva con forza. Mi stava usando. E mi piaceva da impazzire.  Quando dopo qualche minuto sentivi che si stancava, allora cominciavo a muovermi io.  Mi piaceva sentirmi muovere dentro di lei.  Le presi le braccia, le portai sopra alla sua testa, e cominciai a muovermi...  e ora ero io che la usavo...



Ci siamo alternati per non so quanto, fino a che sentii il suo respiro accelerare, e lei che mi afferrava sempre più forte.  Ora era lei che si spingeva contro di me, mi stava prendendo più che poteva, i suoi sospiri divennero mugolii, e capii che le mancava molto poco.



MI sussurrò "... daiiii...  anche tuuuu... " e sentivo il mio piacere salire sempre più velocemente, ma il suo arrivò prima...  Sentii il suo orgasmo, mi disse che era il suo momento, e sentii il suo corpo reagire, e avvertii delle forti contrazioni attorno a me.  Talmente forti da darmi l'idea che mi stesse risucchiando dentro di se...  E queste sensazioni mi fecero raggiungere l'orgasmo in un attimo, praticamente dopo pochi secondi del suo.  



L'abbracciai forte, mentre sentivo il mio piacere sconvolgermi, mentre sentivo che fluiva dentro di lei.  I brividi ci rimasero per qualche minuto.  Erano passate da molto le 07. 00, e cominciammo a rilassarci...  dopo qualche minuto lei si rilassò, e mi lasciò andare, e scivolai fuori di lei.  Mi sdraiai al suo fianco e la baciai dolcemente, mentre piano si riaddormentava.  E poi sentii gli occhi chiudersi, e mi addormentai anche io, restando abbracciato a lei.



Ci risvegliammo due ore più tardi, il sole era alto e i rumori in strada erano forti.  Ci ritrovammo a guardarci negli occhi, e baciarci, e ad un certo punto lei mi sussurrò sorridendomi "Ma é stato un sogno, o lo abbiamo fatto davvero.. ?" La baciai e le risposi che erano vere entrambe le cose, lo avevamo fatto, ma era stato un sogno, un sogno meraviglioso.  Uno di quei sogni che metteresti la firma per fare ogni mattina, appena sveglio, ma che so che questo rimarrà per sempre un sogno.



Il sogno di avere sempre per me la donna che amo. 

giovedì 6 dicembre 2007

Ogni maggese che ritorna...


A volte si sente la necessità di qualcosa di nuovo, di sentire nascere qualcosa di nuovo dentro di noi, il tempo passa, qualcosa appassisce e qualcosa rinasce. E con l'arrivo di una nuova stagione, un nuovo maggese e una nuova fioritura ci attende. L'unica cosa difficile è aspettare...



Come ho già detto spesso ascoltando delle canzoni ci si rende conto che le sensazioni che viviamo noi e che magari crediamo siano qualcosa di soltanto nostro siano invece qualcosa di molto comune e condiviso. Comune a tal punto che è facile trovare delle canzoni che le raccontano.



(Comunque a Riquewihr, dove hanno girato quel video, ci voglio andare....)




Maggese (C. Cremonini)



Settembre, tu mi hai lasciato con un messaggio,

e io non ti ho detto niente: le cose giuste

non hanno un gran bisogno di parole...

Ottobre, oggi è arrivato ottobre col suo cappotto nero

e piove sulle finestre dove milioni di persone sole

vanno avanti e indietro, in cerca del presente

cercando una risposta a questo cielo a specchio di novembre...

Dicembre, erano mesi che non usciva il sole

è sempre così difficile, dicevi, l'amore...

cambieranno nome ma tu, mese dopo mese di piu.

sei presente...

Cos'avrò se la notte mi dà nostalgia?

Se non ho fantasia,

non posso scegliere!

Ogni volta ogni maggese che ritorna

a dar vita a un seme

sarà vita nuova anche per me!

Ricordi: li puoi tenere in testa

o nascondere in un portafogli,

ma c'è chi se li dimentica nei sogni...

Sveglia! Gennaio arriva in fretta

la neve è quel che resta di Febbraio.

Di un'astuta ricorrenza,

un bacio è solo un bacio,

e Marzo è una promessa,

ma per qualcuno la prima rosa di Maggio

è una scoperta...

Estate, erano mesi che non usciva il sole,

è sempre così difficile, dicevi, l'amore...

Cambieranno nome ma tu, mese dopo mese di piu.

sei presente...

Cos'avrò se la notte mi dà nostalgia?

Se non ho fantasia,

non posso scegliere!

Ogni volta ogni maggese che ritorna

a dar vita a un seme

sarà vita nuova anche per me!

sarà vita nuova anche per me!

vita nuova anche per me!





 


mercoledì 5 dicembre 2007

Un mandarino per Teo

Ricordo di una commedia, con Bramieri, degli anni 60. Si chiamava "Un mandarino per Teo". Era la storia di questo Teo, al quale dissero che se premeva un pulsante un mandarino (a lui del tutto sconosciuto) in Cina sarebbe morto, e lui avrebbe ereditato una fortuna. Dopo avere premuto quel pulsante e ricevuto l'eredtità iniziano i rimorsi per Teo, e tutta una serie di equivoci.



A volte ripenso a quella commedia, perchè a volte vorrei anche io avere un pulsante. Un pulsante per spegnere qualcosa di me, che a volte sento forte dentro di me e mi da malessere.



Quello che sento è il bisogno di emozioni, un bisogno che credo abbiano tutti gli esseri umani, e che quando non è assolto crea crisi di astinenza. E di solito la situazione che crea le maggiori emozioni è una relazione con una persona dell'altro sesso.



Guthier 1A me le donne piacciono molto, ma non solo fisicamente. E' una cosa globale, che comprende il loro modo di essere, di pensare, la femminilità in senso esteso. Mi piacciono e mi fa sempre piacere potermi rapportare a loro, anche solo per amicizia, senza ulteriori interessi specifici.



Però, come credo tutti gli esseri umani, sento anche il bisogno di sentire di avere nei pensieri una donna che sia importante per me. Una relazione che mi possa dare delle emozioni. Ma questo è il lato negativo della faccenda.



Avere questo tipo di relazione mi ha portato all'inizio grandi emozioni positive, emozioni che sono scemate fino a sparire e poi lasciare il posto ad emozioni sgradevoli. Dicono che dopo qualche mese ogni relazione, anche la più appassionata, perda di intensità. Dicono sia normale. Sarà anche normale, ma a me non piace.



Non mi piace vivere qualche mese di emozioni intense per poi vederle spegnere e lasciare che la routine prenda il posto di tutto quello che poi diventa un ricordo. Dicono sia meglio avere ricordi che rimpianti. A volte penso di capire chi non vuole avere relazioni stabili, o chi si trova le emozioni al di fuori della relazione stabile. Ma a questo punto preferisco i rimpianti ai rimorsi...



Poi mi capita di leggere come vivono le donne le loro relazioni, e non sono poche che riscontrano la stessa cosa. Pare sia tassativo: dopo un pò tutto si spegne. Può cambiare il numero dei mesi, ma in capo al massimo ad un anno oltre l'80% delle relazioni perde la passione iniziale. E la vita diventa di nuovo priva di emozioni, portandoci a cercarle altrove, magari in una partita o in una corsa in auto.



Per l'essere umano le emozioni sono parte della vita. Se ne sente il bisogno, e questo bisogno a volte ci fa fare cose magari senza senso. Ed e' per questo che vorrei il bottone. Un bottone che mi spenga il bisogno di emozioni. Non ci sarebbero quelle belle, ma nemmeno quelle brutte. In effetti quelle belle che ho vissuto hanno avuto una intensità decisamente superiore a quelle brutte, ma sono durate molto poco. Quelle brutte, invece, magari non sono intense, ma durano molto, ma molto a lungo.



foto22 Un pulsante che mi possa togliere questo bisogno penso sarebbe utile. Quando poi voglio le emozioni, lo premo di nuovo.... ma a pensarci bene non credo che lo premerei più. In effetti, se non ne sento più il bisogno, perché cercarle di nuovo?



Credo che per le emozioni si arrivi a provare crisi di astinenza, come se fosse una dipendenza. Una dipendenza che secondo me crea problemi analoghi alla dipendenza da nicotina.

Ma per togliere la dipendenza dalla nicotina ci sono le graffette, l'autoipnosi, l'agopuntura, e tanto ancora. Sinceramente spero facciano qualcosa per togliere la dipendenza dalle emozioni... la proverei subito.

martedì 4 dicembre 2007

Prendere o lasciare

Era da un paio di settimane che non la vedevo, mi mancava e la desideravo.

Appena arrivati a casa, giusto il tempo di toglierci giubbotti e quant'altro, ed eravamo uno nelle braccia dell'altra. Dai suoi baci sentivo la sua voglia di me, era senz'altro quanto la mia.



Lei aveva ancora in mano la borsetta, si allontana da me per andare verso il tavolo ad appoggiarla, e io le vado dietro. Arrivata al tavolo io mi avvicino a lei, le metto le mani sui fianchi e la tiro a me, facendo pressione con il mio pube contro al suo sedere.



Lei sente la mia eccitazione attraverso i vestiti, mi mette le mani sui fianchi e mi tira verso di se. Il suo sedere era sodo, si sentiva bene come era fatto attraverso la gonna. Le passo le mani dai fianchi alle cosce, e sento attraverso il tessuto le balze delle autoreggenti.



Allora le metto una mano sulla schiena, la spingo piano in avanti e lei si appoggia al tavolo che aveva di fronte a se. Comincio ad accarezzarla sulla schiena, piano, facendo scendere la mano sul sedere, seguendo il contorno dei glutei. Il tessuto della gonna non è pesante, fa sentire ogni dettaglio del corpo, fa sentire i contorni della biancheria che indossa. La mano scivola più in basso, sulle cosce, poi sotto la gonna, e risale.



Upskirt1Sotto le mani il nylon delle calze, poi la balza delle autoreggenti, poi la pelle, la sensazione di sentire la pelle fresca sotto la mia mano che le accarezzava l'esterno della gamba, poi la temperatura della pelle che sale mentre la mano scivola sul sedere e poi tra le cosce.



Sento il caldo del suo sesso attraverso il tessuto del perizoma, mettendo un piede tra i suoi le allargo le gambe, la mano scivola aperta sul suo sesso. Sento il caldo, il bagnato del suo desiderio. Ora le sono al fianco, mentre stringo il suo pube nella mia mano lei mette la sua mano sul mio, stringe il mio sesso attraverso il tessuto dei pantaloni. Senza nemmeno guardare mi abbassa la cerniera, e infila dentro la sua mano, mi prende e mi stringe.



Non ho voglia di aspettare oltre, mi allontano da lei e dalla sua mano, mi inginocchio dietro di lei, le alzo la gonna quel tanto che basta per non avere niente tra la mia bocca e il suo corpo, e comincio a baciarla, a cercarla con la lingua. Le sposto il perizoma, per avere la sua pelle sotto i miei baci e la mia lingua, che la cerca, sempre più in profondità.



Sento il suo piacere salire, le abbasso il perizoma perchè non sia di impiccio e mi alzo. Il mio sesso era scivolato tra le sue cosce, si faceva strada verso di lei. Sento il caldo della sua vulva, lei mette una mano tra le sue cosce e mi guida dentro di lei. Scivolo piano dentro di lei, penetrandola a fondo. Sento lei che mi stringe, e comincio piano a muovermi. Una... due... tre volte... ma lei mi stringe ancora più forte e mi fa mancare il fiato.



Mi fermo un attimo, mi abbasso su di lei e l'abbraccio. Lei si volta e mi dice "Non pensare a me... prenditi quello che vuoi..."

"E' quello che sto facendo, non ti sembra?"

"Allora vieni, che stai aspettando? Non ti piaccio abbastanza?"

Non capisco cosa voglia dire.

"Non mi senti come sono?" le dico "Ho una voglia di te che mi fa eccitare da farmi male, che mi fa andare fuori di testa..."



"Allora fammela sentire questa voglia, voglio sentirti venire, non ti fermare..."



Di solito quando sono così eccitato cerco di iniziare con calma, se no la voglia che ho di lei e le sensazioni che provo dentro di lei mi farebbero durare ben poco. Lo faccio per darle il suo tempo, per pensare a lei, per avere il mio piacere attraverso il suo, lei lo sa, ma questa volta non vuole che io aspetti...



"Amore mio, se non mi fermo vengo in quindici secondi..."

"Non ti credo... non lo fai mai... a volte mi sembra di non piacerti abbastanza..."

"Ma cosa stai dicendo... ma se quando sono così mi devo impegnare per non fare finire tutto in pochi secondi... come fai a dire che non mi piaci?"

"Allora non parlare, scopami e vieni dentro di me, se sono irresistibile fammelo sentire..."



Rosaria Cannavò 2Oggi era così. Oggi lei mi voleva così. Voleva essere irresistibile. Sai che problema, per me lo era davvero. Le do un bacio, mi alzo, la prendo per i fianchi, e comincio a muovermi.

Una, due, tre volte... lei stringe... un brivido... quattro, cinque... e il piacere sale ancora di più... velocissimo... oramai sento che non potrò più fermare il mio orgasmo. La guardo, davanti a me, le mani sul tavolo, il sedere contro di me, vedo il mio sesso entrare ed uscire da dentro di lei... sento salire il profumo caldo del sesso, mi inebria, mi spingo dentro di lei, mi stringe ancora... e il mio piacere esplode dentro di lei, violento, caldo, fortissimo.



Resto dentro di lei ancora un minuto, ad assaporarmi gli ultimi brividi. Scivolo fuori mentre lei si tira su, si mette a posto il perizoma, si abbassa la gonna, si gira e mi abbraccia.



"Io ho avuto il mio, ma tu?"

"Io no... ho ti ho sentito godere, ti volevo fare impazzire, fare perdere il controllo..."

"Sarà mica poi così difficile" le dico.

"Dici? Quante altre volte è successo?"

Ci penso un attimo, e mi rendo conto di avere sempre voluto aspettare lei.

"Beh... in effetti mai..."

"Appunto... prima dici che ti faccio impazzire ma poi sai sempre controllarti. Volevo sentirti senza controllo... sai che è bellissimo?"



"Si, molto, ma mi è sembrato di essere egoista"

"So che non lo sei, e stai tranquillo che poi voglio anche la mia parte"

"Si, ma per il momento sono inservibile" le dico sorridendo.

"Certo... ma so che non ti serve per forza quello... conosco le tue risorse...  sto cominciando a sentire molto caldo tra le gambe... sto sentendo tutto quello che mi hai dato... magari potresti riparare al danno che hai fatto"



Dicendo questo mi sorride, si siede sul tavolo, apre le gambe e mette i piedi su due sedie. Mi prende e mi porta tra le sue gambe. Mi bacia, e poi mi prende il viso tra le mani. Sento che mi spinge verso il basso, il mio viso tra le sue cosce. La gonna scivola un poco indietro e mi avvicina a lei... oramai è chiaro come vuole che io ripari al danno, mi spinge la bocca contro al suo sesso, caldo e bagnato di me e di lei, e comincio a baciarla, e a giocare con la mia lingua.



Andammo avanti a lungo, con giochi vecchi e nuovi, dando e ricevendo piacere.



Come ho detto trovo le donne a volte incomprensibili. Se non ci si trattiene non va bene perché non si pensa loro. Se ci si trattiene non va bene non va bene perchè sembra che non ci piacciono.

Devo dire che me lo avevano già detto che fa anche piacere sentire che non ci si riesce a trattenere, lei è stata l'unica con la quale sono riuscito a farlo.



Sono incomprensibili, a volte incoerenti... ma sono meravigliose. Sono le Donne. Prendere o lasciare...

lunedì 3 dicembre 2007

Visioni e preconcetti...

Avete mai fatto caso come certe volte si valuti una affermazione più per chi l'ha fatta che non per il contenuto stesso?



Io sono un fautore del fatto che tutti possono avere ragione, anche gli imbecilli possono dire una cosa giusta, dopotutto anche un orologio fermo riesce a dare l'ora esatta... anche se solo due volte al giorno.



Però molto spesso avviene che si valuti quello che ci viene detto a seconda di chi ce lo dice, e non per l'affermazione in se stessa. Questo avviene sia nel bene che nel male, viene dato spessore e significato a delle affermazioni criptiche fatte da sommi filosofi, che potrebbero venire ampiamente contestate ma se ci si permette di dire qualcosa in merito si passa per chi "non capisce ". Oppure si critica una affermazione fatta da una persona, senza nemmeno cercare di capire cosa abbia detto, solo perché quella persona è magari di un altro schieramento politico.



Viene da chiedersi quanto siamo condizionati nei nostri giudizi dai nostri preconcetti, dalle nostre visioni.



Rosaria Cannavò 1Questo succede anche nel rapporto uomo/donna. Fino a che la persona che abbiamo accanto è per noi importante, abbiamo interesse per questa persona, può facilmente avvenire che si ritenga giusto a prescindere ogni cosa che dice. Magari anche perchè dire che la persona che abbiamo scelto sta dicendo delle cazzate diventa una critica verso se stessi...



Quando poi questa persona diventa meno importante per noi, cominciamo a contestare quello che dice, non lo condividiamo più, magari quando dice qualcosa di diverso dagli altri diventa presuntuoso, mentre prima, per lo stesso comportamento, lo si apprezzava perchè era una persona che sapeva vedere le cose in altro modo e non si faceva condizionare.



A voi non è mai capitato? O di rivalutare le cose dette da una persona dopo che una relazione era finita, oppure di sentire che le vostre affermazioni vengono messe in discussione più facilmente quando una relazione va verso la fine?



Se vi va di partecipare all'inchiesta, lasciate un commento... vi aspetto numerosi.

martedì 27 novembre 2007

Il tempo scorre...

Mi è capitato di sentire dire che la generazione che oggi ha circa quarant'anni (la mia...) rifiuta di crescere e vogliono continuare a fare i ragazzini. I quarantenni di oggi non sono quelli di venti anni fa. Trenta anni fa si andava in discoteca ed era difficile trovare persone che avessero più di trent'anni, oggi in molti locali ci sono serate dedicate a questa fascia d'età.



Trenta anni fa a quarant'anni si era con famiglia, figli, non si usciva di casa se non la domenica per la gita pomeridiana. Le persone che vivevano da sole erano poche, e raramente lo facevano per scelta. Oggi la sera ci sono in giro forse più persone dai 30 ai 40 che non quelli più giovani, ci sono molti quarantenni single, molti di questi "single di ritorno", con una convivenza o un matrimonio andato male alle spalle.



Però quando si fanno queste analisi non si guarda anche ad altre cose...































Trent'anni fa Oggi
Si iniziava a lavorare attorno ai 18 anni

 
Si inizia a lavorare in modo stabile forse dopo i 25 anni.

Ci si sposava o si metteva su famiglia ben prima dei 30 anni


 
Ci si sposa o si va a convivere ben dopo i 30 anni, e spesso lo si fa perché essere in due è l'unico modo di uscire di casa.
Si andava in pensione a 55 anni

 
Si va in pensione non si sa bene quando, si finirà a farlo a 65 anni
L'aspettativa di vita media era di 65/70 anni L'aspettativa di vita media è di 75/80 anni
Tipicamente dopo avere messo su casa, si "metteva la testa a posto", e quindi la vita cambiava, magari si vendeva la moto, arrivavano i figli, si pensava alla famiglia, ecc. ecc. Di mettere la testa a posto a trent'anni non ci si pensa nemmeno. Non si possono avere responsabilità verso altre persone se ancora non si riesce ad essere responsabili di se stessi.




Mentre scrivevo ho ricevuto una telefonata... Mi ha chiamato un mio amico. Questa notte un amico comune non è più con noi. Un anno fa gli hanno trovato un tumore, lo hanno operato, ma dopo un anno si è ripresentato. Questa volta ha vinto il tumore. Aveva 39 anni.



Dopotutto quanto avvenuto si inserisce in quello che scrivevo. Parlavo del rifiuto di crescere dei quarantenni. Questo mio amico non ha potuto rifiutare nulla, a quarant'anni non ci è nemmeno arrivato. Non è la prima persona che sento la cui vita viene fermata da un tumore prima dei quarant'anni.



Tra le cose che trent'anni erano diverse ci metterei anche questa. Anche questo credo dia la consapevolezza che la vita è adesso, e può invogliare a ritardare il più possibile il momento in cui si deve iniziare a "mettere la testa a posto", anche perchè diventa tragicamente sempre più frequente il fatto che si finisca di vivere prima ancora di avere davvero iniziato a farlo.



lunedì 26 novembre 2007

E il dopo ?

Un post su un altro blog mi ha portato a fare una considerazione.



Di solito quando una relazione finisce si perdono i contatti con la persona con la quale avevamo questo relazione.

Magari capita di sentirsi qualche volta nel primo periodo, ma poi i contatti si perdono.



Io però mi rendo conto di avere ancora contatti con alcune delle donne con le quali ho avuto una relazione. Se poi penso al tipo di relazione che c'era tra di noi, in tutti questi casi erano relazioni in cui l'amore era nato a seguito di una intesa emotiva particolarmente forte.



Conoscenze avvenute per caso, che si sono sviluppate nel dialogo e nel confronto, per poi scoprire un interesse reciproco molto forte, che quasi tutte le volte ha portato ad un sentimento e una relazione. Con le donne con cui non c'e' stato questo percorso, una volta finita la relazione sono finiti anche i contatti. Ma con queste donne non c'era mai stato un sentimento definibile come "amore", da parte di nessuno dei due.



Credo che la vita ci porti a costruire continuamente delle relazioni, che hanno senso quando possono dare qualcosa in modo reciproco. Trovare qualcuno con cui si ha una intesa profonda è molto difficile, e quando lo si trova credo sia da tenere da conto.

Allora perché quando si conosce qualcuno di speciale, al punto di innamorarsene, quando il sentimento finisce si deve chiudere tutto?



Fox3Dopotutto la persona resta sempre la stessa, restano gli interessi comuni, restano i punti di vista. Perché si deve pensare che un sentimento finisce, e non si pensa che il sentimento è solo cambiato?



Mi accorgo che il sentimento che ho avuto per le donne che ho amato è in realtà solo profondamente cambiato, che trovo piacevole potere mantere i contatti con una persona con la quale ho condiviso pensieri ed emozioni, e con la quale posso ancora condividerli, in modo analogo a quando ancora non ci si era ancora innamorati.



Tutte queste donne mi hanno detto che sono l'unico uomo con il quale sono rimaste in contatto dopo una relazione. Trovano piacevole mantenere il contatto così come lo trovo io. Senza invadenza, ognuno ha preso la sua strada senza che l'altro avesse gelosie. La loro esistenza viene sempre palesata alla donna con cui ho una relazione nel presente, e proprio per questa trasparenza e per la non invadenza non ha mai creato gelosie assurde.



Proprio perché mi hanno detto che è una cosa che non era mai capitata, voi che ne dite?

A voi non è mai capitato di mantenere un contatto dopo la fine di una relazione?

Lo trovate inutile, difficile, impossibile... ? Che ne pensate?

martedì 20 novembre 2007

Senza un perchè...

Mi accorsi quasi per caso che quel giorno era il suo compleanno. Senza nemmeno sapere bene perché le invio un SMS per farle gli auguri. Dopotutto ultimamente ci eravamo sentiti poco. Dopo una relazione intensa e piena di passione, la storia finì spegnendosi, e alla fine ci furono solo parole fredde come il ghiaccio e taglienti come lame. Nessun insulto, nessuna parolaccia, ma avrebbero fatto meno male.



Era da molto che non la sentivo, e non aveva senso che le mandassi quegli auguri, ma me ne resi conto solo dopo averli mandati. Quello che ancora aveva meno senso fu che mi rispose, ringraziandomi.



Nei giorni successivi seguirono poi altri messaggi, forse sempre senza senso, e ci risentimmo, per chiederci come stavamo, come andava, cosa si stava facendo. Le ultime informazioni che avevo era che lei non era da sola, ma dopo qualche giorno che ci si sentiva lei trovò il modo di farmi capire che quella storia era finita. Senza però dirlo direttamente...



Gregoraci 3
Un messaggio tira l'altro e salta fuori che le manca andare in moto, e così le propongo di uscire per il sabato successivo. Ho solo insistito un poco, e lei accetta.



Ci vediamo Sabato, faceva freddino, non era un giorno da moto, ma le era rimasta tutta l'attrezzatura, quindi andai a prenderla e andammo sul lago. Poi un cappuccino, un giretto attorno a lago, arriva ora di pranzo, e si fa il punto su dove andare a mangiare. Casa mia era vicina, lei non l'aveva mai vista, e in cucina me la cavo bene. In meno di quaranta minuti eravamo a casa mia.



Tolti i giacconi da moto, metto su l'acqua per la pasta e nel frattempo scambiamo quattro chiacchiere. Non mi ricordavo che avesse un sorriso così dolce. Era da molto che non lo aveva quando era con me. Una parola, un bicchiere di vino, un'altra parola, le faccio vedere cosa si vede dalla finestra, sono vicino a lei, sento il profumo della sua pelle.



Smetto di parlare, la guardo, le metto una mano sulla guancia, l'accarezzo, sento che lei si avvicina a me. Mi avvicino a lei e sento le sue labbra sulle mie. Una sensazione strana, una dolcezza incredibile con la consapevolezza di fare qualcosa che non si doveva fare. Qualcosa che non aveva senso.



Un bacio lungo, profondo, ritrovai il sapore delle sue labbra, della sua lingua. Ci fermiamo, ci guardiamo. Ci sentivamo strani in due. "Perchè deve essere così difficile?" mi sussurra lei.



La presi per mano, spensi il gas sotto l'acqua, la portai in camera. Lei si fermò davanti al letto e si girò. Mi guardò come per dirmi di fermarmi, ma l'abbracciai e la portai sul letto con me. Un bacio, leggero sulla bocca, poi un altro... un altro ancora.

Lei mi abbraccia, corrisponde. La mia mano accarezza il suo corpo. Sento sotto al maglione i suoi capezzoli che si risvegliano. Le passo una mano sulle gambe, ma i pantaloni da moto sono delle corazze. Glieli slaccio, la mano scivola sotto, sulla gamba e poi tra le cosce.



Una sensazione di caldo sotto le mie dita, un caldo umido. Stringo la mano e sento un suo brivido. Mi ricordo ancora come è fatta. In un attimo le sfilo i pantaloni, e i miei baci scendono dal collo, alla pancia, al pube. Sento il profumo del suo sesso. Mi ricordo quanto mi piace il profumo del suo corpo, i baci sono sempre più audaci, sposto il suo perizoma, e in pochi secondi sento il suo sapore sulla mia lingua.



Sento che i miei baci le piacciono, sento le sue mani sulla mia testa, apre le gambe e mi tira verso di se. Un bacio dopo l'altro e il suo piacere sale, fino ad un dolcissimo orgasmo, che ha nella mia bocca. La bacio ancora e lei mi tira verso di se. Mentre salgo mi spoglio, mi tolgo i pantaloni, mi appoggio tra le sue cosce, sente il mio desiderio. Lei fa scivolare una mano verso di me, dentro i miei boxer, sento che mi prende. Sento la mano che scivola, da quanto sono bagnato.



Foto17Vedo la sua espressione, mi sorride, tira fuori il mio sesso con una mano e infila l'altra tra le sue gambe. Toglie dal percorso il tessuto della sua biancheria, e mi fa scivolare dentro di lei. Vedo la sua espressione, sento il suo piacere. Mi mette le mani sul sedere, mi tira a se e mi prende con le gambe. La guardo, e dal suo sorriso riesco a capire cosa vuole.



Già... non ricordavo più come era fatta, cosa le piaceva. Quando fa così vuole solo una cosa: essere presa. L'afferro, l'abbraccio e mi spingo dentro di lei. Piano, poi veloce, poi piano, la sento in modo incredibile. Sento il suo orgasmo, viene forse in un minuto. Io volevo trattenermi, ma prima sento le sue contrazioni per l'orgasmo, poi sento che mi stringe dentro di se. Una sensazione incredibile, provata solo con lei. Mi porta all'orgasmo quasi all'istante.



Sensazione di caldo, sento il mio piacere che fluisce dentro di lei. Lo sento in fiotti caldi, pieni, interminabili. Mi mancava fare l'amore così. Sento il suo abbraccio, guardo il suo viso. Capisco che mancava anche a lei.



Finisce tutto, restiamo abbracciati. Ci parliamo, sembra che non siano passati gli ultimi mesi. Sembra che non sia successo nulla. Ma sappiamo che invece qualcosa è successo, e che nulla potrà cancellarlo. Forse quello che era successo nell'ultima mezz'ora non aveva senso. Forse non portava a nulla. Forse non ha senso fare sempre qualcosa solo se ha senso.



Quando rimisi in moto la motocicletta per portarla a casa non sapevo se l'avrei rivista ancora, non sapevo cosa sarebbe stato il domani. Non sapevo se quello che avevamo vissuto aveva un senso. Però sapevamo che eravamo stati bene, che quello che ci aveva legato era stato così profondo da non essere stato cancellato dal malessere. Per un pomeriggio eravamo ancora stati insieme. Un pomeriggio in cui la mia moto ci aveva portato fuori dal tempo e dallo spazio. Sino ad arrivare la, dove nessun uomo è mai giunto prima...







Sesso e Amore

Da quando esiste il sesso fatto per amore, esiste anche il sesso fatto fine a se stesso. Anzi, forse il secondo è pure arrivato prima. Credo che sia da sempre che si cerca di definire in modo diverso le due cose.



Una volta, diciamo venti/trenta anni fa, si poteva dire "fare l'amore" oppure "scopare" (o una delle infinite varianti regionali).

Il termine in italiano volgare alla fine dei conti dava proprio l'idea della volgarità della situazione. Una situazione priva di poesia, priva di emozioni. Qualcosa di puramente fisico, quindi volgare.



Quando si parlava della prima volta in cui si aveva un rapporto di solito si parlava di "avere fatto l'amore". Di solito era un momento avvolto dal mistero, in fin dei conti un momento riservato e intimo, che ci si aspettava fosse anche legato ad un sentimento. Era raro (almeno per il mio vissuto) sentire definire la "prima volta" come "una scopata".



Poi sono arrivati gli Americani, che al termine "make love" (fare l'amore) hanno contrapposto un neologismo. "make sex". Fare sesso. Anche li c'e' un termine volgare per indicare il rapporto sessuale, ma hanno creato un termine, da usare nel linguaggio comune, per definire l'avere un rapporto sessuale senza legami sentimentali. Con questo termine hanno sdoganato il sesso senza sentimento dalla volgarità. Hanno reso "pulito" il sesso senza sentimento, che prima era sempre chiamato solo con termini volgari.

Talmente pulito da diventare più popolare del classico "fare l'amore".



Lingerie in neroGirando per i vari blog, o anche per le chat (e io ritengo che quello che si trova su Internet sia strettamente proprozionale a quello che c'e' in giro) si sente quanto sia forte l'interesse per un sesso vissuto senza legami. Interesse a fare sesso.



Pare che fare sesso sia molto interessante, molto piacevole, che possa dare sensazioni incredibili, libertà sessuale ed erotismo. Pare che fare l'amore sia invece noioso, anche perché nel fare sesso non c'e' quella esclusività che di solito si associa a fare l'amore.



Quello che mi chiedo è se tutte queste persone che sono così entusiaste del fare sesso abbiano mai provato a fare l'amore per davvero. Io credo che nel fare l'amore si possa arrivare ad una confidenza e ad una intimità superiore, e sono cose che nel momento in cui si gioca con l'erotismo con una persona che si conosce molto bene, al piacere puramente fisico si aggiunge anche un piacere "mentale" nell'avere raggiunto una così forte sintonia con la persona con cui si vive tutti i giorni.



Però ho come la sensazione che per molti sia invece l'opposto. Ho sentito di persona uomini dire "beh, certe cose con mia moglie mica le faccio...". E per farle si cercava l'amante. Poi magari la moglie si stufava della solita posizione alla missionaria, e a sua volta si cercava anche lei un amante...



Ma è così difficile vedere il proprio compagno di sempre anche come amante?

Voi che leggete, che ne pensate?



lunedì 19 novembre 2007

Oila'... sono più di 1000 !

Ho notato ora che il contatore di Splinder indica più di 1000 contatti...

Grazie a tutti i visitatori che sono passati di qui, soprattutto a chi è ritornato e a chi ha lasciato un commento.



:-)

giovedì 15 novembre 2007

Vita da single...

Ritengo che uno dei problemi che si possono avere quando ci si ritrova single dopo un matrimonio e attorno ai quarant'anni sia il fatto che non è facile avere delle occasioni di conoscere persone nuove, magari dell'altro sesso, magari pure libere.



Inoltre fino a che non ci si sposa è facile che esista una rete di relazioni che permette di creare nuove conoscenze, ma tutto ciò, dopo un matrimonio, di solito non esiste più. Inoltre gli impegni quotidiani che si sono creati negli anni ci lasciano pure poco tempo libero, e tutte queste cose sommate creano il problema di cui parlavo prima.



Oggi va meglio di qualche anno fa, per chi vuole socializzare Internet offre un aiuto e molti sistemi, e uno di questi sono i siti per la ricerca di contatti, come Meetic, Parship, Match e così via.



Tempo fa ho fatto una prova, e ho voluto provare come funzionassero, ma siccome sono per indole uno sperimentatore, non mi è bastato iscrivermi ad uno solo, ne ho provati quattro. Ognuno con i suoi metodi, ognuno con il suo target, ognuno con dei risultati diversi, ma da tutti ho avuto una sensazione comune.



A prescindere dalla qualità del servizio offerto da ogni singolo sito, la sensazione è che per il tipo di approccio che hanno le persone che li utilizzano possono andare bene per trovare qualcuno per divertirsi, ma se si cerca una relazione affettiva non danno un grande aiuto.



Il problema di fondo è che si snatura il modo di aprire un contatto con l'altro sesso, schematizzandolo e portandolo fuori da quello che in fin dei conti abbiamo scritto nel nostro DNA.



Ritengo che da sempre il contatto tra un uomo e una donna segua un protocollo non scritto:




1) La donna manda dei segnali di disponibilità ad essere corteggiata.

2) L'uomo che li vede (o crede di vederli) li raccoglie, quindi si propone, corteggiandola

3) Durante il corteggiamento l'uomo si mostra, si rivela per quello che è e per quello che propone, la donna invece resta a guardare, e valuta quello che le viene offerto.

4) Se la cosa un poco interessa, la donna accondiscende al corteggiamento, se non interessa blocca la cosa, e può tirarsi fuori con un "guarda che hai capito male" (ecco perché dicevo che l'uomo può credere di vedere quei segnali)

5) Man mano che la cosa procede, la donna comincia a farsi scoprire (le donne non sono sfacciate, a loro piace essere cercate e scoperte... è il gioco del corteggiamento) e fa anche scopire cosa è di suo interesse e cosa no.

6) Tutto procede fino al momento in cui la donna sceglie di mostrare il suo interesse, e di fatto è lei che sceglie.





Questa è solo la mia personale constatazione del comportamento umano più comune, senza giudizio in merito.



Foto9 In quei siti tutto ciò viene alterato. In quei siti sia la donna che l'uomo devono mostrarsi da subito, devono dare le loro preferenze, le loro richieste. Credo che questo sia particolarmente destabilizzante per le donne, che si trovano a dovere uscire da quello che è il loro schema naturale di comportamento.



Come risultato vengono create delle matrici in cui l'uomo ricercato deve cadere perché possa interessare loro. Deve avere determinati interessi, determinate prerogative, determinati comportamenti, se non ci sono la cosa viene chiusa in partenza.



Credo che il fatto di doversi subito "scoprire" senza che ci sia quel gioco di corteggiamento faccia sentire le donne come indifese, e allora per proteggersi alzano a dismisura le richieste, arrivando a mettere dei filtri strettissimi, che trovo innaturali.



Tipica la richiesta pressoché immediata di una foto, e se la si assolve è molto facile che non venga ricambiata. Se si fa notare che una immagine fotografica non può dare una idea corretta della fisicità della persona, la risposta è che in ogni caso l'aspetto esteriore è importante. Ma proprio perché ritengo che l'aspetto può essere importante sto dicendo che non è la foto che lo può descrivere... ma siamo già nel campo del "tu parli io non ascolto".



Io ho avuto relazioni con delle donne che ritenevo essere di aspetto più che gradevole, e vedendo gli sguardi degli altri uomini so che non era una opinione puramente soggettiva. Malgrado questo, e malgrado sia un buon fotografo, mi è stato difficile realizzare una loro fotografia in cui riuscissi a riconoscere la loro bellezza. Essere fotogenici non è cosa comune.



Io so di non essere quello che si dice "un gran bel ragazzo", ma so di non essere un mostro, anche per le relazioni che ho avuto. Erano donne che potevano facilmente interessare ragazzi molto più carini di me, ma evidentemente hanno trovato un interesse in me che prescindeva dal mero aspetto esteriore.



Inoltre sull'esteriorità conta molto anche il portamento, come ci si muove, la mimica e la gestualità. Però per queste donne tutto ciò non aveva importanza, avevano tutte un filtro strettissimo sull'aspetto esteriore, e pensavano che una foto potesse dare loro le informazioni richieste. tutte alla ricerca di Brad Pitt, peccato però che nessuna di queste donne fosse Angelina Jolie.



Io stesso ho potuto constatare come le foto che a volte ricevevo da queste donne avessero poi una rispondenza limitata con la reale apparenza fisica. Pare inoltre che in molti casi gli uomini tendano ad inviare foto di dieci anni prima o di dieci kg fa. Altra cosa che rende inutili le fotografie.



Il risultato finale è di essere entrato in contatto con oltre una quarantina di donne. Di queste ne ho conosciute di persona una quindicina, e con due sono rimasto in amicizia. Con nessuna è mai nato nulla di più.



Per contro mi è capitato, in tempi diversi, di conoscere casualmente su una chat un paio di ragazze. Con queste ragazze è nato prima un interesse, poi una amicizia, poi ci siamo conosciuti di persona, e l'amicizia si è tramutata in un sentimento più forte, fino ad innamorarci reciprocamente.



Tutto senza schemi, senza matrici, senza elenco di cose che si vogliono e non si vogliono. Tutto graduale, uno che si scopre l'altra che si mostra interessata. Tutto molto più vicino al modo più naturale che c'è per entrare in contatto con una persona dell'altro sesso.



Siamo in un'era tecnologica, ma gli esseri umani funzionano comunque come sempre, senza schemi, tabelle, requisiti da assolvere a priori. Siamo analogici. Siamo esseri umani.



Sincermente, mi fa piacere continuare ad esserlo.









mercoledì 14 novembre 2007

Piccola storia

Oggi ho risentito una canzone, che mi piace molto. E' molto breve, forse mi piace molto anche per questo. In poche parole riesce a dire quello che a volte non si riesce a dire con delle lunghe lettere. Anche la conclusione la trovo molto vera. A volte le storie più brevi sono quelle che si ricordano di più. La riporto qui, per una volta un post breve...

La canzone si chiama "Piccola storia", di Pago.







Questa è una piccola storia,

che dedico a te

a te che nella memoria

resterai grande



Sai che mi rimarrai in testa

e non so perché

se è proprio per la mia testa

che sto senza te



Mia piccola storia

vorrei sapere dal tempo

perché noi due così poco

così non ha senso



E dire qualcosa

so di non esser più in tempo

tu piccola storia sarai grande in eterno.

martedì 13 novembre 2007

L'attenzione degli uomini...

Gli uomini sono facilmente attratti dall'apparenza esteriore delle donne. Questa attenzione è scritta nel DNA degli uomini, ed è perfettamente nota alle donne. Lo è a tal punto che anche nel DNA delle donne è scritto che il metodo principale per attrarre l'attenzione di un uomo passa dall'abbigliamento.



Per questo motivo, a partire dalla adolescenza, è facile che l'abbigliamento punti su alcune caratteristiche chiave: lunghezza della gonna, vestiti attillati, scollature profonde. Credo che sia molto difficile che chiedendo ad una ragazza perché in pieno inverno si mette una gonna lunga 25 cm (con calze pesanti, per carità...) lei risponda "per farmi guardare", ma in ogni caso il motivo primario è comunque questo.



E' un gioco, ci si mette in mostra per essere guardate, e continua anche nella vita adulta. Però questo gioco smette velocemente quando la donna inizia una relazione stabile, che le da sicurezza. La sicurezza di avere qualcuno per se, senza più doversi mostrare, senza doverlo sedurre.



In breve tempo tutta una serie di vestiti diventano scomodi (minigonne, autoreggenti, vestiti attillati...) e dagli armadi compaiono a sorpresa tute e felpe sformate, da usare soprattutto a casa (quando magari mai si era vista vestita in modo diverso solo perché era in casa...)



Foto8E' inutile per l'uomo provare a proporre di usare un altro tipo di abbigliamento: sarebbe motivo di discussioni.

Però essendo questo tipo di interesse scritto nel DNA dell'uomo, dopo un lungo periodo in cui non viene assolto, diventa un bisogno, e questo porta ad essere facilmente interessati dall'abbigliamento di una sconosciuta che passa per strada.



Questo farà facilmente reagire la propria donna, che criticherà questo comportamento, che non capirà questo bisogno, anche se fino a poco tempo prima aveva approfittato a sua volta per cogliere l'interesse di quest'uomo.



La particolarità sta nel fatto che se questa donna dovesse di nuovo trovarsi senza una relazione stabile, gonne corte e vestitini attillati torneranno fuori, di nuovo pronti ad essere usati come metodo per attirare l'attenzione di un uomo.



Non voglio generalizzare dicendo che tutte le donne sono fatte così, ma da quello che ho constatato è facile che l'abbigliamento di una donna cambi con l'instaurarsi di una relazione stabile.



Come ho già detto, le Donne sono meravigliose, ma spesso anche a loro capita di dimenticarsi che un rapporto di coppia va mantenuto vivo ogni giorno. Magari sono pronte ad accorgersi che il loro uomo non le corteggia più come un tempo, ma loro lo stanno continuando a sedurlo come un tempo ?



Corteggiamento e seduzione dovrebbero andare avanti per tutta la durata di una relazione, ma spesso non avviene. Vi assicuro che non è sempre colpa degli uomini...

giovedì 8 novembre 2007

Quel che non cresce, muore...

Me lo ha detto una mia amica qualche sera fa. In effetti lei parlava delle sue piante, ma in questa frase ho visto molte attinenze con la vita di una relazione di coppia.



Una relazione di coppia è dopotutto come una pianta. E' viva. Non può restare statica, continua ad evolvere.

Ma quando non la si annaffia a dovere, con buona volontà, impegno, gentilezze e attenzioni, fa la stessa fine di una pianta: si secca e muore.



Come ho detto io adoro le Donne. Però questo non basta a farmi anche dire che le Donne sono perfette.

Anche loro commettono errori, e fino ad ora l'errore che ho visto commettere più spesso è stato il sedersi una volta che la relazione aveva raggiunto una situazione di stabilità.



Forse, anzi sicuramente, ci sono Donne che saranno pronte a dire che sono gli uomini a farlo, e io sono pronto a credere alle loro parole.



Foto6Ma allora forse non si dovrebbe dire "gli uomini" o "le donne"... forse occorre parlare di "persone".

Purtroppo gli esseri umani, a prescindere dal sesso, si trovano facilmente a dare per scontate le situazioni che trovano piacevoli, danno facilmente per scontato che la persona che hanno al loro fianco sia sempre presente, anche se non le si da attenzione. Anche se non si da attenzione alla coppia, anche se non si annaffia la vita di coppia con passione, attenzioni, coccole, piccole sorprese, gentilezze.



Credo sia proprio così... sono gli esseri umani che alla fine tendono a sedersi sui risultati raggiunti. La casualità (o forse la sfiga) fa si che una persona che è predisposta a sedersi finisca con l'avere una relazione con una che non vuole farlo. Questo è quello che sembra dicano le statistiche. Come per dire "ogni relazione finirà per creare almeno una persona infelice".



Io però non mi arrendo. Mi piace potere essere l'eccezione che conferma la regola.

Sarà anche difficile, ma ci voglio provare... e come primo passo non voglio che dentro di me possa cambiare una idea, forte, profonda: le Donne sono meravigliose.



A volte incoerenti e incomprensibili, ma forse se non fossero così, forse non sarebbero così meravigliose.

martedì 6 novembre 2007

I cinque segreti di una donna felice

Ricevo da una amica e pubblico sul blog, chiedendo cosa ne pensate...



1 E' molto importante trovare un uomo che condivida con te la responsabilità e i compiti della casa e che abbia un buon lavoro.



2 E' importante trovare un uomo allegro, che sappia godere del ballo,delle passeggiate e che ti faccia ridere.



3 E' importante trovare un uomo tenero dal quale si possa dipendere affettivamente ma che non ti sottometta e inoltre che non menta.



4 E' importante trovare un uomo che sia un buon amante e adori fare sesso con te.



5 E' molto, ma molto importante che questi 4 uomini non si conoscano tra loro.

domenica 4 novembre 2007

I read the news today...

“I read the news today, oh boy, about a lucky man that who made the grade…”

Le note di “A day in the life” mi stavano accompagnando nel casco. Una canzone dei Beatles, che era quanto mai in tema. Era proprio un giorno della vita, un giorno iniziato ieri, ma che non sarà come tutti gli altri.



La motocicletta stava correndo oramai da parecchie ore. La strada scorreva sotto le ruote, il vento passava sulla carena, la musica nel casco accompagnava nel viaggio.

Anche se si era molto a nord, il tempo era sereno, e non faceva affatto freddo. Il ronzio regolare del quadricilindrico che ci spingeva verso nord si accompagnava al sibilo della trasmissione, e la mole della grossa motocicletta dava una netta sensazione di sicurezza.

I cartelli indicavano che tra 18 Km c’era lo svincolo per Liverpool… no, erano 18 miglia.



Tenere la sinistra non era stata una cosa difficile, appena sbarcati dal traghetto mi abituai molto in fretta a superare a destra e a marciare sulla corsia a sinistra. Le cose peggiori erano le rotonde, dato che sembrava che tutti volessero venirmi addosso. Per il resto i problemi venivano dalle diverse unità di misura che non andavano d’accordo con la strumentazione della motocicletta, tarata in chilometri invece che in miglia, e non andavano d’accordo nemmeno con la mia abitudine a vedere indicazioni espresse in chilometri invece che in miglia. Certo che tra 18 chilometri e 18 miglia la differenza è sostanziale, dovrò sforzarmi di abituarmici…



Liverpool… in effetti molte volte ascoltando Penny Lane mi era venuta la voglia di visitarla. Chissà come è fatto quel quartiere. Quante volte ho ascoltato le canzoni dei Beatles, e Penny Lane è una delle mie preferite. Ora sono vicino a Liverpool, magari si potrebbe deviare il percorso. Parlare di deviazione forse non è nemmeno corretto. Dopotutto non abbiamo una meta precisa, quindi ogni strada è buona. Anche se una meta c’è, ed è ancora lontana.



Pensando alla destinazione mi viene spontaneo pensare alla strada fatta fino ad ora. Al viaggio sul traghetto. Alle autostrade francesi. Alla notte passata in un motel autostradale. Ai chilometri fatti velocemente, sempre verso nord. E pensare a quando tutto questo ècominciato, a quando qualcosa si è rotto, e mi ha fatto fare quello che ho fatto. Ma del passato ho solo dei ricordi frammentari. Non ne so il perché. Forse perché ormai il passato è passato, e pensarci su non ha più importanza.



Ricordo che mi ero svegliato tardi, ed era una bella giornata. Il vento aveva spazzato via le nuvole della sera prima, e l’aria era fresca. Avevo aperto la finestra, e l’aria aveva anche un buon profumo. Sapeva di pulito, di buono. Era una giornata da motocicletta. E una volta vestito andai a prendere la moto, e mi misi in viaggio verso il lavoro.



Ricordo l’autostrada dove la moto correva veloce, e come ogni volta che la usavo appena sentivo il motore, mi venivano i brividi. Pensavo a come fosse bello andare in moto, e alle sensazioni che provavo quando andavo in moto con la donna che amavo. E a come in quei momenti stessi bene. Ma forse oggi stavo fin troppo bene quando guardai le montagne che si stagliavano negli specchietti, e pensavo a quello che c’era dietro. Molto lontano da me.



Ricordo che la moto cambiò strada, prese il primo svincolo, e alla rotonda cominciò a tornare indietro. Io non pensavo più. Faceva tutto lei, io sognavo….In un attimo fui a casa, e fu veloce fare i bagagli. Ancora più veloce caricare la moto e mettersi in moto, ma questa volta la direzione era diversa. Verso sud.



Ricordo di avere fatto una telefonata, dalla moto. Mi rispose una voce assonnata, era presto, l’avevo svegliata. Mi sentii che ero strano, anche perché quello che le dissi furono poche parole. Riuscii a dirle solo “Sto venendo a prenderti, prepara qualcosa da portarti via”. Mi sentii mentre dicevo queste parole, e per un attimo ebbi un lampo di raziocinio. Ma che cosa stavo dicendo ? Ma sono fuori di testa ? Ora mi manda a quel paese….



Ricordo la sua risposta, che arrivò dopo una pausa di alcuni secondi, ma che mi sembrarono una eternità. Mi chiese solo “Dove andiamo amore mio?”  Riuscii a rispondere solo “In Scozia”. Sentii da lei un “Va bene, ti aspetto.” e poi chiuse la comunicazione.



Ricordo che non ci misi molto ad orientarmi in quella città che avevo visto solo qualche volta. La chiamai ancora per dirle che stavo arrivando, e quando arrivai lei stava uscendo dal cancello. Mi fermai e scesi dalla moto. Lei mi guardò a lungo, non disse nulla. Mi si avvicinò e mi abbracciò. Non ci volle molto per caricare i bagagli, si mise il casco, e partimmo. Dopo meno di mezz’ora eravamo in autostrada, verso nord.



La musica ci ha accompagnato per tutto il viaggio da allora. I chilometri scorrevano veloci, le uscite dell’autostrada passavano una dopo l’altra, e ci avviammo verso la Valle d’Aosta. Per andare in Francia era più bello farlo dal Piccolo S. Bernardo, visto che il tunnel del Bianco mi angosciava. La strada che da La Thuile porta al valico era bellissima, e anche se l’avevo fatta altre volte, questa volta era più bella delle altre.



Curva dopo curva la motocicletta saliva, e proseguiva verso la Francia. Sentivo le sua braccia che mi abbracciavano, che mi toccavano. Se allungavo una mano, le potevo toccare le gambe. E mi piace fare scivolare la mano sulla gamba, farla risalire, sulle cosce….  Ci siamo fermati un paio di volte, per ammirare il paesaggio, prima sul versante Italiano, poi su quello Francese. E ogni volta siamo risaliti in moto a fatica, dato che avremmo voluto fermarci ad abbracciarci sui prati, ma volevamo anche arrivare in fretta a destinazione.



Le autostrade Francesi scorrono veloci, e ci sono molti motel nelle aree di servizio, ed è comodo viaggiare così. E’ facile trovare dove fermarsi a dormire, anche se poi di dormire non se ne è parlato per un bel pezzo. Lungo la strada avevamo parlato a lungo, di ogni cosa, come sempre. Cercammo un motel per fermarci, perché stanchi, ma una volta in camera, chiusa la porta, la stanchezza svanì. Tutto cominciò con un abbraccio, ma dall’abbraccio al bacio il passo fu breve, dal bacio ad una serie di baci, ancora più breve. E a quel punto le mani erano già sotto ai vestiti… e le carezze vennero spontanee.



Foto7Le carezze erano sempre più dolci ed audaci, i vestiti caddero quasi da soli. Con le labbra ci si sfiorava su tutto il corpo. Ci era già successo altre volte, ma questa era diversa. Ora non avevamo limiti di tempo, potevamo dedicarci tutto il tempo che volevamo, e dopo poco eravamo sul letto, abbracciati come non mai, a baciarci come se fosse stata la prima volta. E i baci scivolarono sul corpo, per arrivare in ogni parte. Dolcissimi come sempre, emozionanti come non mai. Fu un alternarsi di piacere e sensazioni di rilassamento, come mancavano da tempo. I corpi che si sfioravano, che si toccavano, la sensazione di essere dentro di lei, di sentirmi suo, il suo piacere, e poi il mio piacere. Sensazioni che ci accompagnarono per molte ore, fino ad addormentarci ma senza essere stanchi, ma per la dolcezza che sentivamo dentro di noi.

La luce del giorno mi svegliò, era mattina presto, e non avevamo chiuso abbastanza le tende della finestra. Una luce particolare entrava nella camera, e potevo vedere il suo viso, che in quella luce aveva un espressione particolare, era dolcissimo e rilassato. Così bello che non riuscii a trattenermi dal baciarlo, dallo sfiorarlo con le labbra. Lei non si svegliò subito, continuai a baciarla quasi per qualche minuto prima di sentirla muovere. E appena cominciò a muoversi, cercò le mie labbra con le sue, e continuammo a baciarci per molto tempo. Anche se sapevo che avremmo dovuto alzarci e ripartire, non sapevo rinunciare alle sensazioni dolcissime che avevo dalle sue labbra…. ma alla fine la consapevolezza che la strada era ancora lunga ci chiamò, e ci alzammo dal letto.



Dopo una veloce colazione ci ritrovammo ancora in sella, ancora sulle autostrade francesi, verso la costa nord della Francia. Viaggiare con lei è una sensazione particolare. Non riesce a stare per più di dieci minuti senza toccarmi, senza farmi sentire che è dietro di me. Mi tocca le spalle, mi abbraccia, mi tocca le gambe, le braccia. Ed una cosa che mi fa letteralmente impazzire, della quale non potrò mai più fare a meno. Ora che ci penso, non glielo ho mai detto. Magari un giorno troverò il modo di dirglielo….

Raggiungemmo in poche ore Calais, dove prendemmo un traghetto per Dover. E’ stato difficile fare capire che non mi serviva un biglietto di andata e ritorno, ma alla fine ottenni i biglietti di sola andata.



La traversata è stata veloce, poco più di un’ora, e arrivati a Dover trovammo in fretta la strada per Londra. Qui i limiti di velocità sono rispettati, e occorre fare più attenzione a muoversi, ma tanto non abbiamo fretta. Anche qui le autostrade scorrono veloci, e una volta arrivati alla circonvallazione di Londra, prendemmo la direzione per Birmingham, e poi Liverpool, sempre verso nord….



Mentre ripensavo alla strada fatta fino am qui, la moto ha preso lo svincolo, ci stiamo dirigendo verso Liverpool. Oramai sa da sola dove deve andare. Da quando l’ho chiamata Enterprise, questa moto mi ha dato molte sorprese. Credo proprio che un nome migliore di questo, non potevo trovarlo. Questa notte dormiremo qui, un bed & breakfast lo si troverà senza troppi problemi, e Penny Lane Val bene un giorno di ritardo. Ma in effetti non ci sono orari da rispettare.



Oggi è il nostro secondo giorno di libertà, il secondo giorno in cui stiamo decidendo delle nostre vite. Ci aspetta qualcosa di nuovo, qualcosa che non conosciamo. Dovremo trovare dove stare e cosa fare, e non sarà qualcosa di facile, ma le cose migliori della vita non sono mai facili. Ma quando si ottengono, danno una soddisfazione che non ha eguali, e che può dare senso ad una vita intera.



In alcuni momenti ricordo perché chiamai Enterprise la mia moto subito dopo averla acquistata. Era un nome che le si addiceva molto. Era un nome da astronave, e come una astronave percorre le strade del cosmo, una moto come questa percorre le strade del mondo, senza barriere e frontiere, alla ricerca della Libertà.



E oggi l’Enterprise stava correndo su delle nuove strade, e ci avrebbe portato dove forse nessun uomo era mai giunto prima. Non sapevo dove andava, ma sapevo solo che non sarebbe mai più tornata indietro.

martedì 30 ottobre 2007

Ogni giorno è un nuovo giorno...

Ogni mattina la radiosveglia si accende alle 6.40, su Rai2. Poco dopo inizia un oroscopo, e dopo l'oroscopo c'é l'astrologa che risponde alla domande degli ascoltatori, che arrivano via SMS.


 

Le domande sono, per il 95%, tutte sullo stessa falsariga: io pesci, lei cancro, si accorgerà di me?

Tante domande, di tanti tipi, tutte a riguardo di come andrà il futuro di una storia sentimentale.



A prescindere dalla affidabilità della previsione fatta in base all'astrologia, mi fa pensare il fatto che questo sia l'argomento principale delle domande. Ma poi penso ad altre situazioni. Magari basta pensare al testo di molte canzoni. Sono tante che trattano di storie d'amore. Tante che finiscono. Qualcuna che comincia. Poche che proseguono.



Basta frequentare una chat per vedere come spesso il bisogno di trovare qualcuno con cui condividere la propria emotività sia il motivo che spinge la maggioranza dei chatters a chattare. Alla fine sembra che la nostra vita sia una continua ricerca di qualcuno che possa darci delle emozioni, ma con la consapevolezza di cercare il sacro Graal.



Tutti dicono che esiste, qualcuno ne parla, a volte crediamo di averlo trovato. Poi dobbiamo ricrederci, e ricominciare a cercare. Questa ricerca a volte perde di poesia, e diventa solo cercare qualcuno con cui fare del sesso. Magari si crede di avere risolto qualcosa, magari per un poco si crede di stare bene. Poi un giorno ci si accorge che dopo una bella scopata in realtà dentro di noi non resta nulla... anzi... dopo si ha ancora meno di prima. E si sente dentro il bisogno di qualcosa di più.



Bisogno che se insoddisfatto non ci fa stare bene.

E non crediamo che sia una cosa che capita a pochi. Basta entrare un poco in confidenza con un amico o una amica per capire come dietro al 90% dei rapporti di coppia che sembrano funzionare, ci sia invece solo routine, apatia, e mancanza di emozioni.



A volte vorrei imparare a non avere sentimenti, imparare a fregarmene se non ho nessuno da amare o se non sento l'amore di qualcuno per me. Poi avviene che una Donna mi sorride. Avviene che capisco che sorride perchè l'ho fatta sorridere. Avviene che capisco che non imparerò mai.



Capisco che le Donne sono meravigliose, complicate, a volte assurde ma sempre fantastiche, e non si può vivere senza di loro. Non si può vivere senza un sorriso, una carezza, un bacio di una Donna.



Forse, però, è meglio così.

A proposito di canzoni

Ho messo il testo di due canzoni di Tiziano Ferro, che sono un esempio di come spesso le canzoni parlano di storie che iniziano o che finiscono. Ho messo queste due perché Ferro mi piace in modo particolare, i testi delle sue canzoni non sono mai banali, e tra l'altro canta in un modo che trovo unico.



Spero che Tiziano Ferro piaccia anche a voi....

Una storia che comincia

Già ti guarda Alice (T. Ferro)



E parlerà il destino e ciò che dice

È che da poco già ti guarda Alice

E forse ti dirà ciò che non sai ancora

E quello che non sa lo imparerà da ora



E parlerà il destino, già lo dice

Che basta poco e già... già sarà felice

E quello che tu non le hai detto già risuona

Nel suo futuro perché non è tempo ancora



Nessuno è solo finché di notte

Anche lontano ha chi non dorme

Per pensare a lui e penserai a lei ancora

Rimani e pensa a questa notte

A quelle cose dette e fatte

A tutto il tempo ancora senza rimpianti

Che avrai davanti insieme a lei

Insieme a lei

Insieme a lei uòh oh oh oh-ò-o-o



E forse non sarà come credevi

Perché sarà anche meglio di ciò che speravi



Nessuno è solo finché di notte

Anche lontano ha chi non dorme

Per pensare a lui e penserai a lei ancora

Rimani e pensa a questa notte

A quelle cose dette e fatte

A tutto il tempo ancora senza rimpianti

Che avrai davanti insieme a lei



E te ne accorgerai

Ovunque... guarderà

Sta già iniziando da stanotte

La vita ora la abbraccia forte

E anche a te... uohò oh oh

Perché... più l'ami... più lei poi!

Ti... ti amerà! ah-a ah-a-a

oh o o o o o o-o-o-o

Oh o o o o o eee



Nessuno è solo finché di notte

Anche lontano ha chi non dorme

Per pensare a lui e penserai a lei ancora

Rimani e pensa a questa notte

A quelle cose dette e fatte

A tutto il tempo ancora

Senza rimpianti

Che avrai davanti insieme a lei



E parlerà il destino e ciò che dice

È che da poco già... già ti guarda Alice

Una storia che finisce

Ti scatterò una foto (T.Ferro)



Ricorderò e comunque anche se non vorrai

Ti sposerò perché non te l'ho detto mai

Come fa male cercare, trovarti poco dopo

E nell'ansia che ti perdo ti scatterò una foto...

Ti scatterò una foto...



Ricorderò e comunque e so che non vorrai

Ti chiamerò perché tanto non risponderai

Come fa ridere adesso pensarti come a un gioco

E capendo che ti ho perso ti scatto un'altra foto



Perché piccola potresti andartene dalle mie mani

Ed i giorni da prima lontani saranno anni



E ti scorderai di me

Quando piove i profili e le case ricordano te

E sarà bellissimo

Perché gioia e dolore han lo stesso sapore con te



Io vorrei soltanto che la notte ora velocemente andasse

E tutto ciò che hai di me di colpo non tornasse

E voglio amore e tutte le attenzioni che sai dare

E voglio indifferenza semmai mi vorrai ferire



E riconobbi il tuo sguardo in quello di un passante

Ma pure avendoti qui ti sentirei distante

Cosa può significare sentirsi piccolo

Quando sei il più grande sogno il più grande incubo



Siamo figli di mondi diversi una sola memoria

Che cancella e disegna distratta la stessa storia



E ti scorderai di me

Quando piove i profili e le case ricordano te

E sarà bellissimo

Perché gioia e dolore han lo stesso sapore con te



Io vorrei soltanto che la notte ora velocemente andasse

E tutto ciò che hai di me di colpo non tornasse

E voglio amore e tutte le attenzioni che sai dare

E voglio indifferenza semmai mi vorrai ferire



Non basta più il ricordo

Ora voglio il tuo ritorno...



E sarà bellissimo

Perché gioia e dolore han lo stesso sapore lo stesso sapore con te



Io vorrei soltanto che la notte ora velocemente andasse

E tutto ciò che hai di me di colpo non tornasse

E voglio amore e tutte le attenzioni che sai dare

E voglio indifferenza semmai mi vorrai ferire

E voglio indifferenza semmai mi vorrai ferire...

lunedì 29 ottobre 2007

Metti una sera a cena....

Quella sera dovevamo uscire con degli amici, e io sono arrivato a casa sua prima del previsto. Lei stava finendo di vestirsi, e mentre aspettavo ero andato in bagno. Mentre ero davanti al lavandino e mi stavo guardando nello specchio lei entra in bagno. Si era messa una gonna nera a pieghe che arrivava sopra al ginocchio, e una camicetta nera scollata.



Si infila tra me e il lavandino e mi spinge indietro dandomi una spinta con il sedere, per mettersi davanti allo specchio per truccarsi.



“Uela’… che modi” le dico scherzando.

“Scusa, ma devo fare in fretta… sta diventando tardi” mi risponde



Lei era davanti a me e continuava a spingermi via con il sedere. Allora la prendo per i fianchi e la tiro contro di me, e mi strofino contro di lei



“Visto che insisti… ne approfitto”.

"Sei sempre il solito” mi dice, mentre si appoggia al lavandino per non perdere l’equilibrio. Poi prende il rossetto e comincia a metterselo. Io continuo ad approfittarmene, e le dico “Beh… dai… non è così tardi… un piccolo diversivo potremmo permettercelo”



Lei fa finta di nulla e sussurra “Sei un porco… e in ogni caso è tardi, non ci pensare nemmeno”.

Se all’inizio la mia proposta era uno scherzo, sentire il suo profumo, guardare il suo viso allo specchio, sentire il suo sedere contro al mio pube mi stava facendo venire voglia per davvero. Mentre la tengo contro di me faccio scivolare le mani verso il basso, sulle sue gambe, e sento che aveva messo delle calze autoreggenti.



Foto1Sentendo la mia insistenza lei si ferma un momento di mettersi il rossetto e fa scivolare una mano dietro al suo sedere, accarezzandomi il pube. Sente chiaramente la mia eccitazione, si sofferma un attimo e sorridendo ripete “si… sei proprio un porco…” e toglie la mano e sta per riaprire il rossetto.



Faccio risalire le mani sotto la gonna, lungo le calze. Sento il fresco della sua pelle sotto le mani, al termine della balza delle calze, l’accarezzo prima verso il suo pube, poi faccio scivolare le mani sul suo sedere, afferrandogli le natiche dal basso.



Lei non ha nessuna reazione e continua a truccarsi. Il mio desiderio è ancora di più, allora mi slaccio e mi abbasso i pantaloni, abbasso un poco gli slip e dopo averle alzato la gonna le faccio scivolare il mio sesso tra le gambe. Sento il fresco della sua pelle, che contrasta con il calore del mio sesso in erezione.



Lei non dice nulla, ma socchiude un poco le cosce, in modo da permettermi di stare tra di esse, per poi stringermi tra di esse. Appena lo fa mi da un brivido, e poi continua a stringere, due, tre, quattro volte… io la prendo per i fianchi e la tiro contro di me.



“Contento? Dai, tirati via che dobbiamo andare…” mi dice mentre mette giù il rossetto, e fa per muoversi. Però io non ero d’accordo. La tengo contro di me mentre faccio un passo indietro, lei si sbilancia, e si appoggia sul lavandino. Le infilo un piede tra i suoi e le sposto i piedi per farle aprire un poco le gambe, le tengo una mano sotto la pancia e l’altra l’appoggio tra le spalle per spingerla giù. Prima che abbia il tempo di dire qualcosa bagno con la saliva l’indice e il pollice della mano destra, le infilo l’altra mano sotto la gonna per spostarle il perizoma, e faccio scivolare dentro di lei le mie dita.



“Ma che stai fac……” le parole si spengono in bocca lasciando posto ad un sospiro. Mi appoggio a lei per tenerla giù, le cingo la vita con un braccio mentre spingo piano le mie dita dentro di lei. Ad ogni movimento un suo sospiro.



Faccio scivolare fuori le dita, lei cerca di rialzarsi appoggiandosi al lavandino, io me le metto in bocca, sento il profumo del suo sesso, il suo sapore, le bagno di nuovo, e in un attimo sono ancora tra le sue cosce. Scivolano ancora dentro di lei, questa volta più facilmente di prima, ancora più profondamente di prima.



“Dai smett…” ancora un sospiro ferma le sue parole, le mie carezze le danno altri sospiri e non le permettono di parlare. Mi alzo un poco, faccio ancora scivolare le mia dita fuori dal suo corpo, le bagno ancora e le faccio scivolare sulla punta del mio sesso. L’eccitazione era fortissima, mi avvicino a lei e questa volta spingo il mio sesso dentro al suo.



Prima solo la punta… e sento la sua reazione. Un respiro che si ferma a metà. Poi l’afferro per i fianchi e mi spingo dentro di lei, con dolcezza ma decisione. Il suo respiro finisce, di colpo, con un brivido. “…ma… cosa sei… “



Ero eccitato in un modo incredibile, la sentivo particolarmente, era strettissima, e lei sentiva me alla stessa maniera. Poi la tengo per i fianchi, e mi muovo dentro di lei. Una, due, tre volte. Piano, fin quasi ad uscire, e poi a rientrare, in fondo, e poi di nuovo…



Ogni volta un sospiro, un sussulto. Poi mi fermo…

“Cosa succede tesoro mio?”

“Succede che credevo tu fossi un porco… ma invece sei un gran maiale…”

“Guarda che non ti conviene darmi del maiale… ricorda che le femmine del maiale si chiamano troie…”

“Lo so… mi stai scopando come una troia… quindi devi essere un maiale…” mi risponde sorridendo.

“Beh, comunque ora si sta facendo tardi, forse è meglio finire di prepararsi…” dicendo così allento la presa sui suoi fianchi, e faccio per tirarmi indietro.



Lei con una mano si appoggia al lavandino, si inarca un poco, una l’altra mano dietro al mio sedere, e ci pianta dentro le unghie. “Eh no… vuoi scoparmi come una troia? Ora fammi godere come una troia…” e mi tira contro di se.



“Se proprio insisti…” le rispondo sorridendo… e le rimetto le mani sui fianchi.



Lei si abbassa sul lavandino, la sposto un poco di fianco, le prendo la gamba destra e l’alzo per appoggiarla sul lavandino. Quasi perde l’equilibrio ma poi si appoggia meglio anche al mobiletto del bagno. Io mi sposto tra le sue cosce, e mi spingo dentro di lei. Lei alza lo sguardo, e ci guardiamo nello specchio.



Comincio a muovermi piano. Lo sentivo particolarmente grosso, sentivo ogni piccolo movimento, e li sentiva anche lei. Lei si gira all’indietro per guardarmi, per farlo appoggia la mano destra sul suo sedere per aiutarsi a ruotare le spalle, le afferro la mano, la tiro contro di me, continuo a spingermi dentro di lei. Faccio attenzione ad ogni suo sospiro, ad ogni sua espressione, mi eccito sempre di più. Sento il suo piacere salire, brivido dopo brivido, fino a sentire ogni brivido trasformarsi in una contrazione. Sento che mi stringe dentro di lei, vedo la sua espressione, sento il suo orgasmo.



 Veloce, intenso, inatteso. Era successo tutto in meno di due minuti. Io continuo a muovermi dentro di lei. Lei lascia la mia mano, si appoggia al lavandino e si spinge contro di me. “Ora pensa a te… dai… “

Io continuo a muovermi, dentro e fuori, sento il mio piacere salire, volevo impazzire dentro di lei. Mi avvicino a lei, mi sdraio un poco sulla sua schiena, le faccio scivolare la mia mano sotto la gonna, tra le sue cosce, voglio arrivare al suo sesso… ma non ci riesco.



Le prendo allora la mano, la infilo tra le sue cosce, afferro il suo polso e spingo la mano ancora più giù.



Sento la sua mano toccarmi i testicoli, una carezza… un’altra… poi le dita passano sul suo sesso, e comincia ad accarezzarsi. Sento i suoi brividi salire. Salgono anche i miei… sento il suo piacere aumentare, e mi distraggo dal mio.



Mi sollevo un poco, l’afferro e continuo ad entrare ed uscire, questa volta con più energia. La guardo dallo specchio, e vedo di nuovo il suo orgasmo. Questa volta le contrazioni sono fortissime, quasi da farmi male. Lei quasi urla, non riesce a stare ferma…



Io rallento un attimo, lei si rilassa un poco, e tira giù la gamba dal lavandino. Mi sorride allo specchio, si spinge un poco contro di me, e mi da un brivido. Poi si tira in avanti, io esco da lei, si gira, si inginocchia davanti a me, mi mette una mano tra le gambe, spingendo dentro di me un dito, non prima di averlo bagnato con la saliva.



Con l’altra mano mi afferra il sesso, e lo porta alla sua bocca. La punta tra le sue labbra, che lo stringono scivolando su e giù, sento la sua lingua che accarezza la punta, e la sua mano mi accarezza per il resto della lunghezza, tirandolo verso la sua bocca.



La guardo, e lei mi guarda negli occhi. Si sposta un poco da me solo per dire, a bassa voce, “ora voglio te…”, sempre senza mai togliere il suo sguardo dai miei occhi, e tenendo il mio sesso tra le sue labbra.

Una… due carezze… sento la sua lingua… e di colpo una sensazione fortissima… sento la sua mano tra le mie cosce, sta spingendo il suo dito dentro di me… e io perdo totalmente il controllo.



Sento il piacere partire dallo stomaco, andare in basso, diventare caldo, ed uscire da me in fiotti caldi e violenti. Lei non smette un attimo di accarezzarmi e di baciarmi. Vedo i suoi occhi sorridere, le sue labbra diventare più lucide. Con una mano mi devo appoggiare al lavandino… l’altra sulla sua testa. Quasi senza accorgermi la tiro verso di me, e sento il mio sesso entrare piano nella sua bocca. Lei mette le sue mani dietro al mio sedere, e mi tira verso di se. Sempre guardandomi negli occhi.



Una… due… tre… quattro… contrazioni interminabili…. Il piacere si placa, lei continua a baciarmi, ad accarezzarmi con la lingua. Mi fa uscire piano dalla sua bocca, si alza, avvicina la sua bocca alla mia e mi bacia.

Un sapore dolce, strano. Il mio. Sento la sue labbra scivolare sulle mie. Sento la sua lingua contro la mia, calda, pastosa.



Mi guarda, sorrideva, e io sorridevo a lei. “Visto che continuavi a pensare a me, allora ho capito dovevo essere io a pensare a te …”

“Si… e ci hai pensato fino all’ultima goccia direi…”

“Sai, sul nero macchia… non poi mi sarei dovuta cambiare… non potevo rischiare…”

“Già… ottima considerazione…”

“E poi volevo averti dentro di me… tenerti dentro di me… ora ci sei… mi piace l’idea di sapere che ho qualcosa di tuo dentro di me… ti sento particolarmente mio…”



Cominciammo a metterci a posto, a rivestirci… “comunque questa sera non mangiare troppo… “ aggiunge lei “…quando torniamo a casa abbiamo da fare…”



La guardo un poco perplesso… vede il mio sguardo e dice “hai svegliato il can che dorme? Ora ti toccherà rimetterlo a cuccia… Questo era un acconto, il saldo lo riscuoterò quando torneremo a casa….”

Mi da un bacio leggero sulle labbra, si asciuga le labbra con una velina, e si rimette il rossetto… oramai era andato via.



Mentre usciamo di casa il suo sguardo la dice lunga. Lei sa come accendere la mia attenzione, e da qualche piccolo gesto ho capito che passerà la sera a provocarmi, in quella maniera che vedo solo io. In quella maniera che solo una Donna sensuale, spiritosa, appassionata, intelligente e innamorata come lei sa fare.