giovedì 13 novembre 2008

Tradimenti

Ho sempre pensato che il passato abbia una grande importanza. Dal passato si può imparare molto, dai nostri errori, e anche da quelli altrui. Il passato di oggi non è altro che il presente di ieri… e quindi quello che conta è il presente. Ma il presente dura un attimo, è il momento della transizione tra il futuro e il passato. Quindi per avere un presente che abbia un senso, si deve cercare di costruirlo nel futuro.



Una parte del presente va quindi impiegata per imparare dal passato per poi potere costruire il futuro. La restante parte del presente viene vissuta vedendo avvicinarsi quello che fino a ieri era il nostro futuro… futuro che avremo cercato di costruire nei giorni ancora precedenti…



E’ una cosa impegnativa, e sono in tanti che non accettano questo impegno, e preferiscono vivere il presente per come viene, senza cercare di costruire, bruciando con avidità il presente. Queste persone si dimenticano che il presente che viviamo è il frutto di quello che nel passato abbiamo cercato di costruire per il nostro futuro. Sono persone che non fanno assolutamente caso al fatto che noi siamo artefici del nostro destino, e sanno solo dire che hanno un presente scadente, ma poi non fanno nulla per costruire un futuro diverso… e vivono divorando quello che hanno di buono nel presente.



Sono i figli degli acquisti a rate, del “lo farò domani”, del negare la propria disponibilità al proprio compagno/a perchè presi in altre cose che riguardano solo loro. Sono i figli dell’egoismo e del consumismo, persone che non sanno costruire perchè costruire vuole dire impegnarsi oggi per goderne domani…. sono persone opportuniste, che sanno vivere solo nel presente.



Spero di non incontrarne più nella mia vita. L’ultima che ho conosciuto mi ha fatto perdere tanto tempo, energie, serenità, facendomi anche perdere la voglia di impegnarmi, la voglia di costruire. Prima o poi questa voglia tornerà, anche se non so quando. In quel momento spero di potere scoprire che esiste anche qualcun altro che ha voglia di volersi impegnare a costruire qualcosa, invece di bruciare tutto nell’immediato.



Nel frattempo cerco di costruire il mio futuro da solo, per avere un presente da vivere da solo. Sarebbe bello farlo insieme ad un’altra persona, ma al momento non riesco a credere che sia possibile. La paura di ritrovarmi a costruire da solo è troppo forte. Non sopporterei di rivivere il malessere di ritrovarmi da solo quando si era partiti in due.



Ci sono persone per cui tradire è solo andare a letto con qualcuno che non sia il proprio partner. Per me tradire è anche abbandonare un progetto che si era scelto di comune accordo… ma pare che questo sia un concetto strano…

4 commenti:

  1. mi trovi completamente d'accordo..il tradimento non è solo quello fisico,ma è il tradire anche la fiducia,i progetti,i sentimenti altrui..

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  2. posso essere daccordo con te in tutto, ma per l'ultima parte che riguarda l'abbandono di un progetto, sono meno daccordo. A volte ci si trova davanti ad una realtà che è ben diversa da quella che c'era nel momento in cui si è creato quel progetto. Spesso abbandonare quel progetto rappresenta l'unica via per sopravvivere, e la consapevolezza di tutto questo è difficile e doloroso, di sicuro non un... concetto strano...

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  3. Riporto quello che dici alla mia esperienza personale, nel tentativo di contribuire alla tua riflessione o, nella migliore delle ipotesi, di esserti d'aiuto. In generale mi piace come disponi gli argomenti, e vale anche per questo post. Quindi non lo discuto; anzi, mi ci elevo come da un punto di partenza.

    Spesso mi chiedo se gli elementi di una disfatta, se così sì può chiamare, non fossero già presenti, avvertibili, impliciti; e se siano stati più o meno colpevolmente ignorati, o peggio omessi (dall'altro, o da noi verso noi stessi). Più banalmente, siccome la vita è dinamica, questi elementi emergono pian piano; può essere che qualcosa intervenga a sollecitarli, o che affiorino con il tempo. In ogni caso, valutarli onestamente conviene a entrambi, per quanta spesa questo costi (nel presente e nell'immediato futuro, per stare nelle tue stesse linee temporali). Raramente capita che su questo si convenga; più spesso la modalità è che uno dei due si sottragga, si ritiri, vada altrove. A me è spesso stato rimproverato (dai miei amici) un "surplus di ottimismo", che proiettava sull'altro troppo: più ciò che era reale, più di ciò che era sensato, più di ciò che era dignitoso per me ammettere e riconoscere. Almeno da un certo punto in poi. Insomma succede che il desiderio vinca e supplisca la realtà; io, per lo meno, corro spesso questo rischio. Ma il fattore tempo certo conta: è diverso ritrovarsi dopo un anno a fare un bilancio, necessario per procedere; oppure trovarsi a farlo dopo cinque o sei anni, e scoprirsi su posizioni diverse, o peggio scoprirsi soli.

    Per tanti motivi ti capisco. Mi salvo un po' con l'orgoglio (un progetto comune, condiviso, convinto, non può essere mendicato o recriminato) e un po' con la legge di casualità (ovvero: quella che oggi mi sembra una scelta inammissibile è il presupposto per un bene migliore in futuro). Insomma, recuperando quello che tu stesso dici posso solo aggiungere una chiosa, a supporto: la chiave è l'orizzonte, non il passato.

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  4. ci sono anche persone per le quali il solo pensare al tradimento è tradire.

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