giovedì 29 aprile 2010

Fantasie estreme


Girando tra i vari blog ho notato che ci sono tante persone che pur avendo esigenze di emozioni particolari, riescono a trovare qualcuno con cui condividere queste emozioni.

Ci sono quelli appassionati di bondage, a volte anche estremo, e si vede come queste persone trovino chi apprezza di essere legato, frustato, malmenato, con soddisfazione di entrambi.

OppuUpskirt24re quelli per cui il gioco della dominazione crea appagamento, e trovano slave su cui potere imporre le loro regole di master, persone disponibili a farsi sottomettere e soggiogare, anche con imposizioni fisiche pesanti.

Poi ci sono quelli monotematici, che prediligono una particolare pratica sessuale al punto di farla diventare l'unica con cui trovano piacere, dai feticisti dei piedi, a quelli dei capelli, a chi adora la sodomia o altre cose ancora. Malgrado alcune di queste situazioni siano anche molto forti, pare che riescano a trovare chi vuole giocare con loro.

Dopotutto ognuno di noi ha le sue preferenze, ha giochi e situazioni che trova particolarmente intriganti. A me piace molto potere spogliare una donna, trovando un abbigliamento fatto da gonne e camiciette o da vestiti, sotto ai quali trovare autoreggenti o reggicalze, unite ad un completo intimo di quelli intriganti, in pizzo.

E' un pò per ricreare l'emozioni che si provano le prime volte che ci si ritrova in intimità, quando uno cerca e l'altro si fa scoprire. Nel sesso non esiste nulla di normale o di anormale, quando le situazioni sono condivise, ma credo che queste mie fantasie siano meno estreme di tante altre, come quelle che ho menzionato prima.

Upskirt23Malgrado questo, quando propongo di usare un abbigliamento che non sia jeans, collant e sloggi, mi capita di ricevere risposte come se avessi proposto qualcosa di assurdo ed osceno. Mi chiedono "ma cosa ci trovi di divertente". Magari le prime volte accettano la richiesta, poi le risposte sono del tipo "sono più comoda con i collant", alla fine sembra che stia chiedendo qualcosa di assurdo.

Eppure sembra che a chi richiede cose anche ben più forti trovi più facilmente di me qualcuno che accetti di condiverle. Mi sa che se voglio fare qualcosa di diverso forse è il caso di passare a qualcosa di più forte...

Vuoi vedere che sarà più facile trovare una ragazza che voglia farsi frustare?

lunedì 26 aprile 2010

Un giro in moto


Erano alcuni giorni che non ci si riusciva a vedere, così quella sera, tornando da un giro in motocicletta, volli farle una sorpresa e passai a trovarla. Sapevo che era a casa con i figli e la sorella, che non avremmo avuto un momento solo per noi, ma la voglia di vederla, anche solo per un'ora, era tanta.

Mi invitò a restare per cena, la serata fu piacevole, ma più il tempo passava più saliva il desiderio di lei. Il fatto che sapevo che non ci sarebbero state occasioni di stare da soli non faceva altro che aumentare questo desiderio. Mi chiedevo cosa provasse lei, e bastò sfiorarle le braccia, oppure una carezza sul sedere senza essere visto per capire, dalla sua reazione, che quello che mancava a me stava mancando anche a lei.

Moto2La serata era calda, così le proposi di fare un giro in moto nel circondario, sarebbe stato un modo per stare un poco da soli. Lei accettò subito con entusiasmo, anche sapendo che il giro non sarebbe stato lungo dato che non poteva stare fuori casa per molto tempo.

Per stare in casa aveva una tuta da ginnastica, leggera, si mette una felpa, il casco, e sale in sella. Per sentirci attiviamo l'interfono, e usciamo dal paese dove abitava. Il tramonto era passato da poco, la luce stava calando rapidamente e le strade non erano illuminate.

Mi piaceva accarezzarle una gamba mentre si andava, era facile farlo perchè avevo una moto da turismo e le strade erano vuote ci permettava di andare piano. Di solito mi fermavo al polpaccio, che per come eravamo seduti avevo all'altezza della mia spalla, ma questa volta la mano risalì all'indietro, sulla coscia. Il tessuto della tuta che indossava era leggero, sentivo sotto di esso il suo corpo, passai la mano fino al sedere, fino alla schiena. Lei si spinse verso di me perchè potessi accarezzarla meglio. Sotto al tessuto, sul fondo della schiena, sentii il rilievo della sua biancheria, indossava un perizoma, infilai due dita sotto l'elastico dei pantaloni e lo tirai leggermente.

Nell'interfono sentii un suo sospiro...

Non c'era nessuno in giro, e in ogni caso la strada era buia e non si poteva vedere nulla, così feci scivolare la mano prima sulla coscia e poi cominciai ad accarezzarle l'interno della coscia, vicino al pube. Lei mi prese la mano, e la mise sotto di lei, sedendoci sopra. Sentivo con le dita i bordi e il pizzo del perizoma attraverso il tessuto sottile della tuta. Sentivo sotto alla mia mano il suo pube, premetti le mie dita contro di esso e sentii il suo sospiro.

Moto4Non riuscii a resistere, spostai la mano e cercai di passarla sotto alla sua tuta. Lei mi aiutò, spostando l'elastico dei pantaloni, ora sentivo la sua pelle sotto le mie dita, avevo ancora il sottile strato di tessuto della sua biancheria che mi divideva dal suo sesso. Il tessuto era bagnato, la voglia che avevo era pienamente condivisa, lei mi afferrò il polso per tenermi ferma la mano e ci si strofinò sopra. Spinse la mano sotto di lei, io feci scivolare le dita sotto al perizoma e il medio e l'anulare entrarono senza alcuno sforzo nella calda umidità del suo sesso.

Sentii il suo calore, capii la sua eccitazione e il suo desiderio da quanto fosse bagnata, dall'interfono sentii dalla sua voce il suo piacere. Con una mano continuavo a guidare, a bassa velocità, sulle strade buie, mentre con l'altra l'accarezzavo e la penetravo, e sentivo il suo piacere salire.

La conoscevo molto bene, sapevo come accarezzarla, come farla godere, le dita si muovevano dentro di lei, cercando i punti più sensibili, lei si teneva alla moto, si spingeva contro di me, contro la mia mano. Sentii il suo piacere salire fino al momento in cui lei prese la mia mano per spingere così le mie dita a fondo dentro di lei, sentii la sua voce che sospirava "non fermarti..." e sentii così le contrazioni del suo orgasmo che mi stringevano le dita. Delle contrazioni intense, lunghe, sentii un grido soffocato, poi un altro. Quando mi lasciò il polso mi accorsi quanto lo avesse stretto, quasi da farmi male.

Continuai ad accarezzarla per un poco, le tolsi la mano dalla tuta, le accarezzai la coscia, il polpaccio, e tornai a guidare con due mani. Avevamo fatto un giro attorno al paese, non c'erano semafori, non c'erano stop.
"Sai, mi mancava qualcosa" le dissi. "Anche a me." Mi rispose, con una voce dolce, serena. Lei mi abbracciò, e rimase così fino al ritorno a casa.

Moto3Arrivati a casa ci salutammo, lasciarla a casa sua fu più difficile del previsto. Il desiderio non era stato placato, la sensazione era quella di avere assaggiato l'antipasto, ma restava il desiderio di tutto il resto. Sapevamo che prima di una settimana non avremmo avuto occasione per poterci sfamare, ma quell'assaggio era stato molto apprezzato da entrambi.

"Mi spiace di non essermi potuta dedicare a te" mi disse con un sorriso dolcissimo "ma appena avremo l'occasione saprò farmi perdonare!". Il ricordo di quel sorriso mi fece compagnia per tutta la settimana, e ammetto che ancora adesso lo ricordo con dolcezza.

Non avevo mai pensato di farlo qualcosa del genere in moto, il desiderio reciproco e la conoscenza del suo corpo ci hanno permesso quei momenti così particolari ed intensi. In queste situazioni si conferma una volta di più che chi vuole davvero godere del sesso, deve farlo con una persona che conosce bene. Una volta di più capii che non sono fatto per storie che durano solo una notte.


giovedì 22 aprile 2010

Le donne e la memoria


A volte è possibile vedere come ci siano donne che conoscono bene come sono fatti gli uomini. Direi anzi che certi comportamenti degli uomini sono ben noti alle donne, forse per istinto.

Miniskirt3Fatto sta che una donna sa bene che se si veste in una certa maniera, attrarrà l'attenzione degli uomini. Un abbigliamento che le donne sanno che genera attenzione è la minigonna. Mi è capitato di sentire dire a delle ragazze che indossavano minigonne molto corte che non se le mettevano per farsi guardare ma perchè piaceva a loro mettersele.

Che bugiarde...

Per motivi in parte collegati agli istinti più primordiali che sono presenti in ogni essere umano, sono molti gli uomini la cui attenzione viene attratta da un paio di gambe che spunta sotto ad una gonna molto corta.
Si potrebbe fare una lunga dissertazione su come mai ci sia questa attenzione, ma quello di cui voglio parlare è solo del fatto che questa attenzione esiste, e le donne lo sanno benissimo.

O meglio... lo sanno benissimo solo quando pare a loro. Infatti ho assistito a casi dai quali sembrerebbe che le donne tendono a soffrire di perdita della memoria. Basta che non siano single ma che siano impegnate in una relazione che dura da più di qualche mese, che le donne si dimenticano di quello che piace agli uomini, e sono anzi molto stupite quando si accorgono che lo sguardo del loro uomo viene attratto dal bordo inferiore della gonna di un'altra ragazza.

Miniskirt2Magari fanno commenti tipo "tieni a bada i globi oculari", oppure "cerca di guardare dove metti i tuoi piedi e non dove li mette quella là". Fanno anche trasparire il loro disappunto per il fatto di esserci distratti, e spesso sembra anche che siano stupite di tutto ciò.

Ma come fanno ad avere la memoria così corta, come fanno a dire che non capiscono la nostra attenzione, dato che solo pochi mesi fa hanno usato proprio queste conoscenze per fare in modo che fossero le loro gambe ad attirare le nostre attenzioni?

E soprattutto come mai, dopo qualche mese di relazione, diventa così difficile vederle con una di quelle minigonne che prima indossavano con assiduità?

Qualcuno ha qualche idea?


giovedì 15 aprile 2010

Grazie al cielo mi hai lasciato!


Quando si viene lasciati da una persona che si ama, spesso il dolore sembra insopportabile. Può anche capitare che questa persona non sappia dare spiegazioni precise del motivo, che dica solo che è finita e che non ne vuole più parlare.

In questi casi diventa ancora più difficile accettare la situazione, può capitare di pensare e ripensare a cosa sia andato male, cosa abbiamo fatto noi perchè le cose siano finite così.

L'amarezza che ci pervade per avere perso un rapporto a cui si credeva ci fa vacillare, ci riempie di dolore. Solo con il tempo tutto questo si attenua, e sovviene un silenzio interiore, che ci fa dimentare quanto è avvenuto, dato che in ogni caso la vita continua.

Ma a volte le cose si evolvono in un modo inaspettato...

Si possono verificare delle situazioni in cui dentro di noi cresce una particolare consapevolezza, magari perchè abbiamo saputo come la persona che ci ha lasciato si è comportata dopo, oppure perchè conosciamo noi delle persone che riescono a darci qualcosa che ci permette di guardare al passato in un modo diverso.

In questi casi si passa dalla rassegnazione della conclusione di una storia, alla contentezza di come si sia evoluta la nostra vita dopo questa conclusione.

Ci si rende conto, con una cinica obiettività, di come quel periodo in cui si credeva di stare bene era invece un periodo di sofferenza. In questi frangenti diventa spontaneo rivivere la chiusura del rapporto precedente in un modo totalmente diverso, e il ricordo della chiusura diventa un momento quasi piacevole.

In questi casi ci si rende conto che il più bel gesto che quella persona ha fatto per noi è stato quello di lasciarci, poichè era una cosa che sentivamo che avremmo dovuto fare noi ma, per un motivo o per un altro, non riuscivamo a fare.

Quando l'altro giorno ho risentito la mia ex, e ci siamo raccontati come va la nostra vita. Molte delle cose che mi ha raccontato sono fastidiose evoluzioni delle situazioni che c'erano al tempo in cui avevamo una relazione. Evoluzioni che erano prevedibilissime, ma per le quali non ha fatto nulla per poterle evitare.

Chiusa la telefonata mi sono a pensare a come sarei stato se fossi rimasto con lei. Ho pensato anche a quanto io stia meglio adesso. In quel momento è stato spontaneo pensare "Grazie al cielo mi hai lasciato", e ripenso senza più nessuna reazione a quando lei decise di chiudere la nostra relazione.

No… in effetti una reazione ce l’ho, e me ne accorgo mentre scrivo…

Sto sorridendo. :-)