martedì 27 novembre 2007

Il tempo scorre...

Mi è capitato di sentire dire che la generazione che oggi ha circa quarant'anni (la mia...) rifiuta di crescere e vogliono continuare a fare i ragazzini. I quarantenni di oggi non sono quelli di venti anni fa. Trenta anni fa si andava in discoteca ed era difficile trovare persone che avessero più di trent'anni, oggi in molti locali ci sono serate dedicate a questa fascia d'età.



Trenta anni fa a quarant'anni si era con famiglia, figli, non si usciva di casa se non la domenica per la gita pomeridiana. Le persone che vivevano da sole erano poche, e raramente lo facevano per scelta. Oggi la sera ci sono in giro forse più persone dai 30 ai 40 che non quelli più giovani, ci sono molti quarantenni single, molti di questi "single di ritorno", con una convivenza o un matrimonio andato male alle spalle.



Però quando si fanno queste analisi non si guarda anche ad altre cose...































Trent'anni fa Oggi
Si iniziava a lavorare attorno ai 18 anni

 
Si inizia a lavorare in modo stabile forse dopo i 25 anni.

Ci si sposava o si metteva su famiglia ben prima dei 30 anni


 
Ci si sposa o si va a convivere ben dopo i 30 anni, e spesso lo si fa perché essere in due è l'unico modo di uscire di casa.
Si andava in pensione a 55 anni

 
Si va in pensione non si sa bene quando, si finirà a farlo a 65 anni
L'aspettativa di vita media era di 65/70 anni L'aspettativa di vita media è di 75/80 anni
Tipicamente dopo avere messo su casa, si "metteva la testa a posto", e quindi la vita cambiava, magari si vendeva la moto, arrivavano i figli, si pensava alla famiglia, ecc. ecc. Di mettere la testa a posto a trent'anni non ci si pensa nemmeno. Non si possono avere responsabilità verso altre persone se ancora non si riesce ad essere responsabili di se stessi.




Mentre scrivevo ho ricevuto una telefonata... Mi ha chiamato un mio amico. Questa notte un amico comune non è più con noi. Un anno fa gli hanno trovato un tumore, lo hanno operato, ma dopo un anno si è ripresentato. Questa volta ha vinto il tumore. Aveva 39 anni.



Dopotutto quanto avvenuto si inserisce in quello che scrivevo. Parlavo del rifiuto di crescere dei quarantenni. Questo mio amico non ha potuto rifiutare nulla, a quarant'anni non ci è nemmeno arrivato. Non è la prima persona che sento la cui vita viene fermata da un tumore prima dei quarant'anni.



Tra le cose che trent'anni erano diverse ci metterei anche questa. Anche questo credo dia la consapevolezza che la vita è adesso, e può invogliare a ritardare il più possibile il momento in cui si deve iniziare a "mettere la testa a posto", anche perchè diventa tragicamente sempre più frequente il fatto che si finisca di vivere prima ancora di avere davvero iniziato a farlo.



11 commenti:

  1. Concordo in pieno!

    Essere registi e attori e non semplici comparse nella propria vita è un preciso dovere di ognuno di noi, non fosse altro per rispetto di una "fortuna" che magari ad altri non è capitata e che si chiama TEMPO!



    Buon blog e a rileggerci.

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  2. ... e soprattutto, non credi che chi dice che "la generazione dei quarantenni è quella che bla.bla.bla", sono proprio quei tipi tutti grigi, un pò tristi e tanto sfigati che già a 30 anni ne dimostravano 60?
    si esce di casa quando si vuole se si ha fortuna e/o quando si può (la maggior parte delle volte) e non si ha necessariamente il bisogno di sentirsi dare dei bamboccioni da un vecchiaccio che si ritrova a considerare bellissime le tasse (sai che fatica, con la faccia che si ritrova ogni volta che si guarda allo specchio! da spaventarsi) e che nel frattempo si assicura una pensione sull'ammontare della quale credo sia il caso di far calare il famigerato velo pietoso. si fanno figli a 40 anni non perchè prima ci si dia alla pazza follia nottambula, ma perchè se sbarcare il lunario in due è già ostico, avere pure un bimbo di cui prendersi cura e carico è un impegno non esclusivamente affettivo... e stai pur tranquillo che non c'è istituzione che dia sostegno alle famiglie, a prescindere dall'età dei genitori.
    che poi, per tutti, la falce possa essere nascosta dietro un angolo che speravamo magari di esserci lasciati alle spalle, è solamente una triste verità, tragica non tanto per chi, magari nel fiore degli anni, si ritrova a suonare un'arpa fra le nuvole quando avrebbe preferito andare ad un concerto rock, ma sicuramente per chi rimane qui... con tante domande e la tristezza di un vuoto che si fa certezza.

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  3. 2 millenni di cattolicesimo a inculcar la vita nell'aldilà in premio della non esistenza sofferente di qua fruttano.

    CiaU

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  4. Sono d'accordo con le tue riflessioni e mi dispiace per il tuo amico.

    Io di anni ne ho 25 e non spezzo alcuna lancia a favore dei miei coetanei.

    Trent'anni fa c'era la fiducia nelle proprie possibilità, nella propria vita. Ora non più. La mia generazione è composta per lo più da rincoglioniti, passami il termine.

    E la fiducia nel futuro è sempre più ridotta, vuoi perchè "siamo" rincoglioniti (anche se io cerco sempre di essere fuori dal "per lo più"), vuoi perchè c'è chi il futuro ce lo toglie pian piano con qualche decreto.

    E "diventa tragicamente sempre più frequente il fatto che si finisca di vivere prima ancora di avere davvero iniziato a farlo". Hai letto per caso il "de brevitate vitae"?:)

    Mat

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  5. Ciao Only i 40 anni di oggi un po' lo sono diversi da quelli di ieri,anche per tutti i motivi che hai elencato tu.

    Ho letto del tuo amico,mi dispiace.Non serve dire altro.

    Ho visto che sei passato da Kreben?Mi piace un sacco parlare con lui e' un uomo molto interessante.Diretto ed ironico.Leggendo il suo blog aggiorno anche le mie nozioni di politica.

    A presto.

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  6. Si, sono passato da li vedendo i suoi commenti sul tuo blog. :-)

    Ha un modo strano di scrivere... però lo trovo interessante.

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  7. Ciao , partecipo con te al dolore della perdita del tuo amico e che dire del tuo scritto:

    io di anni ne ho 36, e di certo la vita NON è stata di sicuro come da te descritta, anzi.

    Faccio solo una piccola riflessione: a 10 anni guardavo gli adulti di 18-20 anni come persone saggie, adulte e da ascoltare. Ora vediamo i nostri bambini di dieci anni guardare questi "adulti" di 18-20 .....Bell'esempio.





    a presto

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  8. Purtroppo hai drammaticamente ragione...

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  9. Secondo me quando Hesse dice "Trovare significa essere libero,non avere scopi" sta a significare una condizione mentale per la quale ci si pone in condizione di ricettivita' incondizionata,a prescindere dal cercare qualcosa.

    Quella condizione e' propria di quella persona che guarda al mondo con curiosita' costante.

    Sono interpretazioni,non esiste quella giusta e quella sbagliata,il senso di questi assunti forse e' solo quello di farci riflettere..su noi stessi,o su cio' che ci circonda.

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