martedì 30 ottobre 2007

Ogni giorno è un nuovo giorno...

Ogni mattina la radiosveglia si accende alle 6.40, su Rai2. Poco dopo inizia un oroscopo, e dopo l'oroscopo c'é l'astrologa che risponde alla domande degli ascoltatori, che arrivano via SMS.


 

Le domande sono, per il 95%, tutte sullo stessa falsariga: io pesci, lei cancro, si accorgerà di me?

Tante domande, di tanti tipi, tutte a riguardo di come andrà il futuro di una storia sentimentale.



A prescindere dalla affidabilità della previsione fatta in base all'astrologia, mi fa pensare il fatto che questo sia l'argomento principale delle domande. Ma poi penso ad altre situazioni. Magari basta pensare al testo di molte canzoni. Sono tante che trattano di storie d'amore. Tante che finiscono. Qualcuna che comincia. Poche che proseguono.



Basta frequentare una chat per vedere come spesso il bisogno di trovare qualcuno con cui condividere la propria emotività sia il motivo che spinge la maggioranza dei chatters a chattare. Alla fine sembra che la nostra vita sia una continua ricerca di qualcuno che possa darci delle emozioni, ma con la consapevolezza di cercare il sacro Graal.



Tutti dicono che esiste, qualcuno ne parla, a volte crediamo di averlo trovato. Poi dobbiamo ricrederci, e ricominciare a cercare. Questa ricerca a volte perde di poesia, e diventa solo cercare qualcuno con cui fare del sesso. Magari si crede di avere risolto qualcosa, magari per un poco si crede di stare bene. Poi un giorno ci si accorge che dopo una bella scopata in realtà dentro di noi non resta nulla... anzi... dopo si ha ancora meno di prima. E si sente dentro il bisogno di qualcosa di più.



Bisogno che se insoddisfatto non ci fa stare bene.

E non crediamo che sia una cosa che capita a pochi. Basta entrare un poco in confidenza con un amico o una amica per capire come dietro al 90% dei rapporti di coppia che sembrano funzionare, ci sia invece solo routine, apatia, e mancanza di emozioni.



A volte vorrei imparare a non avere sentimenti, imparare a fregarmene se non ho nessuno da amare o se non sento l'amore di qualcuno per me. Poi avviene che una Donna mi sorride. Avviene che capisco che sorride perchè l'ho fatta sorridere. Avviene che capisco che non imparerò mai.



Capisco che le Donne sono meravigliose, complicate, a volte assurde ma sempre fantastiche, e non si può vivere senza di loro. Non si può vivere senza un sorriso, una carezza, un bacio di una Donna.



Forse, però, è meglio così.

A proposito di canzoni

Ho messo il testo di due canzoni di Tiziano Ferro, che sono un esempio di come spesso le canzoni parlano di storie che iniziano o che finiscono. Ho messo queste due perché Ferro mi piace in modo particolare, i testi delle sue canzoni non sono mai banali, e tra l'altro canta in un modo che trovo unico.



Spero che Tiziano Ferro piaccia anche a voi....

Una storia che comincia

Già ti guarda Alice (T. Ferro)



E parlerà il destino e ciò che dice

È che da poco già ti guarda Alice

E forse ti dirà ciò che non sai ancora

E quello che non sa lo imparerà da ora



E parlerà il destino, già lo dice

Che basta poco e già... già sarà felice

E quello che tu non le hai detto già risuona

Nel suo futuro perché non è tempo ancora



Nessuno è solo finché di notte

Anche lontano ha chi non dorme

Per pensare a lui e penserai a lei ancora

Rimani e pensa a questa notte

A quelle cose dette e fatte

A tutto il tempo ancora senza rimpianti

Che avrai davanti insieme a lei

Insieme a lei

Insieme a lei uòh oh oh oh-ò-o-o



E forse non sarà come credevi

Perché sarà anche meglio di ciò che speravi



Nessuno è solo finché di notte

Anche lontano ha chi non dorme

Per pensare a lui e penserai a lei ancora

Rimani e pensa a questa notte

A quelle cose dette e fatte

A tutto il tempo ancora senza rimpianti

Che avrai davanti insieme a lei



E te ne accorgerai

Ovunque... guarderà

Sta già iniziando da stanotte

La vita ora la abbraccia forte

E anche a te... uohò oh oh

Perché... più l'ami... più lei poi!

Ti... ti amerà! ah-a ah-a-a

oh o o o o o o-o-o-o

Oh o o o o o eee



Nessuno è solo finché di notte

Anche lontano ha chi non dorme

Per pensare a lui e penserai a lei ancora

Rimani e pensa a questa notte

A quelle cose dette e fatte

A tutto il tempo ancora

Senza rimpianti

Che avrai davanti insieme a lei



E parlerà il destino e ciò che dice

È che da poco già... già ti guarda Alice

Una storia che finisce

Ti scatterò una foto (T.Ferro)



Ricorderò e comunque anche se non vorrai

Ti sposerò perché non te l'ho detto mai

Come fa male cercare, trovarti poco dopo

E nell'ansia che ti perdo ti scatterò una foto...

Ti scatterò una foto...



Ricorderò e comunque e so che non vorrai

Ti chiamerò perché tanto non risponderai

Come fa ridere adesso pensarti come a un gioco

E capendo che ti ho perso ti scatto un'altra foto



Perché piccola potresti andartene dalle mie mani

Ed i giorni da prima lontani saranno anni



E ti scorderai di me

Quando piove i profili e le case ricordano te

E sarà bellissimo

Perché gioia e dolore han lo stesso sapore con te



Io vorrei soltanto che la notte ora velocemente andasse

E tutto ciò che hai di me di colpo non tornasse

E voglio amore e tutte le attenzioni che sai dare

E voglio indifferenza semmai mi vorrai ferire



E riconobbi il tuo sguardo in quello di un passante

Ma pure avendoti qui ti sentirei distante

Cosa può significare sentirsi piccolo

Quando sei il più grande sogno il più grande incubo



Siamo figli di mondi diversi una sola memoria

Che cancella e disegna distratta la stessa storia



E ti scorderai di me

Quando piove i profili e le case ricordano te

E sarà bellissimo

Perché gioia e dolore han lo stesso sapore con te



Io vorrei soltanto che la notte ora velocemente andasse

E tutto ciò che hai di me di colpo non tornasse

E voglio amore e tutte le attenzioni che sai dare

E voglio indifferenza semmai mi vorrai ferire



Non basta più il ricordo

Ora voglio il tuo ritorno...



E sarà bellissimo

Perché gioia e dolore han lo stesso sapore lo stesso sapore con te



Io vorrei soltanto che la notte ora velocemente andasse

E tutto ciò che hai di me di colpo non tornasse

E voglio amore e tutte le attenzioni che sai dare

E voglio indifferenza semmai mi vorrai ferire

E voglio indifferenza semmai mi vorrai ferire...

lunedì 29 ottobre 2007

Metti una sera a cena....

Quella sera dovevamo uscire con degli amici, e io sono arrivato a casa sua prima del previsto. Lei stava finendo di vestirsi, e mentre aspettavo ero andato in bagno. Mentre ero davanti al lavandino e mi stavo guardando nello specchio lei entra in bagno. Si era messa una gonna nera a pieghe che arrivava sopra al ginocchio, e una camicetta nera scollata.



Si infila tra me e il lavandino e mi spinge indietro dandomi una spinta con il sedere, per mettersi davanti allo specchio per truccarsi.



“Uela’… che modi” le dico scherzando.

“Scusa, ma devo fare in fretta… sta diventando tardi” mi risponde



Lei era davanti a me e continuava a spingermi via con il sedere. Allora la prendo per i fianchi e la tiro contro di me, e mi strofino contro di lei



“Visto che insisti… ne approfitto”.

"Sei sempre il solito” mi dice, mentre si appoggia al lavandino per non perdere l’equilibrio. Poi prende il rossetto e comincia a metterselo. Io continuo ad approfittarmene, e le dico “Beh… dai… non è così tardi… un piccolo diversivo potremmo permettercelo”



Lei fa finta di nulla e sussurra “Sei un porco… e in ogni caso è tardi, non ci pensare nemmeno”.

Se all’inizio la mia proposta era uno scherzo, sentire il suo profumo, guardare il suo viso allo specchio, sentire il suo sedere contro al mio pube mi stava facendo venire voglia per davvero. Mentre la tengo contro di me faccio scivolare le mani verso il basso, sulle sue gambe, e sento che aveva messo delle calze autoreggenti.



Foto1Sentendo la mia insistenza lei si ferma un momento di mettersi il rossetto e fa scivolare una mano dietro al suo sedere, accarezzandomi il pube. Sente chiaramente la mia eccitazione, si sofferma un attimo e sorridendo ripete “si… sei proprio un porco…” e toglie la mano e sta per riaprire il rossetto.



Faccio risalire le mani sotto la gonna, lungo le calze. Sento il fresco della sua pelle sotto le mani, al termine della balza delle calze, l’accarezzo prima verso il suo pube, poi faccio scivolare le mani sul suo sedere, afferrandogli le natiche dal basso.



Lei non ha nessuna reazione e continua a truccarsi. Il mio desiderio è ancora di più, allora mi slaccio e mi abbasso i pantaloni, abbasso un poco gli slip e dopo averle alzato la gonna le faccio scivolare il mio sesso tra le gambe. Sento il fresco della sua pelle, che contrasta con il calore del mio sesso in erezione.



Lei non dice nulla, ma socchiude un poco le cosce, in modo da permettermi di stare tra di esse, per poi stringermi tra di esse. Appena lo fa mi da un brivido, e poi continua a stringere, due, tre, quattro volte… io la prendo per i fianchi e la tiro contro di me.



“Contento? Dai, tirati via che dobbiamo andare…” mi dice mentre mette giù il rossetto, e fa per muoversi. Però io non ero d’accordo. La tengo contro di me mentre faccio un passo indietro, lei si sbilancia, e si appoggia sul lavandino. Le infilo un piede tra i suoi e le sposto i piedi per farle aprire un poco le gambe, le tengo una mano sotto la pancia e l’altra l’appoggio tra le spalle per spingerla giù. Prima che abbia il tempo di dire qualcosa bagno con la saliva l’indice e il pollice della mano destra, le infilo l’altra mano sotto la gonna per spostarle il perizoma, e faccio scivolare dentro di lei le mie dita.



“Ma che stai fac……” le parole si spengono in bocca lasciando posto ad un sospiro. Mi appoggio a lei per tenerla giù, le cingo la vita con un braccio mentre spingo piano le mie dita dentro di lei. Ad ogni movimento un suo sospiro.



Faccio scivolare fuori le dita, lei cerca di rialzarsi appoggiandosi al lavandino, io me le metto in bocca, sento il profumo del suo sesso, il suo sapore, le bagno di nuovo, e in un attimo sono ancora tra le sue cosce. Scivolano ancora dentro di lei, questa volta più facilmente di prima, ancora più profondamente di prima.



“Dai smett…” ancora un sospiro ferma le sue parole, le mie carezze le danno altri sospiri e non le permettono di parlare. Mi alzo un poco, faccio ancora scivolare le mia dita fuori dal suo corpo, le bagno ancora e le faccio scivolare sulla punta del mio sesso. L’eccitazione era fortissima, mi avvicino a lei e questa volta spingo il mio sesso dentro al suo.



Prima solo la punta… e sento la sua reazione. Un respiro che si ferma a metà. Poi l’afferro per i fianchi e mi spingo dentro di lei, con dolcezza ma decisione. Il suo respiro finisce, di colpo, con un brivido. “…ma… cosa sei… “



Ero eccitato in un modo incredibile, la sentivo particolarmente, era strettissima, e lei sentiva me alla stessa maniera. Poi la tengo per i fianchi, e mi muovo dentro di lei. Una, due, tre volte. Piano, fin quasi ad uscire, e poi a rientrare, in fondo, e poi di nuovo…



Ogni volta un sospiro, un sussulto. Poi mi fermo…

“Cosa succede tesoro mio?”

“Succede che credevo tu fossi un porco… ma invece sei un gran maiale…”

“Guarda che non ti conviene darmi del maiale… ricorda che le femmine del maiale si chiamano troie…”

“Lo so… mi stai scopando come una troia… quindi devi essere un maiale…” mi risponde sorridendo.

“Beh, comunque ora si sta facendo tardi, forse è meglio finire di prepararsi…” dicendo così allento la presa sui suoi fianchi, e faccio per tirarmi indietro.



Lei con una mano si appoggia al lavandino, si inarca un poco, una l’altra mano dietro al mio sedere, e ci pianta dentro le unghie. “Eh no… vuoi scoparmi come una troia? Ora fammi godere come una troia…” e mi tira contro di se.



“Se proprio insisti…” le rispondo sorridendo… e le rimetto le mani sui fianchi.



Lei si abbassa sul lavandino, la sposto un poco di fianco, le prendo la gamba destra e l’alzo per appoggiarla sul lavandino. Quasi perde l’equilibrio ma poi si appoggia meglio anche al mobiletto del bagno. Io mi sposto tra le sue cosce, e mi spingo dentro di lei. Lei alza lo sguardo, e ci guardiamo nello specchio.



Comincio a muovermi piano. Lo sentivo particolarmente grosso, sentivo ogni piccolo movimento, e li sentiva anche lei. Lei si gira all’indietro per guardarmi, per farlo appoggia la mano destra sul suo sedere per aiutarsi a ruotare le spalle, le afferro la mano, la tiro contro di me, continuo a spingermi dentro di lei. Faccio attenzione ad ogni suo sospiro, ad ogni sua espressione, mi eccito sempre di più. Sento il suo piacere salire, brivido dopo brivido, fino a sentire ogni brivido trasformarsi in una contrazione. Sento che mi stringe dentro di lei, vedo la sua espressione, sento il suo orgasmo.



 Veloce, intenso, inatteso. Era successo tutto in meno di due minuti. Io continuo a muovermi dentro di lei. Lei lascia la mia mano, si appoggia al lavandino e si spinge contro di me. “Ora pensa a te… dai… “

Io continuo a muovermi, dentro e fuori, sento il mio piacere salire, volevo impazzire dentro di lei. Mi avvicino a lei, mi sdraio un poco sulla sua schiena, le faccio scivolare la mia mano sotto la gonna, tra le sue cosce, voglio arrivare al suo sesso… ma non ci riesco.



Le prendo allora la mano, la infilo tra le sue cosce, afferro il suo polso e spingo la mano ancora più giù.



Sento la sua mano toccarmi i testicoli, una carezza… un’altra… poi le dita passano sul suo sesso, e comincia ad accarezzarsi. Sento i suoi brividi salire. Salgono anche i miei… sento il suo piacere aumentare, e mi distraggo dal mio.



Mi sollevo un poco, l’afferro e continuo ad entrare ed uscire, questa volta con più energia. La guardo dallo specchio, e vedo di nuovo il suo orgasmo. Questa volta le contrazioni sono fortissime, quasi da farmi male. Lei quasi urla, non riesce a stare ferma…



Io rallento un attimo, lei si rilassa un poco, e tira giù la gamba dal lavandino. Mi sorride allo specchio, si spinge un poco contro di me, e mi da un brivido. Poi si tira in avanti, io esco da lei, si gira, si inginocchia davanti a me, mi mette una mano tra le gambe, spingendo dentro di me un dito, non prima di averlo bagnato con la saliva.



Con l’altra mano mi afferra il sesso, e lo porta alla sua bocca. La punta tra le sue labbra, che lo stringono scivolando su e giù, sento la sua lingua che accarezza la punta, e la sua mano mi accarezza per il resto della lunghezza, tirandolo verso la sua bocca.



La guardo, e lei mi guarda negli occhi. Si sposta un poco da me solo per dire, a bassa voce, “ora voglio te…”, sempre senza mai togliere il suo sguardo dai miei occhi, e tenendo il mio sesso tra le sue labbra.

Una… due carezze… sento la sua lingua… e di colpo una sensazione fortissima… sento la sua mano tra le mie cosce, sta spingendo il suo dito dentro di me… e io perdo totalmente il controllo.



Sento il piacere partire dallo stomaco, andare in basso, diventare caldo, ed uscire da me in fiotti caldi e violenti. Lei non smette un attimo di accarezzarmi e di baciarmi. Vedo i suoi occhi sorridere, le sue labbra diventare più lucide. Con una mano mi devo appoggiare al lavandino… l’altra sulla sua testa. Quasi senza accorgermi la tiro verso di me, e sento il mio sesso entrare piano nella sua bocca. Lei mette le sue mani dietro al mio sedere, e mi tira verso di se. Sempre guardandomi negli occhi.



Una… due… tre… quattro… contrazioni interminabili…. Il piacere si placa, lei continua a baciarmi, ad accarezzarmi con la lingua. Mi fa uscire piano dalla sua bocca, si alza, avvicina la sua bocca alla mia e mi bacia.

Un sapore dolce, strano. Il mio. Sento la sue labbra scivolare sulle mie. Sento la sua lingua contro la mia, calda, pastosa.



Mi guarda, sorrideva, e io sorridevo a lei. “Visto che continuavi a pensare a me, allora ho capito dovevo essere io a pensare a te …”

“Si… e ci hai pensato fino all’ultima goccia direi…”

“Sai, sul nero macchia… non poi mi sarei dovuta cambiare… non potevo rischiare…”

“Già… ottima considerazione…”

“E poi volevo averti dentro di me… tenerti dentro di me… ora ci sei… mi piace l’idea di sapere che ho qualcosa di tuo dentro di me… ti sento particolarmente mio…”



Cominciammo a metterci a posto, a rivestirci… “comunque questa sera non mangiare troppo… “ aggiunge lei “…quando torniamo a casa abbiamo da fare…”



La guardo un poco perplesso… vede il mio sguardo e dice “hai svegliato il can che dorme? Ora ti toccherà rimetterlo a cuccia… Questo era un acconto, il saldo lo riscuoterò quando torneremo a casa….”

Mi da un bacio leggero sulle labbra, si asciuga le labbra con una velina, e si rimette il rossetto… oramai era andato via.



Mentre usciamo di casa il suo sguardo la dice lunga. Lei sa come accendere la mia attenzione, e da qualche piccolo gesto ho capito che passerà la sera a provocarmi, in quella maniera che vedo solo io. In quella maniera che solo una Donna sensuale, spiritosa, appassionata, intelligente e innamorata come lei sa fare.

domenica 28 ottobre 2007

Quello che le Donne non dicono...

E' una canzone di Fiorella Mannoia, che oggi mi è venuta in mente.

L'ho riascoltata, era da tempo che non l'ascoltavo.

Mi piace molto, come mi piacciono molte sue altre canzoni.

Questa la voglio riportare qui, però un poco cambiata nel testo.

Dopotutto se la scrivo qui è per dedicarla alle Donne, quindi aveva senso fare quelle modifiche.



Buona lettura





Vi fanno compagnia certe lettere d'amore

parole che restano con voi,

e non andate via ma nascondete del dolore che scivola,

lo sentirete poi,

avete troppa fantasia,

e se dite una bugia è una mancata verità che

prima o poi succederà

cambia il vento ma voi no

e se vi trasformate un po' è per la

voglia di piacere a chi c'è già o potrà

arrivare a stare con voi.

Siete così è difficile spiegare certe giornate amare,

lascio stare, tanto vi potrò trovare qui,

con le vostre notti bianche,

ma non sarete stanche neanche quando mi direte ancora un altro "si".



In fretta vanno via della giornate senza fine,

silenzi che familiarità,

e lasciano una scia le frasi da bambine

che tornano, ma chi le ascolterà...

E dalle macchine per voi

i complimenti dei playboy

ma non li sentite più

se c'è chi non ve li fa più

cambia il vento ma voi no

e se vi confondete un po'

è per la voglia di capire chi non riesce più a parlare

ancora con voi.

Siete così, dolcemente complicate,

sempre più emozionate, delicate ,

ma potrò trovarvi ancora quì

nelle sere tempestose

porterò delle rose

nuove cose

e mi direte ancora un altro "si",

è difficile spiegare

certe giornate amare, lascia stare, tanto vi potrò trovare qui,

con le vostre notti bianche,

ma non sarete stanche neanche quando mi direte ancora un altro "si".

venerdì 26 ottobre 2007

Donne con la gonna

Ricorda una canzone di Vecchioni, ma é qualcosa che mi piace sempre vedere.

C'è qualcosa, nella gonna, di molto femminile. Forse il fatto che nasconda di più le forme femminili dei pantaloni. Dopotutto ed interessa seduce di più qualcosa di nascosto piuttosto che qualcosa di palesemente mostrato.



Un paio di pantaloni attillati possono mettere in mostra un bel sedere, ma scoprirlo dopo che una donna si é tolta la gonna che in parte lo celava, lo trovo molto più intrigante. Anche perché quello spettacolo é solo per me. Ed é questo il motivo per cui io adoro giocare con una donna quando indossa una gonna. Per il gusto della scoperta, del violare un segreto, il segreto che lei nasconde sotto la sua gonna.



Quando le mie mani scivolano dai suoi fianchi verso il basso, sento che le sensazioni che ricevo dalle mani stesse perdono di definizione. Fino a che le ho sui fianchi sento il suo corpo sotto la sua camicetta, ma quando scendono la gonna maschera meglio le sue forme. Scendono sui fianchi, sulle gambe, risalgono sul sedere. Sento sotto il tessuto i rilievi della sua biancheria. Sento che tipo di calze ha sotto. Sento come la biancheria le disegna il corpo, e mi viene voglia di cominciare ad alzare la gonna per scoprire cosa ci sia sotto.



A volte ci riesco, ma a volte no, perché e stretta, e non sale... Allora la spingo a sdraiarsi, e comincio ad accarezzarla sulle gambe mentre le bacio l'ombelico. La mano scende sui polpacci, e io mi abbasso a baciarle le ginocchia, e poi l'interno delle gambe. A questo punto già guardarle sotto la gonna mi fa un effetto strano. Intravedo il suo corpo, vedo la sua pelle dove finiscono le gambe, vedo il suo corpo coperto dalla biancheria. E incomincio ad associare una immagine alle sensazioni tattili che provavo prima, mentre la toccavo da sopra la gonna.



A questo punto le mani salgono sulle gambe, sulle cosce, se la gonna lo permette non la faccio nemmeno salire, altrimenti comincio a farla scivolare verso l'alto. Le gonne che preferisco sono quelle a portafoglio, abbastanza lunghe. Nascondono tutto, ma si possono aprire per trovarlo meglio... Aprire la gonna, fare scivolare le mani e le labbra sulle sue gambe, fino al suo pube, baciarla, sfiorarla con la lingua... scoprirla con la mia bocca.... mmmmmmmmm



Sentire il suo profumo, e quando le sono tra le gambe, sentire prima il profumo di fresco della sua biancheria, e poi sentire il profumo del suo corpo, del suo sesso. Darle una serie di baci, da una coscia all'altra, passando sul suo morbidissimo ed invitante sesso. Ci passo una volta, due, tre... ogni volta con maggiore intensità, facendole sentire di più le mie labbra... e ad un certo punto le faccio sentire la mia bocca che la prende, le faccio sentire i miei denti che la mordono. E lei ha un sussulto di piacere.



Foto2Non la mordo per farle male, ma per farle sentire che ci sono. E poi le do’ un altro morso, poi serro le labbra, poi sente la mia lingua, anche attraverso il tessuto della biancheria. Spingo la mia bocca contro di lei, le alzo ancora di più la gonna, sento le sue mani contro la mia testa che mi tirano a lei. E sento la sua mano sotto la mia bocca, che scopre davanti a me il suo corpo.

 

La mia bocca la cerca, ci gioca, la lingua comincia a scendere e ad entrare dentro di lei. Sento che le piace, sempre di più. La fa impazzire, la fa gemere, la fa godere. La lingua entra ed esce, lei mi prende la testa per darmi il ritmo, sento che il piacere aumenta fino all'orgasmo che fa sì che lei cambi di sapore. Il sapore del suo piacere mi fa impazzire. Poi ci calmiamo, e mi alzo, anche lei si alza. La gonna cade, al suo posto. A vederla sembra che non sia successo nulla, é perfetta, solo un poco stropicciata la gonna, ma nemmeno sempre....



Ma qualcosa é successo, infatti mi alza, mi fa sdraiare sul letto, e mi si mette a cavalcioni. La gonna é ampia, e glielo permette. Si mette all'altezza della ginocchia, e mi apre i pantaloni, e comincia a giocare con me da sopra la biancheria. Capisco che mi vuole torturare, come ho fatto io con lei. Sento le sue mani, ma le sensazioni sono attutite dal cotone che si frappone tra le mani ed il mio corpo. Lei continua fino a che ha le mani bagnate, malgrado ci sia la mia biancheria in mezzo. E ora l'abbassa, lo prende tra le mani, lo stringe e ci gioca.



Mi fa impazzire con le sue carezze, a volte si tira indietro e lo bacia a lungo, ma poi risale, si mette a cavalcioni, e io non vedo più nulla. Non vedo perché la gonna copre tutto, come un sipario. Si mette una mano sotto la gonna, capisco che si accarezza, ma devo solo immaginarlo. Poi sento che mi prende, sento che mi porta verso di lei, e si accarezza con la punta del mio sesso. Per forse un interminabile minuto sento ogni dettaglio dell'esterno del suo sesso, per poi sentire lei che mi prende, e che mi fa sentire ora il suo interno... Lei si muove su di me, e io non vedo nulla.



La sua gonna ora mi nasconde i particolari, ma sento comunque tutto, e sento che lei impazzisce di piacere, fino ad arrivare prima al suo orgasmo, poi la sua attenzione si focalizza... e gioca con il mio sesso come se stesse baciandolo e succhiandolo... ma non usa la bocca... A questo punto io raggiungo il mio orgasmo in pochi istanti, chiamato a questo dal suo amore e dalla sua passione. Dopo qualche minuto lei si alza, si rassetta, e si mette in ginocchio sul letto.



É solo spettinata, una espressione molto rilassata, ma sembra ancora che non sia successo nulla...  Il fatto di essere ancora praticamente vestita fa sembrare che sia arrivata lì in quel momento. Ma non é stato così. Poi anche io mi metto in ginocchio, davanti a lei, e la bacio... ma so già cosa vuole che faccia, so come vuole si prosegua... ma ora il racconto é stato fin troppo lungo...



Si, con la gonna ci sono più possibilità di provare quella sensazione di "scoprire" qualcosa, anche se dovrei sapere benissimo cosa c'è sotto. Ma ogni volta il gioco di scoprire cosa si nasconde sotto quella gonna è qualcosa di speciale, ed in fin dei conti sempre diverso.

giovedì 25 ottobre 2007

Della Donna e della Motocicletta...

Questo blog nasce per lo stesso motivo per cui credo nascano tutti i blog che ci sono sulla rete. Un poco per la necessità di dire ad altri quello che si sente dentro di noi, un poco per narcisismo. Cercando di definire i motivi che spingono delle persone ad aprire in blog credo si possa arrivare a scrivere un trattato di psicologia, e non è questa la sede. Qui mi limito a dire quali sono i miei interessi e di cosa scriverò.



I miei interessi sono fondamentalmente due, la Donna e la Motocicletta. Le vivo entrambe con passione, non in modo superficiale. Della Motocicletta mi appassiona il senso di libertà che ho quando posso andarci in giro per le strade del mondo, non cerco il brivido dei Km/ora ma trovo il senso della Motocicletta nei Km/anno. Il bello dell’andare in moto è lo scoprire cosa c’è dietro ogni curva, scoprire la valle che si apre dopo ogni passo, sentire nell’aria il profumo dell’erba appena tagliata percorrendo piccole strade secondarie. Per qualcuno è una passione pericolosa, ma credo sia pericolosa quanto l’altra passione che ho: la Donna. Questo blog parlerà soprattutto di questa.



Qualcuno direbbe che la sua passione sono “le donne”, io sento di avere una passione per “la Donna”. Diversa da me nel pensare, nell’agire, nel muoversi. Così diversa da essere a volte complicata e incomprensibile, e in questi momenti scopro in me il desiderio di scoprirla, di provare a conoscerla e a capirla, anche se poi a volte finisco per arrendermi, e sentire quasi piacevole quella sensazione che si prova dentro di noi quando dobbiamo accettare di non riuscire a capire quello che abbiamo davanti.



Le sensazioni che provo sono alla fine complementari. La Motocicletta la posso dominare, la faccio andare dove voglio io, mi porta a scoprire posti nuovi mai visti prima. La Donna è indipendente, e più lo è più mi piace, si vive e si viaggia con una Donna solo concordando con lei come agire, ed è lei stessa a farsi scoprire, un poco per volta.



Entrambe hanno una cosa in comune. Più le si conosce, più i limiti si spostano, e più i limiti si spostano, più le cose che si possono fare diventano uniche ed esclusive. Più le cose che si fanno danno emozioni profonde… più aumenta il rischio di esagerare.Esagerando entro certi limiti si finisce con il farsi male, e i segni resteranno per sempre dentro di noi… a volte anche fuori.



L’unica differenza è che quando si esagera troppo. In questi casi si scopre che una Donna sa anche (a volte) perdonare… ma mai darlo per scontato.



Una Motocicletta non perdona mai.

mercoledì 24 ottobre 2007

La prima volta....

Oggi ho aperto un blog... questo...



E' da tempo che pensavo di farlo, dopotutto avevo già realizzato alcuni siti web e partecipato ad altre forme di comunicazione sul web, poi il tempo non mi ha permesso di proseguire. Poi è scoppiata la moda dei blog, e ora volevo provare a farne uno anche io.



Come dice anche il titolo il blog parlerà delle donne, o meglio, delle donne con la gonna, che per me non sono necessariamente quelle che ne indossano una, ma quelle donne a cui piace essere femmina, a cui piace piacere agli uomini, che sanno esserlo in ogni momento, sia fuori dal letto che in un letto...



C'è una canzone di Vecchioni che parla di donne con la gonna... e un poco descrive quello che intendo io.



Nei prossimi giorni racconterò qualcosa di più, magari sarà più chiaro. Per ora saluto chi ha avuto voglia di leggere questo mio primo post.