Quella sera dovevamo uscire con degli amici, e io sono arrivato a casa sua prima del previsto. Lei stava finendo di vestirsi, e mentre aspettavo ero andato in bagno. Mentre ero davanti al lavandino e mi stavo guardando nello specchio lei entra in bagno. Si era messa una gonna nera a pieghe che arrivava sopra al ginocchio, e una camicetta nera scollata.
Si infila tra me e il lavandino e mi spinge indietro dandomi una spinta con il sedere, per mettersi davanti allo specchio per truccarsi.
“Uela’… che modi” le dico scherzando.
“Scusa, ma devo fare in fretta… sta diventando tardi” mi risponde
Lei era davanti a me e continuava a spingermi via con il sedere. Allora la prendo per i fianchi e la tiro contro di me, e mi strofino contro di lei
“Visto che insisti… ne approfitto”.
"Sei sempre il solito” mi dice, mentre si appoggia al lavandino per non perdere l’equilibrio. Poi prende il rossetto e comincia a metterselo. Io continuo ad approfittarmene, e le dico “Beh… dai… non è così tardi… un piccolo diversivo potremmo permettercelo”
Lei fa finta di nulla e sussurra “Sei un porco… e in ogni caso è tardi, non ci pensare nemmeno”.
Se all’inizio la mia proposta era uno scherzo, sentire il suo profumo, guardare il suo viso allo specchio, sentire il suo sedere contro al mio pube mi stava facendo venire voglia per davvero. Mentre la tengo contro di me faccio scivolare le mani verso il basso, sulle sue gambe, e sento che aveva messo delle calze autoreggenti.

Sentendo la mia insistenza lei si ferma un momento di mettersi il rossetto e fa scivolare una mano dietro al suo sedere, accarezzandomi il pube. Sente chiaramente la mia eccitazione, si sofferma un attimo e sorridendo ripete “si… sei proprio un porco…” e toglie la mano e sta per riaprire il rossetto.
Faccio risalire le mani sotto la gonna, lungo le calze. Sento il fresco della sua pelle sotto le mani, al termine della balza delle calze, l’accarezzo prima verso il suo pube, poi faccio scivolare le mani sul suo sedere, afferrandogli le natiche dal basso.
Lei non ha nessuna reazione e continua a truccarsi. Il mio desiderio è ancora di più, allora mi slaccio e mi abbasso i pantaloni, abbasso un poco gli slip e dopo averle alzato la gonna le faccio scivolare il mio sesso tra le gambe. Sento il fresco della sua pelle, che contrasta con il calore del mio sesso in erezione.
Lei non dice nulla, ma socchiude un poco le cosce, in modo da permettermi di stare tra di esse, per poi stringermi tra di esse. Appena lo fa mi da un brivido, e poi continua a stringere, due, tre, quattro volte… io la prendo per i fianchi e la tiro contro di me.
“Contento? Dai, tirati via che dobbiamo andare…” mi dice mentre mette giù il rossetto, e fa per muoversi. Però io non ero d’accordo. La tengo contro di me mentre faccio un passo indietro, lei si sbilancia, e si appoggia sul lavandino. Le infilo un piede tra i suoi e le sposto i piedi per farle aprire un poco le gambe, le tengo una mano sotto la pancia e l’altra l’appoggio tra le spalle per spingerla giù. Prima che abbia il tempo di dire qualcosa bagno con la saliva l’indice e il pollice della mano destra, le infilo l’altra mano sotto la gonna per spostarle il perizoma, e faccio scivolare dentro di lei le mie dita.
“Ma che stai fac……” le parole si spengono in bocca lasciando posto ad un sospiro. Mi appoggio a lei per tenerla giù, le cingo la vita con un braccio mentre spingo piano le mie dita dentro di lei. Ad ogni movimento un suo sospiro.
Faccio scivolare fuori le dita, lei cerca di rialzarsi appoggiandosi al lavandino, io me le metto in bocca, sento il profumo del suo sesso, il suo sapore, le bagno di nuovo, e in un attimo sono ancora tra le sue cosce. Scivolano ancora dentro di lei, questa volta più facilmente di prima, ancora più profondamente di prima.
“Dai smett…” ancora un sospiro ferma le sue parole, le mie carezze le danno altri sospiri e non le permettono di parlare. Mi alzo un poco, faccio ancora scivolare le mia dita fuori dal suo corpo, le bagno ancora e le faccio scivolare sulla punta del mio sesso. L’eccitazione era fortissima, mi avvicino a lei e questa volta spingo il mio sesso dentro al suo.
Prima solo la punta… e sento la sua reazione. Un respiro che si ferma a metà. Poi l’afferro per i fianchi e mi spingo dentro di lei, con dolcezza ma decisione. Il suo respiro finisce, di colpo, con un brivido. “…ma… cosa sei… “
Ero eccitato in un modo incredibile, la sentivo particolarmente, era strettissima, e lei sentiva me alla stessa maniera. Poi la tengo per i fianchi, e mi muovo dentro di lei. Una, due, tre volte. Piano, fin quasi ad uscire, e poi a rientrare, in fondo, e poi di nuovo…
Ogni volta un sospiro, un sussulto. Poi mi fermo…
“Cosa succede tesoro mio?”
“Succede che credevo tu fossi un porco… ma invece sei un gran maiale…”
“Guarda che non ti conviene darmi del maiale… ricorda che le femmine del maiale si chiamano troie…”
“Lo so… mi stai scopando come una troia… quindi devi essere un maiale…” mi risponde sorridendo.
“Beh, comunque ora si sta facendo tardi, forse è meglio finire di prepararsi…” dicendo così allento la presa sui suoi fianchi, e faccio per tirarmi indietro.
Lei con una mano si appoggia al lavandino, si inarca un poco, una l’altra mano dietro al mio sedere, e ci pianta dentro le unghie. “Eh no… vuoi scoparmi come una troia? Ora fammi godere come una troia…” e mi tira contro di se.
“Se proprio insisti…” le rispondo sorridendo… e le rimetto le mani sui fianchi.
Lei si abbassa sul lavandino, la sposto un poco di fianco, le prendo la gamba destra e l’alzo per appoggiarla sul lavandino. Quasi perde l’equilibrio ma poi si appoggia meglio anche al mobiletto del bagno. Io mi sposto tra le sue cosce, e mi spingo dentro di lei. Lei alza lo sguardo, e ci guardiamo nello specchio.
Comincio a muovermi piano. Lo sentivo particolarmente grosso, sentivo ogni piccolo movimento, e li sentiva anche lei. Lei si gira all’indietro per guardarmi, per farlo appoggia la mano destra sul suo sedere per aiutarsi a ruotare le spalle, le afferro la mano, la tiro contro di me, continuo a spingermi dentro di lei. Faccio attenzione ad ogni suo sospiro, ad ogni sua espressione, mi eccito sempre di più. Sento il suo piacere salire, brivido dopo brivido, fino a sentire ogni brivido trasformarsi in una contrazione. Sento che mi stringe dentro di lei, vedo la sua espressione, sento il suo orgasmo.
Veloce, intenso, inatteso. Era successo tutto in meno di due minuti. Io continuo a muovermi dentro di lei. Lei lascia la mia mano, si appoggia al lavandino e si spinge contro di me. “Ora pensa a te… dai… “
Io continuo a muovermi, dentro e fuori, sento il mio piacere salire, volevo impazzire dentro di lei. Mi avvicino a lei, mi sdraio un poco sulla sua schiena, le faccio scivolare la mia mano sotto la gonna, tra le sue cosce, voglio arrivare al suo sesso… ma non ci riesco.
Le prendo allora la mano, la infilo tra le sue cosce, afferro il suo polso e spingo la mano ancora più giù.
Sento la sua mano toccarmi i testicoli, una carezza… un’altra… poi le dita passano sul suo sesso, e comincia ad accarezzarsi. Sento i suoi brividi salire. Salgono anche i miei… sento il suo piacere aumentare, e mi distraggo dal mio.
Mi sollevo un poco, l’afferro e continuo ad entrare ed uscire, questa volta con più energia. La guardo dallo specchio, e vedo di nuovo il suo orgasmo. Questa volta le contrazioni sono fortissime, quasi da farmi male. Lei quasi urla, non riesce a stare ferma…
Io rallento un attimo, lei si rilassa un poco, e tira giù la gamba dal lavandino. Mi sorride allo specchio, si spinge un poco contro di me, e mi da un brivido. Poi si tira in avanti, io esco da lei, si gira, si inginocchia davanti a me, mi mette una mano tra le gambe, spingendo dentro di me un dito, non prima di averlo bagnato con la saliva.
Con l’altra mano mi afferra il sesso, e lo porta alla sua bocca. La punta tra le sue labbra, che lo stringono scivolando su e giù, sento la sua lingua che accarezza la punta, e la sua mano mi accarezza per il resto della lunghezza, tirandolo verso la sua bocca.
La guardo, e lei mi guarda negli occhi. Si sposta un poco da me solo per dire, a bassa voce, “ora voglio te…”, sempre senza mai togliere il suo sguardo dai miei occhi, e tenendo il mio sesso tra le sue labbra.
Una… due carezze… sento la sua lingua… e di colpo una sensazione fortissima… sento la sua mano tra le mie cosce, sta spingendo il suo dito dentro di me… e io perdo totalmente il controllo.
Sento il piacere partire dallo stomaco, andare in basso, diventare caldo, ed uscire da me in fiotti caldi e violenti. Lei non smette un attimo di accarezzarmi e di baciarmi. Vedo i suoi occhi sorridere, le sue labbra diventare più lucide. Con una mano mi devo appoggiare al lavandino… l’altra sulla sua testa. Quasi senza accorgermi la tiro verso di me, e sento il mio sesso entrare piano nella sua bocca. Lei mette le sue mani dietro al mio sedere, e mi tira verso di se. Sempre guardandomi negli occhi.
Una… due… tre… quattro… contrazioni interminabili…. Il piacere si placa, lei continua a baciarmi, ad accarezzarmi con la lingua. Mi fa uscire piano dalla sua bocca, si alza, avvicina la sua bocca alla mia e mi bacia.
Un sapore dolce, strano. Il mio. Sento la sue labbra scivolare sulle mie. Sento la sua lingua contro la mia, calda, pastosa.
Mi guarda, sorrideva, e io sorridevo a lei. “Visto che continuavi a pensare a me, allora ho capito dovevo essere io a pensare a te …”
“Si… e ci hai pensato fino all’ultima goccia direi…”
“Sai, sul nero macchia… non poi mi sarei dovuta cambiare… non potevo rischiare…”
“Già… ottima considerazione…”
“E poi volevo averti dentro di me… tenerti dentro di me… ora ci sei… mi piace l’idea di sapere che ho qualcosa di tuo dentro di me… ti sento particolarmente mio…”
Cominciammo a metterci a posto, a rivestirci… “comunque questa sera non mangiare troppo… “ aggiunge lei “…quando torniamo a casa abbiamo da fare…”
La guardo un poco perplesso… vede il mio sguardo e dice “hai svegliato il can che dorme? Ora ti toccherà rimetterlo a cuccia… Questo era un acconto, il saldo lo riscuoterò quando torneremo a casa….”
Mi da un bacio leggero sulle labbra, si asciuga le labbra con una velina, e si rimette il rossetto… oramai era andato via.
Mentre usciamo di casa il suo sguardo la dice lunga. Lei sa come accendere la mia attenzione, e da qualche piccolo gesto ho capito che passerà la sera a provocarmi, in quella maniera che vedo solo io. In quella maniera che solo una Donna sensuale, spiritosa, appassionata, intelligente e innamorata come lei sa fare.