Oggi rientravo da Milano, in moto, sotto la pioggia. Oramai mi sta piacendo anche guidare al buio con la pioggia. Mentre l’autostrada scorre sotto le ruote, con il sottofondo del ronzio del quadricilindrico bavarese che mi spinge a poco più di cento all’ora, con i punti rossi delle luci di posizione delle auto che mi precedono, il buio e la pioggia… la musica nel casco, a volte non mi sembra nemmeno di essere sulla strada.
Il riproduttore MP3 è in random, non segue la sequenza originale, le canzoni si susseguono a caso. Ascolto “Indietro” scritta da Ivano Fossati, praticamente una poesia..
Nemico della logica morale.
Opposto della fisica normale.
Geometria degli angoli nascosti, nostri.
E adesso!
Ripenso a quella foto insieme.
Decido che non ti avrei mai perduta,
mai perduta, perché ti volevo troppo.
Mancano i colpi al cuore.
Quel poco tanto di dolore.
Quell’attitudine di chi ricorda tutto, ma se…
Cerco lo vedo.
L’amore va veloce e tu stai indietro.
Se cerchi mi vedi.
Il bene più segreto sfugge all’uomo che non guarda avanti, mai.
La strada prosegue, cambia la canzone… “Assurdo Pensare”
non vadano bene e vadano rese
È assurdo pensare che giunti a un traguardo
neanche ci arrivi e diventa un ricordo
È assurdo pensare ma è lecito farlo
e son meno triste se almeno ti parlo
La canzone finisce, ora inizia “Il sole esiste per tutti” che ad un certo punto dice…
E ti vedo morire
Ti fermo all’inferno e mi perdo perché
Non ti lasci salvare da me
E nego i ricordi peggiori
Richiamo i migliori pensieri
Vorrei ricordassi tra i drammi più brutti
Che il sole esiste per tutti
Si, lo sento davanti a me, anche se davanti a me ho il buio della notte con la scia dei fanali rossi, so che di fronte a me ho comunque il sole. E’ in fondo alla strada, forse non so nemmeno bene dove sia, su una strada che ora sto percorrendo da solo. E per la prima volta non sento malinconia per il fatto di essere da solo a percorrere la mia strada.
Si sta avvicinando lo svincolo, devo uscire dalla autostrada. Le canzoni si sono susseguite a caso, ma sembrava che la sequenza avesse un senso. Esco a malincuore dalla autostrada. Era piacevole viaggiare nel buio. Volevo arrivare alla fine, dove mi aspettava il sole. E’ finita l’autostrada, è finita la musica, ma soprattutto mi sono accorto che sono finite le lacrime. Oramai tutte quelle che avevo da spendere sono state spese.
Nel buio della strada cantavo nel casco, con il sorriso. E poi dicono che Tiziano Ferro mette malinconia. A me ha dato qualcosa di particolare. A volte basta una canzone. Magari ascoltata in moto. Inizia Breathe Gentle, la versione in inglese di Indietro. Mi piace molto quella canzone. Mentre l’ascolto prendo lo svincolo, la moto danza sulle curve. La moto con la quale vivo delle emozioni anche guidando al buio sotto la pioggia, cosa che una volta non sopportavo.
Le cose cambiano, a volte con una velocità inaspettata. E ripenso a qualche giorno prima, quando aspettai di arrivare a casa per rispondere ad un sms. Ci ripenso e capisco che il prossimo sms lo vivrò in un modo diverso.