Il clima freddo di questi giorni non mi fa rinunciare ad un giro in moto, soprattutto quando c’è una giornata serena come quella di oggi. Basta essere ben equipaggiati e (a parere mio) si sta forse meglio di quando in estate ci sono 38 gradi all’ombra. Sono partito verso Varese, ho poi girato per il lago di Varese, girandoci attorno fino a ritornare al punto di partenza, e sono poi tornato a casa.
Questo tipo di strade le trovo rilassanti, con il sole non particolarmente alto, come è sempre in questa stagione, il panorama è sempre molto suggestivo. Panorama che posso gustarmi solo per brevissimi istanti, dato che la mia attenzione deve andare alla guida. Avevo lasciato il lettore MP3 a casa, e così ascoltavo la radio.
Ascoltavo le canzoni, e pensavo a quante canzoni sono state scritte per parlare d’amore, di storie finite, delle sensazioni che si provano quando finisce una relazione. Sensazioni di certo non piacevoli. Quando si sta male per una storia finita è facile riconoscersi in una di queste canzoni, a volte sembrano scritte per noi. Ma la considerazione che mi viene da fare è che se è così facile riconoscersi, vuole dire che quello che si prova in questi casi è qualcosa di veramente comune.
L’altra considerazione è sul fatto che ci sono molte più canzoni su una storia che finisce che non su una storia che sta andando bene. Sembra che alla fine dei conti il tempo passato a stare male per avere amato sia considerevolmente di più del tempo passato a stare bene per la stessa storia. Per quanto possa essere una considerazione amara, la trovo fin troppo corretta. Sembra che amare significhi solo stare bene per un attimo ma stare male per molto più tempo. Ma a questo punto mi chiedo perchè gli esseri umani hanno bisogno di questo sentimento, malgrado sia così fugace il benessere che dona. Capisco sempre di più coloro che arrivano a non volere più amare.
Inizia una canzone di Ligabue, “Il mio pensiero”.
E adesso che sei dovunque sei
Chissà se ti arriva il mio pensiero
Chissà se ne ridi o se ti fa piacere
E adesso che sei dovunque sei
Ridammelo indietro il mio pensiero
Deve esserci un modo per lasciarmi andare
Pare che non sia così strano che sia difficile riuscire ad andarsene, per chi è stato lasciato. Si arriva a pensare che sia l’altro a dovere fare qualcosa, anche se in effetti l’altro lo ha già fatto. Però ci sono anche altre canzoni, come quella di Raf, che si chiama “Non è mai un errore”.
Non porterò nessuna traccia dentro me
niente che dovrò rimuovere.
Se hai giocato è uguale anche se adesso fa male
Se hai amato era amore, non è mai un errore
Era bello sentirti e tenerti vicino
Anche solo per lo spazio di un mattino.
…
Era bello guardarti e tenerti per mano
O anche solo immaginarti da lontano
E se hai mentito è uguale ora lasciami andare
Un altro modo di vedere le cose direi. Una canzone che meglio si adatta a come sto adesso. Ascoltandola mi fa ricordare una vecchia canzone di Zarrillo. Era “Indietro no”, è solo di una ventina di anni fa…
Indietro no quando è finita si muore un po’
Ma ricomincia la vita
Indietro va soltanto il fumo,
la libertà non è più solo un profumo,
….
Ma indietro no, non torno, sarà il male di rimpiangerti un giorno
Ma indietro no, non guardo e guadagno tutto quello che perdo
“Guadagno tutto quello che perdo”. Questo è come mi sto sentendo io. Indietro non si guarda e non si torna, e in realtà ho perso ben poco, è molto di più quello che ho guadagnato.
Il computer di bordo indica che ci sono 7 gradi. La strada costeggia il lago di Varese, sulla superficie del lago i riflessi del sole sono molto suggestivi. Mi fermo ad assaporare il panorama, non ho la macchina fotografica, non posso fare una foto, ma forse è meglio così. Quello che vedo lo tengo solo per me, nei miei occhi. Quello che mi piacerebbe potere fare è condividere questi paesaggi con qualcuno nel momento in cui li vedo, non attraverso delle fotografie. Qualcuno che ancora non so chi possa essere.
Questa è la prima volta che sono tornato a pensare qualcosa del genere. Rimetto in moto, tiro la frizione e ingrano la marcia. Mentre sento la moto ripartire mi rendo conto di stare particolarmente bene. Ho ancora momenti di alti e bassi, ma i primi sono sempre più lunghi e intensi, i secondi sempre più brevi. So che la strada che ho davanti mi porterà a vivere altri momenti piacevoli, che arriveranno in momenti inaspettati, spesso dietro ad una curva.
Che sia della strada, che sia della vita…