domenica 16 novembre 2008

Basta una canzone

In questi giorni sto ascoltando l’ultimo disco di Tiziano Ferro. Ultimamente la musica la ascolto solo andando in moto. Mi piace molto come canta, usa la voce in modo particolare, anche i testi non possono essere ascoltati una volta sola per potere essere compresi.



Oggi rientravo da Milano, in moto, sotto la pioggia. Oramai mi sta piacendo anche guidare al buio con la pioggia. Mentre l’autostrada scorre sotto le ruote, con il sottofondo del ronzio del quadricilindrico bavarese che mi spinge a poco più di cento all’ora, con i punti rossi delle luci di posizione delle auto che mi precedono, il buio e la pioggia… la musica nel casco, a volte non mi sembra nemmeno di essere sulla strada.



Il riproduttore MP3 è in random, non segue la sequenza originale, le canzoni si susseguono a caso. Ascolto “Indietro” scritta da Ivano Fossati, praticamente una poesia..




Ricevo il tuo contrordine speciale.

Nemico della logica morale.

Opposto della fisica normale.

Geometria degli angoli nascosti, nostri.

E adesso!

Ripenso a quella foto insieme.

Decido che non ti avrei mai perduta,

mai perduta, perché ti volevo troppo.



Mancano i colpi al cuore.

Quel poco tanto di dolore.

Quell’attitudine di chi ricorda tutto, ma se…



Cerco lo vedo.

L’amore va veloce e tu stai indietro.

Se cerchi mi vedi.

Il bene più segreto sfugge all’uomo che non guarda avanti, mai.




Il contrordine speciale… i colpi al cuore… quel poco tanto di dolore. Sapere dire le cose in questo modo, lo trovo incredibile. Poche parole che sanno descrivere sensazioni profonde. Io invece tendo ad essere prolisso. Invidio chi sa scrivere così. Ma il senso finale lo trovo importante. L’amore va veloce, ma non tutti sanno stare al passo. E poi sfuggono le cose più belle a chi non guarda mai avanti.




La strada prosegue, cambia la canzone… “Assurdo Pensare”



È assurdo pensare che a volte le cose

non vadano bene e vadano rese

È assurdo pensare che giunti a un traguardo

neanche ci arrivi e diventa un ricordo

È assurdo pensare ma è lecito farlo

e son meno triste se almeno ti parlo




E’ proprio così. A volte si guarda ad un traguardo, e prima ancora di raggiungerlo, questo è un ricordo. Una sensazione che ho avuto molto forte dentro di me. Forse troppe volte.



La canzone finisce, ora inizia “Il sole esiste per tutti” che ad un certo punto dice…




Ti fermo alle luci al tramonto e ti guardo negli occhi

E ti vedo morire

Ti fermo all’inferno e mi perdo perché

Non ti lasci salvare da me

E nego i ricordi peggiori

Richiamo i migliori pensieri

Vorrei ricordassi tra i drammi più brutti

Che il sole esiste per tutti




Anche in questo caso questa canzone mi fa rivedere nella mente dei momenti che avevo vissuto. Come se li avesse descritti uno ad uno. Mentre ascolto la canzone canto, nel casco… però alla fine mi viene spontaneo cambiare l’ultima frase. Il sole esiste per tutti… esiste anche per me….



Si, lo sento davanti a me, anche se davanti a me ho il buio della notte con la scia dei fanali rossi, so che di fronte a me ho comunque il sole. E’ in fondo alla strada, forse non so nemmeno bene dove sia, su una strada che ora sto percorrendo da solo. E per la prima volta non sento malinconia per il fatto di essere da solo a percorrere la mia strada.



Si sta avvicinando lo svincolo, devo uscire dalla autostrada. Le canzoni si sono susseguite a caso, ma sembrava che la sequenza avesse un senso. Esco a malincuore dalla autostrada. Era piacevole viaggiare nel buio. Volevo arrivare alla fine, dove mi aspettava il sole. E’ finita l’autostrada, è finita la musica, ma soprattutto mi sono accorto che sono finite le lacrime. Oramai tutte quelle che avevo da spendere sono state spese.



Nel buio della strada cantavo nel casco, con il sorriso. E poi dicono che Tiziano Ferro mette malinconia. A me ha dato qualcosa di particolare. A volte basta una canzone. Magari ascoltata in moto. Inizia Breathe Gentle, la versione in inglese di Indietro. Mi piace molto quella canzone. Mentre l’ascolto prendo lo svincolo, la moto danza sulle curve. La moto con la quale vivo delle emozioni anche guidando al buio sotto la pioggia, cosa che una volta non sopportavo.



Le cose cambiano, a volte con una velocità inaspettata. E ripenso a qualche giorno prima, quando aspettai di arrivare a casa per rispondere ad un sms. Ci ripenso e capisco che il prossimo sms lo vivrò in un modo diverso.

giovedì 13 novembre 2008

Tradimenti

Ho sempre pensato che il passato abbia una grande importanza. Dal passato si può imparare molto, dai nostri errori, e anche da quelli altrui. Il passato di oggi non è altro che il presente di ieri… e quindi quello che conta è il presente. Ma il presente dura un attimo, è il momento della transizione tra il futuro e il passato. Quindi per avere un presente che abbia un senso, si deve cercare di costruirlo nel futuro.



Una parte del presente va quindi impiegata per imparare dal passato per poi potere costruire il futuro. La restante parte del presente viene vissuta vedendo avvicinarsi quello che fino a ieri era il nostro futuro… futuro che avremo cercato di costruire nei giorni ancora precedenti…



E’ una cosa impegnativa, e sono in tanti che non accettano questo impegno, e preferiscono vivere il presente per come viene, senza cercare di costruire, bruciando con avidità il presente. Queste persone si dimenticano che il presente che viviamo è il frutto di quello che nel passato abbiamo cercato di costruire per il nostro futuro. Sono persone che non fanno assolutamente caso al fatto che noi siamo artefici del nostro destino, e sanno solo dire che hanno un presente scadente, ma poi non fanno nulla per costruire un futuro diverso… e vivono divorando quello che hanno di buono nel presente.



Sono i figli degli acquisti a rate, del “lo farò domani”, del negare la propria disponibilità al proprio compagno/a perchè presi in altre cose che riguardano solo loro. Sono i figli dell’egoismo e del consumismo, persone che non sanno costruire perchè costruire vuole dire impegnarsi oggi per goderne domani…. sono persone opportuniste, che sanno vivere solo nel presente.



Spero di non incontrarne più nella mia vita. L’ultima che ho conosciuto mi ha fatto perdere tanto tempo, energie, serenità, facendomi anche perdere la voglia di impegnarmi, la voglia di costruire. Prima o poi questa voglia tornerà, anche se non so quando. In quel momento spero di potere scoprire che esiste anche qualcun altro che ha voglia di volersi impegnare a costruire qualcosa, invece di bruciare tutto nell’immediato.



Nel frattempo cerco di costruire il mio futuro da solo, per avere un presente da vivere da solo. Sarebbe bello farlo insieme ad un’altra persona, ma al momento non riesco a credere che sia possibile. La paura di ritrovarmi a costruire da solo è troppo forte. Non sopporterei di rivivere il malessere di ritrovarmi da solo quando si era partiti in due.



Ci sono persone per cui tradire è solo andare a letto con qualcuno che non sia il proprio partner. Per me tradire è anche abbandonare un progetto che si era scelto di comune accordo… ma pare che questo sia un concetto strano…

venerdì 7 novembre 2008

Cigarettes and coffee

I pensieri vanno e vengono. Avere molto tempo libero può essere controproducente, soprattutto quando non si sanno spegnere i pensieri. Ci sono persone che sanno non pensare, che sanno staccare. Io sono anni che provo ad imparare, ma ci riesco solo quando sono in compagnia. In quel caso i pensieri vanno al presente, a quello che sto vivendo. Quando ho una persona che richiede la mia attenzione non mi è difficile pensare alla contingenza del presente.


Però ci sono altri momenti in cui non ho questa contingenza. Altri momenti in cui i pensieri si sintonizzano su altre frequenze. In questi casi basta poco per fare tornare in mente altre situazioni, altri ricordi. Basta mettere una mano nella tasca del giubbotto per trovare qualcosa che mi riporta al passato. Un biglietto da visita di un albergo, uno scontrino di un bar.


Io continuo a buttare via roba, ma ne trovo sempre altra. La vita di tutti i giorni ha lasciato tantissime tracce, difficile fare piazza pulita. Però ultimamente gli effetti sono diversi. Un mese fa avevo trovato nel giubbotto della moto un biglietto di un albergo, ci eravamo stati ad Aprile. I ricordi erano recenti, mi prese una sensazione di malinconia, che si aggiungeva ad un mio stato d’animo non particolarmente positivo per via del lavoro.


Qualche giorno fa nel giubbotto della tuta antipioggia… altro biglietto. Un albergo di Recoaro, dove andammo almeno quattro anni fa. Ricordo ogni istante di quel giro. Dalla partenza da casa, alla fermata in quell’albergo, alla fatica di fare manovra sulla ghiaia del piazzale dell’albergo… poi tutto il resto, compresi i due giorni successivi passati con dei miei amici motociclisti. In questi casi mi rendo conto di quanto riesca ad essere dettagliata la mia memoria per certi eventi che nel momento in cui li ho vissuti, erano particolarmente piacevoli. (una bella sfiga, ve lo assicuro…)


Però, malgrado i ricordi fossero precisi come se fosse avvenuto quattro settimane fa e non quattro anni, la sensazione di malinconia non c’era più. Questa mi era passata. Anche per questo sono rimasto stupito di come mi sia sentito ieri. Sono alti e bassi, mi fa solo piacere che mi accorgo che gli alti sono sempre di più di numero e di intensità. Prima o poi i bassi finiranno…


Però resta che basta poco per risvegliare pensieri. Anche una canzone, che non sentivo da tanto tempo… Già in moto ascolto solo musica straniera, dovrei darmi da fare per ascoltarla sempre e in ogni caso. A volte bastano delle frasi di una canzone per dare ricordi….


l’amore prende i sensi ma senso non ne ha e tu

per un’avventura in più non dormirai,

tu vuoi qualcuno da far piangere

piangere quanto te










mercoledì 5 novembre 2008

Ciao, come stai?

“Ciao come stai?”



Un SMS, che mi è arrivato oggi. Inaspettato. Da lontano. Lontano nel tempo e nello spazio. Ero a Milano, stavo per prendere la moto per tornare a casa. E come vuole che stia. Me lo chiede pure. Devo proprio dirlo come sto? Forse non è il caso. Sto da schifo, momenti con alti e bassi, oggi un momento basso. Quando ripenso a lei, spesso diventa un momento basso.



E lei me lo chiede. Ma le interessa davvero come sto? Mannaggia a me e a quando le ho detto che ci si può anche sentire senza problemi, ci si conosce da sei anni, con quello che abbiamo condiviso e costruito insieme non ha senso buttare via tutto. Ma abbiamo davvero costruito insieme?



Metto via il telefono, ora non so cosa dirle. Salgo in moto, avvio il motore. Giro per Milano per andare a prendere la A8. Sul tratto che mi porta verso l’autostrada si mette a piovere. Quel messaggio mi ha fatto pensare. Già a volte vorrei spegnermi, non pensare. Vorrei proprio fare un bel reset, come faccio con un computer. Ma poi arrivano questi SMS che sembrano un restore. Un restore dal passato, un passato che quando penso sia archiviato, mi accorgo che non lo è per nulla.



Piove, la musica nel casco. Abbasso il parabrezza, la pioggia mi rende difficile vederci attraverso. Attraverso la visiera socchiusa del casco ora entra più aria, anche la pioggia. MI bagna il viso. Si mescola alle lacrime che mi stavano rendendo faticoso vedere la strada, forse riesco a non fermarmi.



Arrivo alla barriera, pago, riparto. Sento la musica, è “Viva la vida” dei Coldplay. Mi piace molto quella canzone. Ultimamente devo sentire solo musica straniera, quella in italiano è pericolosa. La musica mi prende, apro l’acceleratore. Volevo sentire il motore urlare. Vorrei urlare io, ma il motore fa più rumore. Prima, seconda, terza… le marce entrano una dopo l'altra, secche, precise, senza nemmeno usare la frizione. Motore che urla a oltre 7000 giri. In trecento metri passo i 160, il controllo automatico di volume alza il livello della musica.



Metto la quarta e la quinta una dopo l’altra, l’acqua scivola via dal parabrezza, dalla visiera. Forse piove meno, si aprono un poco le nuvole, un raggio di sole. Ricordo quella canzone ascoltata sulla Futa, sulle curve dell’appennino. Su quelle curve fatte fino a tirare giù la moto fino alle pedane, sentendola mia come non mai. Sento che mi si apre il cuore. Piove, sono in autostrada, non so nemmeno a quanto sto andando… ma non sono li. Sono in moto, sono in viaggio. Mi accorgo di stare bene. Meglio di prima.



Le lacrime non ci sono più, sento solo l’aria, il motore, la musica. La Libertà. In un attimo passano i chilometri, arrivo allo svincolo mentre la canzone finisce. Esco, arrivo a casa. Prendo il telefono. Le rispondo con un SMS. Ora posso farlo.



“Sto bene, grazie, e tu?”