Un post veloce, solo per commentare che oggi sono state raggiunte le 2.000 visite per questo blog.
Dopotutto quando si fa un blog è per potere condividere quello che pensiamo e vivamo con altre persone, e il fatto che ci siano state queste visite fa pensare che, almeno per un attimo, io abbia potuto condividere ciò che sento con altre persone.
E' per questo che ringrazio ancora chi mi legge, chi lascia un suo commento, chi passa e se ne va, e in modo particolare chi ritorna.
martedì 11 dicembre 2007
lunedì 10 dicembre 2007
Un risveglio
La notte era finita, e la luce della mattina stava entrando nella camera. Fuori della finestra si sentivano i rumori della città che si stava svegliando, era molto presto, appena passate le 6.30. Qualcosa mi ha svegliato, e ho ancora sonno...
La guardo, il suo viso é rilassato. Quasi sembra sorridere. Ieri abbiamo fatto tardi, abbiamo fatto l'amore a lungo, e ci siamo addormentati tardi, abbracciati, parlandoci dolcemente.
Era da molto che aspettavo questo momento. Era da molto che volevo guardarla dormire, e ora ci sono riuscito. Ed é come la immaginavo: tenera e dolcissima. Faceva caldo, e durante la notte si era tolta il pigiama, e dorme con su solo la biancheria. Dopo averla osservata a lungo lentamente tiro indietro il lenzuolo... come é bella !
Ha su un completino che mi piace moltissimo, e che le sta bene da morire. Lei é distesa, quasi in posizione supina, leggermente coricata su un fianco, verso di me. Più la guardo, più mi piace, e sento che il sonno mi sta passando.
La guardo con una attenzione che non avevo mai prestato. Il viso, così dolce e rilassato. Il collo, con la pelle così morbida che mi piace tanto baciare. Il seno, così ben decorato dal reggiseno, sotto al quale intravedo le rotonde sporgenze dei capezzoli, con cui adoro giocare con la lingua.
Le braccia, le mani, con le quali mi dà carezze che mi tolgono il fiato, che possono essere delicate e anche forti. Le mani sono distese a fianco della pancia, così morbida, con il suo ombelico... mmmmmm... il suo ombelico... come mi piace perdermi a baciarle l'ombelico….
Il pube, così delicato e morbido, delicatamente coperto e disegnato dalle mutandine, che coprono ed evidenziano allo stesso momento, e le sue gambe, tra le quali passerei ore ed ore ad accarezzare, a baciare, a giocare, ad amare...
É uno splendore, e l'amo da impazzire. L'amo tanto che non so resistere, che voglio avvicinarmi a lei, ma non voglio svegliarla. Il lenzuolo non é più sopra di lei, e mi avvicino al suo viso. Vorrei baciarlo, ma poi rischio di svegliarla. Così anche per il collo, per le braccia... forse mi ha sentito... si é mossa, ha spostato la mano sulla pancia, sotto al seno.
Forse sulla mano lo sente meno... e mi avvicino, le bacio la mano. Piano. Leggero. Mi avvicino e le tocco la mano con le labbra. E sento il suo profumo. Un profumo che continuo a sentire addosso a me dopo che abbiamo fatto l'amore. Dolce e delicato, appena percettibile. E che mi distrae... Lo seguo, e sento che viene dal suo corpo, e spostando il mio viso sono sopra al suo seno. Morbido e delicato, ma incredibilmente sensuale.
É più forte di me, allungo le labbra sul suo seno... Sento sotto il tessuto il suo capezzolo. Lo bacio con la punta della labbra. Mi faccio vicino a lei per essere più comodo. Sento che reagisce, sento che vive, lo sento sempre più presente sotto al tessuto. Vorrei togliere quella barriera, ma la sveglierei, e continuo a baciarlo, e ora lo sfioro con la mia lingua. Che effetto strano la lingua contro al pizzo del reggiseno, quando sento che sotto c'è lei...
Sento che il suo capezzolo mi vuole, l'ho tra le mie labbra. Ho lei tra le mie labbra. Ma non voglio svegliarla. La mia mano le sfiora la pancia e poi scivola sul pube. Le sue gambe sono leggermente divaricate, e dal pube un dito scende tra le gambe, sempre sfiorando con moltissima delicatezza.
La bacio e l'accarezzo, ma forse ho esagerato, e lei deve avere sentito qualcosa. Sento che mugola, e allora mi sposto un poco più in su, e la guardo in viso. Si, forse qualcosa ha sentito, mi accorgo che ha aperto di più le gambe. Ora faccio scivolare tre dita tra le sue gambe, sul tessuto delle mutandine.
Mi sposto con il mio viso sopra al suo, ha cambiato espressione, sorride, e la voglio baciare... le mie labbra contro alle sue. Sento la su lingua che mi cerca. Sento che si sta svegliando. Le mie dita la stanno accarezzando più intensamente, sentono il suo corpo sotto la biancheria, il suo corpo che reagisce, il suo sesso che si sveglia. E lo sentono attraverso il tessuto, che lentamente si bagna.
La sua mano, che prima era sulla sua pancia, ora é su di me, mi sta accarezzando, e sento che mi cerca. E che mi trova. Prima sopra la biancheria, poi scivola sotto, sento che si infila negli slip, sento che mi prende, e solo ora mi accorgo di essere eccitato e bagnato. E sento la sua mano che mi afferra e lentamente scivola giù… e poi torna su… e continua ad accarezzarmi. Scivola agevolata da quanto io sono eccitato e bagnato. E mi accorgo che la voglio...
La mia mano risale verso l'ombelico, e raggiunto scende di nuovo, ma questa volta sotto le mutandine. E passando sotto il tessuto, le dita raggiungono il pube, e scivolando ancora sentono le grandi labbra, che non aspettavano altro per schiudersi, e avvolgerle in un abbraccio caldo e umido, molto umido. E arrivo a sfiorarle il clitoride. E gli effetti delle mie carezze li sentivo mentre la baciavo.
Qualche carezza, e poi scendono ancora, fino all'ingresso del suo sesso. La accarezzo, ma a lei non basta, dato che sento la sua mano sulla mia, che la prende e la pretende. E sento le sue dita sulle mie, che le spinge dentro di se...
Una sensazione incredibile, lei che mi vuole con una mano, con l'altra mi accarezza, sento le sue gambe che si muovono e si aprono. Sento le mie dita che scivolano piano dentro di lei, e sento le sue reazioni alle mie carezze date dentro di lei. Lei mi ha preso la mano, l'ha afferrata, e la sta spingendo dentro di se. Bellissima sensazione. Mi prende con l'altra mano e mi sussurra un "ora voglio te" inequivocabile, dato che al "te" mi strinse il sesso.
Con la stessa mano con la quale mi spingeva, ora mi tira fuori. E con l'altra mano tira fuori il mio sesso, e lo coccola ancora di più. Le dico che se mi vuole bastava che mi prendesse, e così fece. La sua mano mi tirava verso di se. Faccio per spogliarla, ma lei sussurra "no, ci vuole troppo tempo..." e con l'altra mano scosta la sua biancheria dal suo sesso. Mi sposto tra le sue gambe, e lei mi guida dentro di se. Le scivolo dentro, dolcemente, con lentezza. Sento che si schiude davanti a me, una sensazione di incredibile tenerezza ma al tempo stesso sconvolgente per l'intensità. Continuo a muovermi, piano, e senza mai tornare indietro, fino a che sono completamente suo.
Sento le sue mani sui miei fianchi, dovrei dire anzi le sue unghie. Mi prende con forza, le sue gambe si sono accavallate alle mie, le sue mani scivolano verso le mie gambe, mi afferra e mi tira verso di se con forza…. e sento il suo respiro trasformarsi in un brivido. Mi rilascia e mi tira ancora a sé, ancora più forte... il brivido ora l'abbiamo in due... sconvolgente, profondo, intenso come non mai. La sentivo in un modo incredibile, mi baciava con passione, mi teneva con forza. Mi stava usando. E mi piaceva da impazzire. Quando dopo qualche minuto sentivi che si stancava, allora cominciavo a muovermi io. Mi piaceva sentirmi muovere dentro di lei. Le presi le braccia, le portai sopra alla sua testa, e cominciai a muovermi... e ora ero io che la usavo...
Ci siamo alternati per non so quanto, fino a che sentii il suo respiro accelerare, e lei che mi afferrava sempre più forte. Ora era lei che si spingeva contro di me, mi stava prendendo più che poteva, i suoi sospiri divennero mugolii, e capii che le mancava molto poco.
MI sussurrò "... daiiii... anche tuuuu... " e sentivo il mio piacere salire sempre più velocemente, ma il suo arrivò prima... Sentii il suo orgasmo, mi disse che era il suo momento, e sentii il suo corpo reagire, e avvertii delle forti contrazioni attorno a me. Talmente forti da darmi l'idea che mi stesse risucchiando dentro di se... E queste sensazioni mi fecero raggiungere l'orgasmo in un attimo, praticamente dopo pochi secondi del suo.
L'abbracciai forte, mentre sentivo il mio piacere sconvolgermi, mentre sentivo che fluiva dentro di lei. I brividi ci rimasero per qualche minuto. Erano passate da molto le 07. 00, e cominciammo a rilassarci... dopo qualche minuto lei si rilassò, e mi lasciò andare, e scivolai fuori di lei. Mi sdraiai al suo fianco e la baciai dolcemente, mentre piano si riaddormentava. E poi sentii gli occhi chiudersi, e mi addormentai anche io, restando abbracciato a lei.
Ci risvegliammo due ore più tardi, il sole era alto e i rumori in strada erano forti. Ci ritrovammo a guardarci negli occhi, e baciarci, e ad un certo punto lei mi sussurrò sorridendomi "Ma é stato un sogno, o lo abbiamo fatto davvero.. ?" La baciai e le risposi che erano vere entrambe le cose, lo avevamo fatto, ma era stato un sogno, un sogno meraviglioso. Uno di quei sogni che metteresti la firma per fare ogni mattina, appena sveglio, ma che so che questo rimarrà per sempre un sogno.
Il sogno di avere sempre per me la donna che amo.
La guardo, il suo viso é rilassato. Quasi sembra sorridere. Ieri abbiamo fatto tardi, abbiamo fatto l'amore a lungo, e ci siamo addormentati tardi, abbracciati, parlandoci dolcemente.
Era da molto che aspettavo questo momento. Era da molto che volevo guardarla dormire, e ora ci sono riuscito. Ed é come la immaginavo: tenera e dolcissima. Faceva caldo, e durante la notte si era tolta il pigiama, e dorme con su solo la biancheria. Dopo averla osservata a lungo lentamente tiro indietro il lenzuolo... come é bella !
Ha su un completino che mi piace moltissimo, e che le sta bene da morire. Lei é distesa, quasi in posizione supina, leggermente coricata su un fianco, verso di me. Più la guardo, più mi piace, e sento che il sonno mi sta passando.
Le braccia, le mani, con le quali mi dà carezze che mi tolgono il fiato, che possono essere delicate e anche forti. Le mani sono distese a fianco della pancia, così morbida, con il suo ombelico... mmmmmm... il suo ombelico... come mi piace perdermi a baciarle l'ombelico….
Il pube, così delicato e morbido, delicatamente coperto e disegnato dalle mutandine, che coprono ed evidenziano allo stesso momento, e le sue gambe, tra le quali passerei ore ed ore ad accarezzare, a baciare, a giocare, ad amare...
É uno splendore, e l'amo da impazzire. L'amo tanto che non so resistere, che voglio avvicinarmi a lei, ma non voglio svegliarla. Il lenzuolo non é più sopra di lei, e mi avvicino al suo viso. Vorrei baciarlo, ma poi rischio di svegliarla. Così anche per il collo, per le braccia... forse mi ha sentito... si é mossa, ha spostato la mano sulla pancia, sotto al seno.
Forse sulla mano lo sente meno... e mi avvicino, le bacio la mano. Piano. Leggero. Mi avvicino e le tocco la mano con le labbra. E sento il suo profumo. Un profumo che continuo a sentire addosso a me dopo che abbiamo fatto l'amore. Dolce e delicato, appena percettibile. E che mi distrae... Lo seguo, e sento che viene dal suo corpo, e spostando il mio viso sono sopra al suo seno. Morbido e delicato, ma incredibilmente sensuale.
É più forte di me, allungo le labbra sul suo seno... Sento sotto il tessuto il suo capezzolo. Lo bacio con la punta della labbra. Mi faccio vicino a lei per essere più comodo. Sento che reagisce, sento che vive, lo sento sempre più presente sotto al tessuto. Vorrei togliere quella barriera, ma la sveglierei, e continuo a baciarlo, e ora lo sfioro con la mia lingua. Che effetto strano la lingua contro al pizzo del reggiseno, quando sento che sotto c'è lei...
Sento che il suo capezzolo mi vuole, l'ho tra le mie labbra. Ho lei tra le mie labbra. Ma non voglio svegliarla. La mia mano le sfiora la pancia e poi scivola sul pube. Le sue gambe sono leggermente divaricate, e dal pube un dito scende tra le gambe, sempre sfiorando con moltissima delicatezza.
La bacio e l'accarezzo, ma forse ho esagerato, e lei deve avere sentito qualcosa. Sento che mugola, e allora mi sposto un poco più in su, e la guardo in viso. Si, forse qualcosa ha sentito, mi accorgo che ha aperto di più le gambe. Ora faccio scivolare tre dita tra le sue gambe, sul tessuto delle mutandine.
Mi sposto con il mio viso sopra al suo, ha cambiato espressione, sorride, e la voglio baciare... le mie labbra contro alle sue. Sento la su lingua che mi cerca. Sento che si sta svegliando. Le mie dita la stanno accarezzando più intensamente, sentono il suo corpo sotto la biancheria, il suo corpo che reagisce, il suo sesso che si sveglia. E lo sentono attraverso il tessuto, che lentamente si bagna.
La sua mano, che prima era sulla sua pancia, ora é su di me, mi sta accarezzando, e sento che mi cerca. E che mi trova. Prima sopra la biancheria, poi scivola sotto, sento che si infila negli slip, sento che mi prende, e solo ora mi accorgo di essere eccitato e bagnato. E sento la sua mano che mi afferra e lentamente scivola giù… e poi torna su… e continua ad accarezzarmi. Scivola agevolata da quanto io sono eccitato e bagnato. E mi accorgo che la voglio...
La mia mano risale verso l'ombelico, e raggiunto scende di nuovo, ma questa volta sotto le mutandine. E passando sotto il tessuto, le dita raggiungono il pube, e scivolando ancora sentono le grandi labbra, che non aspettavano altro per schiudersi, e avvolgerle in un abbraccio caldo e umido, molto umido. E arrivo a sfiorarle il clitoride. E gli effetti delle mie carezze li sentivo mentre la baciavo.
Qualche carezza, e poi scendono ancora, fino all'ingresso del suo sesso. La accarezzo, ma a lei non basta, dato che sento la sua mano sulla mia, che la prende e la pretende. E sento le sue dita sulle mie, che le spinge dentro di se...
Una sensazione incredibile, lei che mi vuole con una mano, con l'altra mi accarezza, sento le sue gambe che si muovono e si aprono. Sento le mie dita che scivolano piano dentro di lei, e sento le sue reazioni alle mie carezze date dentro di lei. Lei mi ha preso la mano, l'ha afferrata, e la sta spingendo dentro di se. Bellissima sensazione. Mi prende con l'altra mano e mi sussurra un "ora voglio te" inequivocabile, dato che al "te" mi strinse il sesso.
Con la stessa mano con la quale mi spingeva, ora mi tira fuori. E con l'altra mano tira fuori il mio sesso, e lo coccola ancora di più. Le dico che se mi vuole bastava che mi prendesse, e così fece. La sua mano mi tirava verso di se. Faccio per spogliarla, ma lei sussurra "no, ci vuole troppo tempo..." e con l'altra mano scosta la sua biancheria dal suo sesso. Mi sposto tra le sue gambe, e lei mi guida dentro di se. Le scivolo dentro, dolcemente, con lentezza. Sento che si schiude davanti a me, una sensazione di incredibile tenerezza ma al tempo stesso sconvolgente per l'intensità. Continuo a muovermi, piano, e senza mai tornare indietro, fino a che sono completamente suo.
Ci siamo alternati per non so quanto, fino a che sentii il suo respiro accelerare, e lei che mi afferrava sempre più forte. Ora era lei che si spingeva contro di me, mi stava prendendo più che poteva, i suoi sospiri divennero mugolii, e capii che le mancava molto poco.
MI sussurrò "... daiiii... anche tuuuu... " e sentivo il mio piacere salire sempre più velocemente, ma il suo arrivò prima... Sentii il suo orgasmo, mi disse che era il suo momento, e sentii il suo corpo reagire, e avvertii delle forti contrazioni attorno a me. Talmente forti da darmi l'idea che mi stesse risucchiando dentro di se... E queste sensazioni mi fecero raggiungere l'orgasmo in un attimo, praticamente dopo pochi secondi del suo.
L'abbracciai forte, mentre sentivo il mio piacere sconvolgermi, mentre sentivo che fluiva dentro di lei. I brividi ci rimasero per qualche minuto. Erano passate da molto le 07. 00, e cominciammo a rilassarci... dopo qualche minuto lei si rilassò, e mi lasciò andare, e scivolai fuori di lei. Mi sdraiai al suo fianco e la baciai dolcemente, mentre piano si riaddormentava. E poi sentii gli occhi chiudersi, e mi addormentai anche io, restando abbracciato a lei.
Ci risvegliammo due ore più tardi, il sole era alto e i rumori in strada erano forti. Ci ritrovammo a guardarci negli occhi, e baciarci, e ad un certo punto lei mi sussurrò sorridendomi "Ma é stato un sogno, o lo abbiamo fatto davvero.. ?" La baciai e le risposi che erano vere entrambe le cose, lo avevamo fatto, ma era stato un sogno, un sogno meraviglioso. Uno di quei sogni che metteresti la firma per fare ogni mattina, appena sveglio, ma che so che questo rimarrà per sempre un sogno.
Il sogno di avere sempre per me la donna che amo.
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giovedì 6 dicembre 2007
Ogni maggese che ritorna...
A volte si sente la necessità di qualcosa di nuovo, di sentire nascere qualcosa di nuovo dentro di noi, il tempo passa, qualcosa appassisce e qualcosa rinasce. E con l'arrivo di una nuova stagione, un nuovo maggese e una nuova fioritura ci attende. L'unica cosa difficile è aspettare...
Come ho già detto spesso ascoltando delle canzoni ci si rende conto che le sensazioni che viviamo noi e che magari crediamo siano qualcosa di soltanto nostro siano invece qualcosa di molto comune e condiviso. Comune a tal punto che è facile trovare delle canzoni che le raccontano.
(Comunque a Riquewihr, dove hanno girato quel video, ci voglio andare....)
Come ho già detto spesso ascoltando delle canzoni ci si rende conto che le sensazioni che viviamo noi e che magari crediamo siano qualcosa di soltanto nostro siano invece qualcosa di molto comune e condiviso. Comune a tal punto che è facile trovare delle canzoni che le raccontano.
(Comunque a Riquewihr, dove hanno girato quel video, ci voglio andare....)
Maggese (C. Cremonini)
Settembre, tu mi hai lasciato con un messaggio,
e io non ti ho detto niente: le cose giuste
non hanno un gran bisogno di parole...
Ottobre, oggi è arrivato ottobre col suo cappotto nero
e piove sulle finestre dove milioni di persone sole
vanno avanti e indietro, in cerca del presente
cercando una risposta a questo cielo a specchio di novembre...
Dicembre, erano mesi che non usciva il sole
è sempre così difficile, dicevi, l'amore...
cambieranno nome ma tu, mese dopo mese di piu.
sei presente...
Cos'avrò se la notte mi dà nostalgia?
Se non ho fantasia,
non posso scegliere!
Ogni volta ogni maggese che ritorna
a dar vita a un seme
sarà vita nuova anche per me!
Ricordi: li puoi tenere in testa
o nascondere in un portafogli,
ma c'è chi se li dimentica nei sogni...
Sveglia! Gennaio arriva in fretta
la neve è quel che resta di Febbraio.
Di un'astuta ricorrenza,
un bacio è solo un bacio,
e Marzo è una promessa,
ma per qualcuno la prima rosa di Maggio
è una scoperta...
Estate, erano mesi che non usciva il sole,
è sempre così difficile, dicevi, l'amore...
Cambieranno nome ma tu, mese dopo mese di piu.
sei presente...
Cos'avrò se la notte mi dà nostalgia?
Se non ho fantasia,
non posso scegliere!
Ogni volta ogni maggese che ritorna
a dar vita a un seme
sarà vita nuova anche per me!
sarà vita nuova anche per me!
vita nuova anche per me!
mercoledì 5 dicembre 2007
Un mandarino per Teo
Ricordo di una commedia, con Bramieri, degli anni 60. Si chiamava "Un mandarino per Teo". Era la storia di questo Teo, al quale dissero che se premeva un pulsante un mandarino (a lui del tutto sconosciuto) in Cina sarebbe morto, e lui avrebbe ereditato una fortuna. Dopo avere premuto quel pulsante e ricevuto l'eredtità iniziano i rimorsi per Teo, e tutta una serie di equivoci.
A volte ripenso a quella commedia, perchè a volte vorrei anche io avere un pulsante. Un pulsante per spegnere qualcosa di me, che a volte sento forte dentro di me e mi da malessere.
Quello che sento è il bisogno di emozioni, un bisogno che credo abbiano tutti gli esseri umani, e che quando non è assolto crea crisi di astinenza. E di solito la situazione che crea le maggiori emozioni è una relazione con una persona dell'altro sesso.
A me le donne piacciono molto, ma non solo fisicamente. E' una cosa globale, che comprende il loro modo di essere, di pensare, la femminilità in senso esteso. Mi piacciono e mi fa sempre piacere potermi rapportare a loro, anche solo per amicizia, senza ulteriori interessi specifici.
Però, come credo tutti gli esseri umani, sento anche il bisogno di sentire di avere nei pensieri una donna che sia importante per me. Una relazione che mi possa dare delle emozioni. Ma questo è il lato negativo della faccenda.
Avere questo tipo di relazione mi ha portato all'inizio grandi emozioni positive, emozioni che sono scemate fino a sparire e poi lasciare il posto ad emozioni sgradevoli. Dicono che dopo qualche mese ogni relazione, anche la più appassionata, perda di intensità. Dicono sia normale. Sarà anche normale, ma a me non piace.
Non mi piace vivere qualche mese di emozioni intense per poi vederle spegnere e lasciare che la routine prenda il posto di tutto quello che poi diventa un ricordo. Dicono sia meglio avere ricordi che rimpianti. A volte penso di capire chi non vuole avere relazioni stabili, o chi si trova le emozioni al di fuori della relazione stabile. Ma a questo punto preferisco i rimpianti ai rimorsi...
Poi mi capita di leggere come vivono le donne le loro relazioni, e non sono poche che riscontrano la stessa cosa. Pare sia tassativo: dopo un pò tutto si spegne. Può cambiare il numero dei mesi, ma in capo al massimo ad un anno oltre l'80% delle relazioni perde la passione iniziale. E la vita diventa di nuovo priva di emozioni, portandoci a cercarle altrove, magari in una partita o in una corsa in auto.
Per l'essere umano le emozioni sono parte della vita. Se ne sente il bisogno, e questo bisogno a volte ci fa fare cose magari senza senso. Ed e' per questo che vorrei il bottone. Un bottone che mi spenga il bisogno di emozioni. Non ci sarebbero quelle belle, ma nemmeno quelle brutte. In effetti quelle belle che ho vissuto hanno avuto una intensità decisamente superiore a quelle brutte, ma sono durate molto poco. Quelle brutte, invece, magari non sono intense, ma durano molto, ma molto a lungo.
Un pulsante che mi possa togliere questo bisogno penso sarebbe utile. Quando poi voglio le emozioni, lo premo di nuovo.... ma a pensarci bene non credo che lo premerei più. In effetti, se non ne sento più il bisogno, perché cercarle di nuovo?
Credo che per le emozioni si arrivi a provare crisi di astinenza, come se fosse una dipendenza. Una dipendenza che secondo me crea problemi analoghi alla dipendenza da nicotina.
Ma per togliere la dipendenza dalla nicotina ci sono le graffette, l'autoipnosi, l'agopuntura, e tanto ancora. Sinceramente spero facciano qualcosa per togliere la dipendenza dalle emozioni... la proverei subito.
A volte ripenso a quella commedia, perchè a volte vorrei anche io avere un pulsante. Un pulsante per spegnere qualcosa di me, che a volte sento forte dentro di me e mi da malessere.
Quello che sento è il bisogno di emozioni, un bisogno che credo abbiano tutti gli esseri umani, e che quando non è assolto crea crisi di astinenza. E di solito la situazione che crea le maggiori emozioni è una relazione con una persona dell'altro sesso.
Però, come credo tutti gli esseri umani, sento anche il bisogno di sentire di avere nei pensieri una donna che sia importante per me. Una relazione che mi possa dare delle emozioni. Ma questo è il lato negativo della faccenda.
Avere questo tipo di relazione mi ha portato all'inizio grandi emozioni positive, emozioni che sono scemate fino a sparire e poi lasciare il posto ad emozioni sgradevoli. Dicono che dopo qualche mese ogni relazione, anche la più appassionata, perda di intensità. Dicono sia normale. Sarà anche normale, ma a me non piace.
Non mi piace vivere qualche mese di emozioni intense per poi vederle spegnere e lasciare che la routine prenda il posto di tutto quello che poi diventa un ricordo. Dicono sia meglio avere ricordi che rimpianti. A volte penso di capire chi non vuole avere relazioni stabili, o chi si trova le emozioni al di fuori della relazione stabile. Ma a questo punto preferisco i rimpianti ai rimorsi...
Poi mi capita di leggere come vivono le donne le loro relazioni, e non sono poche che riscontrano la stessa cosa. Pare sia tassativo: dopo un pò tutto si spegne. Può cambiare il numero dei mesi, ma in capo al massimo ad un anno oltre l'80% delle relazioni perde la passione iniziale. E la vita diventa di nuovo priva di emozioni, portandoci a cercarle altrove, magari in una partita o in una corsa in auto.
Per l'essere umano le emozioni sono parte della vita. Se ne sente il bisogno, e questo bisogno a volte ci fa fare cose magari senza senso. Ed e' per questo che vorrei il bottone. Un bottone che mi spenga il bisogno di emozioni. Non ci sarebbero quelle belle, ma nemmeno quelle brutte. In effetti quelle belle che ho vissuto hanno avuto una intensità decisamente superiore a quelle brutte, ma sono durate molto poco. Quelle brutte, invece, magari non sono intense, ma durano molto, ma molto a lungo.
Credo che per le emozioni si arrivi a provare crisi di astinenza, come se fosse una dipendenza. Una dipendenza che secondo me crea problemi analoghi alla dipendenza da nicotina.
Ma per togliere la dipendenza dalla nicotina ci sono le graffette, l'autoipnosi, l'agopuntura, e tanto ancora. Sinceramente spero facciano qualcosa per togliere la dipendenza dalle emozioni... la proverei subito.
martedì 4 dicembre 2007
Prendere o lasciare
Era da un paio di settimane che non la vedevo, mi mancava e la desideravo.
Appena arrivati a casa, giusto il tempo di toglierci giubbotti e quant'altro, ed eravamo uno nelle braccia dell'altra. Dai suoi baci sentivo la sua voglia di me, era senz'altro quanto la mia.
Lei aveva ancora in mano la borsetta, si allontana da me per andare verso il tavolo ad appoggiarla, e io le vado dietro. Arrivata al tavolo io mi avvicino a lei, le metto le mani sui fianchi e la tiro a me, facendo pressione con il mio pube contro al suo sedere.
Lei sente la mia eccitazione attraverso i vestiti, mi mette le mani sui fianchi e mi tira verso di se. Il suo sedere era sodo, si sentiva bene come era fatto attraverso la gonna. Le passo le mani dai fianchi alle cosce, e sento attraverso il tessuto le balze delle autoreggenti.
Allora le metto una mano sulla schiena, la spingo piano in avanti e lei si appoggia al tavolo che aveva di fronte a se. Comincio ad accarezzarla sulla schiena, piano, facendo scendere la mano sul sedere, seguendo il contorno dei glutei. Il tessuto della gonna non è pesante, fa sentire ogni dettaglio del corpo, fa sentire i contorni della biancheria che indossa. La mano scivola più in basso, sulle cosce, poi sotto la gonna, e risale.
Sotto le mani il nylon delle calze, poi la balza delle autoreggenti, poi la pelle, la sensazione di sentire la pelle fresca sotto la mia mano che le accarezzava l'esterno della gamba, poi la temperatura della pelle che sale mentre la mano scivola sul sedere e poi tra le cosce.
Sento il caldo del suo sesso attraverso il tessuto del perizoma, mettendo un piede tra i suoi le allargo le gambe, la mano scivola aperta sul suo sesso. Sento il caldo, il bagnato del suo desiderio. Ora le sono al fianco, mentre stringo il suo pube nella mia mano lei mette la sua mano sul mio, stringe il mio sesso attraverso il tessuto dei pantaloni. Senza nemmeno guardare mi abbassa la cerniera, e infila dentro la sua mano, mi prende e mi stringe.
Non ho voglia di aspettare oltre, mi allontano da lei e dalla sua mano, mi inginocchio dietro di lei, le alzo la gonna quel tanto che basta per non avere niente tra la mia bocca e il suo corpo, e comincio a baciarla, a cercarla con la lingua. Le sposto il perizoma, per avere la sua pelle sotto i miei baci e la mia lingua, che la cerca, sempre più in profondità.
Sento il suo piacere salire, le abbasso il perizoma perchè non sia di impiccio e mi alzo. Il mio sesso era scivolato tra le sue cosce, si faceva strada verso di lei. Sento il caldo della sua vulva, lei mette una mano tra le sue cosce e mi guida dentro di lei. Scivolo piano dentro di lei, penetrandola a fondo. Sento lei che mi stringe, e comincio piano a muovermi. Una... due... tre volte... ma lei mi stringe ancora più forte e mi fa mancare il fiato.
Mi fermo un attimo, mi abbasso su di lei e l'abbraccio. Lei si volta e mi dice "Non pensare a me... prenditi quello che vuoi..."
"E' quello che sto facendo, non ti sembra?"
"Allora vieni, che stai aspettando? Non ti piaccio abbastanza?"
Non capisco cosa voglia dire.
"Non mi senti come sono?" le dico "Ho una voglia di te che mi fa eccitare da farmi male, che mi fa andare fuori di testa..."
"Allora fammela sentire questa voglia, voglio sentirti venire, non ti fermare..."
Di solito quando sono così eccitato cerco di iniziare con calma, se no la voglia che ho di lei e le sensazioni che provo dentro di lei mi farebbero durare ben poco. Lo faccio per darle il suo tempo, per pensare a lei, per avere il mio piacere attraverso il suo, lei lo sa, ma questa volta non vuole che io aspetti...
"Amore mio, se non mi fermo vengo in quindici secondi..."
"Non ti credo... non lo fai mai... a volte mi sembra di non piacerti abbastanza..."
"Ma cosa stai dicendo... ma se quando sono così mi devo impegnare per non fare finire tutto in pochi secondi... come fai a dire che non mi piaci?"
"Allora non parlare, scopami e vieni dentro di me, se sono irresistibile fammelo sentire..."
Oggi era così. Oggi lei mi voleva così. Voleva essere irresistibile. Sai che problema, per me lo era davvero. Le do un bacio, mi alzo, la prendo per i fianchi, e comincio a muovermi.
Una, due, tre volte... lei stringe... un brivido... quattro, cinque... e il piacere sale ancora di più... velocissimo... oramai sento che non potrò più fermare il mio orgasmo. La guardo, davanti a me, le mani sul tavolo, il sedere contro di me, vedo il mio sesso entrare ed uscire da dentro di lei... sento salire il profumo caldo del sesso, mi inebria, mi spingo dentro di lei, mi stringe ancora... e il mio piacere esplode dentro di lei, violento, caldo, fortissimo.
Resto dentro di lei ancora un minuto, ad assaporarmi gli ultimi brividi. Scivolo fuori mentre lei si tira su, si mette a posto il perizoma, si abbassa la gonna, si gira e mi abbraccia.
"Io ho avuto il mio, ma tu?"
"Io no... ho ti ho sentito godere, ti volevo fare impazzire, fare perdere il controllo..."
"Sarà mica poi così difficile" le dico.
"Dici? Quante altre volte è successo?"
Ci penso un attimo, e mi rendo conto di avere sempre voluto aspettare lei.
"Beh... in effetti mai..."
"Appunto... prima dici che ti faccio impazzire ma poi sai sempre controllarti. Volevo sentirti senza controllo... sai che è bellissimo?"
"Si, molto, ma mi è sembrato di essere egoista"
"So che non lo sei, e stai tranquillo che poi voglio anche la mia parte"
"Si, ma per il momento sono inservibile" le dico sorridendo.
"Certo... ma so che non ti serve per forza quello... conosco le tue risorse... sto cominciando a sentire molto caldo tra le gambe... sto sentendo tutto quello che mi hai dato... magari potresti riparare al danno che hai fatto"
Dicendo questo mi sorride, si siede sul tavolo, apre le gambe e mette i piedi su due sedie. Mi prende e mi porta tra le sue gambe. Mi bacia, e poi mi prende il viso tra le mani. Sento che mi spinge verso il basso, il mio viso tra le sue cosce. La gonna scivola un poco indietro e mi avvicina a lei... oramai è chiaro come vuole che io ripari al danno, mi spinge la bocca contro al suo sesso, caldo e bagnato di me e di lei, e comincio a baciarla, e a giocare con la mia lingua.
Andammo avanti a lungo, con giochi vecchi e nuovi, dando e ricevendo piacere.
Come ho detto trovo le donne a volte incomprensibili. Se non ci si trattiene non va bene perché non si pensa loro. Se ci si trattiene non va bene non va bene perchè sembra che non ci piacciono.
Devo dire che me lo avevano già detto che fa anche piacere sentire che non ci si riesce a trattenere, lei è stata l'unica con la quale sono riuscito a farlo.
Sono incomprensibili, a volte incoerenti... ma sono meravigliose. Sono le Donne. Prendere o lasciare...
Appena arrivati a casa, giusto il tempo di toglierci giubbotti e quant'altro, ed eravamo uno nelle braccia dell'altra. Dai suoi baci sentivo la sua voglia di me, era senz'altro quanto la mia.
Lei aveva ancora in mano la borsetta, si allontana da me per andare verso il tavolo ad appoggiarla, e io le vado dietro. Arrivata al tavolo io mi avvicino a lei, le metto le mani sui fianchi e la tiro a me, facendo pressione con il mio pube contro al suo sedere.
Lei sente la mia eccitazione attraverso i vestiti, mi mette le mani sui fianchi e mi tira verso di se. Il suo sedere era sodo, si sentiva bene come era fatto attraverso la gonna. Le passo le mani dai fianchi alle cosce, e sento attraverso il tessuto le balze delle autoreggenti.
Allora le metto una mano sulla schiena, la spingo piano in avanti e lei si appoggia al tavolo che aveva di fronte a se. Comincio ad accarezzarla sulla schiena, piano, facendo scendere la mano sul sedere, seguendo il contorno dei glutei. Il tessuto della gonna non è pesante, fa sentire ogni dettaglio del corpo, fa sentire i contorni della biancheria che indossa. La mano scivola più in basso, sulle cosce, poi sotto la gonna, e risale.
Sento il caldo del suo sesso attraverso il tessuto del perizoma, mettendo un piede tra i suoi le allargo le gambe, la mano scivola aperta sul suo sesso. Sento il caldo, il bagnato del suo desiderio. Ora le sono al fianco, mentre stringo il suo pube nella mia mano lei mette la sua mano sul mio, stringe il mio sesso attraverso il tessuto dei pantaloni. Senza nemmeno guardare mi abbassa la cerniera, e infila dentro la sua mano, mi prende e mi stringe.
Non ho voglia di aspettare oltre, mi allontano da lei e dalla sua mano, mi inginocchio dietro di lei, le alzo la gonna quel tanto che basta per non avere niente tra la mia bocca e il suo corpo, e comincio a baciarla, a cercarla con la lingua. Le sposto il perizoma, per avere la sua pelle sotto i miei baci e la mia lingua, che la cerca, sempre più in profondità.
Sento il suo piacere salire, le abbasso il perizoma perchè non sia di impiccio e mi alzo. Il mio sesso era scivolato tra le sue cosce, si faceva strada verso di lei. Sento il caldo della sua vulva, lei mette una mano tra le sue cosce e mi guida dentro di lei. Scivolo piano dentro di lei, penetrandola a fondo. Sento lei che mi stringe, e comincio piano a muovermi. Una... due... tre volte... ma lei mi stringe ancora più forte e mi fa mancare il fiato.
Mi fermo un attimo, mi abbasso su di lei e l'abbraccio. Lei si volta e mi dice "Non pensare a me... prenditi quello che vuoi..."
"E' quello che sto facendo, non ti sembra?"
"Allora vieni, che stai aspettando? Non ti piaccio abbastanza?"
Non capisco cosa voglia dire.
"Non mi senti come sono?" le dico "Ho una voglia di te che mi fa eccitare da farmi male, che mi fa andare fuori di testa..."
"Allora fammela sentire questa voglia, voglio sentirti venire, non ti fermare..."
Di solito quando sono così eccitato cerco di iniziare con calma, se no la voglia che ho di lei e le sensazioni che provo dentro di lei mi farebbero durare ben poco. Lo faccio per darle il suo tempo, per pensare a lei, per avere il mio piacere attraverso il suo, lei lo sa, ma questa volta non vuole che io aspetti...
"Amore mio, se non mi fermo vengo in quindici secondi..."
"Non ti credo... non lo fai mai... a volte mi sembra di non piacerti abbastanza..."
"Ma cosa stai dicendo... ma se quando sono così mi devo impegnare per non fare finire tutto in pochi secondi... come fai a dire che non mi piaci?"
"Allora non parlare, scopami e vieni dentro di me, se sono irresistibile fammelo sentire..."
Una, due, tre volte... lei stringe... un brivido... quattro, cinque... e il piacere sale ancora di più... velocissimo... oramai sento che non potrò più fermare il mio orgasmo. La guardo, davanti a me, le mani sul tavolo, il sedere contro di me, vedo il mio sesso entrare ed uscire da dentro di lei... sento salire il profumo caldo del sesso, mi inebria, mi spingo dentro di lei, mi stringe ancora... e il mio piacere esplode dentro di lei, violento, caldo, fortissimo.
Resto dentro di lei ancora un minuto, ad assaporarmi gli ultimi brividi. Scivolo fuori mentre lei si tira su, si mette a posto il perizoma, si abbassa la gonna, si gira e mi abbraccia.
"Io ho avuto il mio, ma tu?"
"Io no... ho ti ho sentito godere, ti volevo fare impazzire, fare perdere il controllo..."
"Sarà mica poi così difficile" le dico.
"Dici? Quante altre volte è successo?"
Ci penso un attimo, e mi rendo conto di avere sempre voluto aspettare lei.
"Beh... in effetti mai..."
"Appunto... prima dici che ti faccio impazzire ma poi sai sempre controllarti. Volevo sentirti senza controllo... sai che è bellissimo?"
"Si, molto, ma mi è sembrato di essere egoista"
"So che non lo sei, e stai tranquillo che poi voglio anche la mia parte"
"Si, ma per il momento sono inservibile" le dico sorridendo.
"Certo... ma so che non ti serve per forza quello... conosco le tue risorse... sto cominciando a sentire molto caldo tra le gambe... sto sentendo tutto quello che mi hai dato... magari potresti riparare al danno che hai fatto"
Dicendo questo mi sorride, si siede sul tavolo, apre le gambe e mette i piedi su due sedie. Mi prende e mi porta tra le sue gambe. Mi bacia, e poi mi prende il viso tra le mani. Sento che mi spinge verso il basso, il mio viso tra le sue cosce. La gonna scivola un poco indietro e mi avvicina a lei... oramai è chiaro come vuole che io ripari al danno, mi spinge la bocca contro al suo sesso, caldo e bagnato di me e di lei, e comincio a baciarla, e a giocare con la mia lingua.
Andammo avanti a lungo, con giochi vecchi e nuovi, dando e ricevendo piacere.
Come ho detto trovo le donne a volte incomprensibili. Se non ci si trattiene non va bene perché non si pensa loro. Se ci si trattiene non va bene non va bene perchè sembra che non ci piacciono.
Devo dire che me lo avevano già detto che fa anche piacere sentire che non ci si riesce a trattenere, lei è stata l'unica con la quale sono riuscito a farlo.
Sono incomprensibili, a volte incoerenti... ma sono meravigliose. Sono le Donne. Prendere o lasciare...
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lunedì 3 dicembre 2007
Visioni e preconcetti...
Avete mai fatto caso come certe volte si valuti una affermazione più per chi l'ha fatta che non per il contenuto stesso?
Io sono un fautore del fatto che tutti possono avere ragione, anche gli imbecilli possono dire una cosa giusta, dopotutto anche un orologio fermo riesce a dare l'ora esatta... anche se solo due volte al giorno.
Però molto spesso avviene che si valuti quello che ci viene detto a seconda di chi ce lo dice, e non per l'affermazione in se stessa. Questo avviene sia nel bene che nel male, viene dato spessore e significato a delle affermazioni criptiche fatte da sommi filosofi, che potrebbero venire ampiamente contestate ma se ci si permette di dire qualcosa in merito si passa per chi "non capisce ". Oppure si critica una affermazione fatta da una persona, senza nemmeno cercare di capire cosa abbia detto, solo perché quella persona è magari di un altro schieramento politico.
Viene da chiedersi quanto siamo condizionati nei nostri giudizi dai nostri preconcetti, dalle nostre visioni.
Questo succede anche nel rapporto uomo/donna. Fino a che la persona che abbiamo accanto è per noi importante, abbiamo interesse per questa persona, può facilmente avvenire che si ritenga giusto a prescindere ogni cosa che dice. Magari anche perchè dire che la persona che abbiamo scelto sta dicendo delle cazzate diventa una critica verso se stessi...
Quando poi questa persona diventa meno importante per noi, cominciamo a contestare quello che dice, non lo condividiamo più, magari quando dice qualcosa di diverso dagli altri diventa presuntuoso, mentre prima, per lo stesso comportamento, lo si apprezzava perchè era una persona che sapeva vedere le cose in altro modo e non si faceva condizionare.
A voi non è mai capitato? O di rivalutare le cose dette da una persona dopo che una relazione era finita, oppure di sentire che le vostre affermazioni vengono messe in discussione più facilmente quando una relazione va verso la fine?
Se vi va di partecipare all'inchiesta, lasciate un commento... vi aspetto numerosi.
Io sono un fautore del fatto che tutti possono avere ragione, anche gli imbecilli possono dire una cosa giusta, dopotutto anche un orologio fermo riesce a dare l'ora esatta... anche se solo due volte al giorno.
Però molto spesso avviene che si valuti quello che ci viene detto a seconda di chi ce lo dice, e non per l'affermazione in se stessa. Questo avviene sia nel bene che nel male, viene dato spessore e significato a delle affermazioni criptiche fatte da sommi filosofi, che potrebbero venire ampiamente contestate ma se ci si permette di dire qualcosa in merito si passa per chi "non capisce ". Oppure si critica una affermazione fatta da una persona, senza nemmeno cercare di capire cosa abbia detto, solo perché quella persona è magari di un altro schieramento politico.
Viene da chiedersi quanto siamo condizionati nei nostri giudizi dai nostri preconcetti, dalle nostre visioni.
Quando poi questa persona diventa meno importante per noi, cominciamo a contestare quello che dice, non lo condividiamo più, magari quando dice qualcosa di diverso dagli altri diventa presuntuoso, mentre prima, per lo stesso comportamento, lo si apprezzava perchè era una persona che sapeva vedere le cose in altro modo e non si faceva condizionare.
A voi non è mai capitato? O di rivalutare le cose dette da una persona dopo che una relazione era finita, oppure di sentire che le vostre affermazioni vengono messe in discussione più facilmente quando una relazione va verso la fine?
Se vi va di partecipare all'inchiesta, lasciate un commento... vi aspetto numerosi.
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