lunedì 2 gennaio 2012

Splinder è morto, evviva Splinder!


Oramai sono gli ultimi giorni della piattaforma di blogging Splinder. La chiusura è annunciata per la fine di Gennaio 2012.

I commenti dei gestori dei blog ospitati da Splinder sono spesso accesi, in tanti dicono "ma come, con tutto quello che abbiamo fatto per Splinder!"
Io vorrei però capire cosa credono di avere fatto... 

Anche io ho un blog ospitato da Splinder, e mi rendo conto che quello spazio su Internet vuole dire avere un server su cui sono ospitati dei dati scritti da me. Vuole dire che c'è un programma che gira su quel server e che permette a Splinder di esistere e di creare lo spazio per i blog. Ci sono quindi persone che lavorano per fare manutenzione all'hardware e al software. E lavorano con uno stipendio, non per passatempo.

Sono quindi dei costi, come costa anche la corrente elettrica che alimenta i server, o costa la connettività al datacenter che ospita i server. Costi che io non pago, e non pagano nemmeno tutti gli utilizzatori di Splinder che lo usano in forma gratuita.

Che possa piacere oppure no io credo che quando solo quando si paga si può pensare di avere diritto a qualcosa (e a volte già qui c'è da dovere discutere) Quando non si paga qualcosa che ha un costo, non si hanno diritti.

Splinder ha dato ospitalità a dei blog in forma gratuita, non ricordo presenze di banner pubblicitari, e mi chiedevo infatti dove trovassero i soldi per mantenere la piattaforma. In una intervista con l'AD di Dada (proprietaria di Splinder) viene chiaramente detto che viene chiuso perchè mancano i soldi per andare avanti, e che dei 400.000 blog presenti solo poche migliaia sono attivi, e che "Splinder avrebbe dovuto fungere da motore dell’iniziativa di Social Networking di Dada, ma purtroppo il progetto non si è mai concretizzato secondo le attese."

Direi quindi che Facebook e Twitter hanno ammazzato Splinder, e hanno ridimensionato il mondo dei blog.

Prima, per avere uno spazio di facile gestione dove scrivere le proprie idee, esistavano solo i blog. Fenomeno nato all'inizio degli anni 2000, ha avuto una rapida espansione, portando piattaforme come Splinder ad ospitare moltissimi blog. Ma nel 2006 Facebook comincia a farsi conoscere, nel 2007 nasce Twitter. (Tralascio volutamente la diffusione di altre piattaforme di blogging tradotte in italiano come WordPress)


Il 2008 fu l'anno della esplosione del fenomeno Facebook in Italia, e credo l'inizio del cambio di interesse verso i blog. Facebook e Twitter erano facili da usare, soprattutto per scrivere post veloci e brevi. Molto più immediati di un blog. Inoltre la diffusione di quanto scritto verso gli altri era immediata e selettiva, gli amici e i followers potevano leggere quasi in tempo reale la presenza di un aggiornamento, cosa che con un blog non è fattibile.


A parere mio Facebook e Twitter sono ottimi per chi ha poco da dire, mentre per scrivere molto serve un supporto come un blog, resta il fatto che ad avere poco da dire sono davvero in tanti... e questo ha spostato l'attenzione e il traffico dai blog ai social network.


Partecipare ad un blog necessita di molto più tempo che seguire gli aggiornamenti di FB o di Twitter, nella stessa quantità di tempo si leggono molte più notizie sui social network che tramite dei blog. I social network sono i fast food della comunicazione.


La differenza di oggi rispetto a qualche anno fa è considerevole: Ottobre 2007, aprii il blog su Splinder, ricevetti decine di visite e quattro commenti al primo post. Dicembre 2011, ho aperto il blog su Iobloggo, (spostando quello di Splinder) e per settimane non ho avuto un commento e visite con il contagocce.

A questo punto mi chiedo che senso ha continuare. Dopotutto credo che, a meno di non essere dei grafomani da ricovero, se si scrive è per il piacere che si prova se qualcuno legge quello che si scrive. Se nessuno (o quasi) legge, che scrivo a fare?

Non mi interessa nemmeno spostarmi sui social network. Twitter lo trovo demenziale, roba da sms da protoadolescente. FB lo trovo dispersivo, e non adatto ad essere usato come un blog. I blog oramai hanno perso di interesse... 

A questo punto mi sa che troverò altro a cui dedicare il mio tempo.
Purtroppo ha vinto il "nulla che avanza".

1 commento:

  1. Uso splinder da cinque anni e sinceramente ho iniziato a notare la diminuzione di visite e di commenti nel 2010. Addirittura ora non mi viene a trovare più nessuno per settimane, specialmente ora che sono migrata su un'altra piattaforma. Anch'io, come altri, uso quei social network, ma amo scrivere sul mio blog ormai aperto da quattro anni e, anche se è diventato un vero deserto, non ti intendo abbandonarlo. Facebook in particolare è un gran palcoscenico di litigi e critiche di soli tuoi conoscenti, condivido poche cose perché non mi ispira. Nonostante che ora abbiano ideato il "facebook diario", non arriverà mai ai livelli di un tradizionale blog.

    Purtroppo noto che compaiono pochissimi, se non addirittura nessuno, giovani blogger; i dodicenni di oggi preferiscono facebook.

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